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Ansia da prestazione, quando è una patologia

I ritmi della vita frenetica a cui tutti siamo sottoposti, la competizione, l'opinione altrui, il voler primeggiare spesso portano a vivere stati di ansia. Ma cos'è l'ansia e quando diventa patologia?!
fonte web
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“L’invenzione della psicoterapia evolutiva è stata, come molte altre invenzioni casuale. Avevo provato tutte le metodiche conosciute, con le persone che soffrivano di insicurezza, paura, ansia, depressione, angoscia, attacchi di panico. Ma inutilmente. Naturalmente tutte terapie basate sul dialogo. Ma hai mai provato a convincere a parole uno che soffre di attacchi di panico che la deve smettere? O a guarire uno che soffre di depressione semplicemente parlandogli?”

(GIULIO CESARE GIACOBBE)

Ebbene si questa affermazione racchiude l’intera problematica che ruota intorno all’ansia e sui vari aspetti.

Cos’è l’ansia chi non ne ha mai sofferto o pensato di averla provata?

Cominciamo individuando i vari tipi di ansia che sono legati alle nostre performance: ansia da prestazione scolastica,  lavorativa, sessuale,  sportiva e non ultima  relazionale.

Per definizione l’ansia è uno stato psichico di paura prevalentemente cosciente, più o meno intensa e duratura, che può essere connessa  a uno stimolo specifico e una mancata risposta dell’organismo a una qualunque determinata e soggettiva fonte di stress per l’individuo stesso.

In realtà l’ansia è un meccanismo positivo di attivazione che ci permette di rendere al meglio, nelle situazioni che richiedono una maggiore concentrazione, essa è utile al raggiungimento di un obiettivo, ma se mal gestita può diventare un meccanismo di auto sabotaggio che non ci permette di affrontare in modo adeguato i compiti che ci prefiggiamo.

 

  1. In ambito relazionale la tendenza a cercare di far sempre una bella figura con gli altri, per essere accettati e riconosciuti, può nascondere la paura di non essere all’altezza e da questo dipenderà la propria autostima. Tanto più sarà importante il riconoscimento sociale, tanto può non averlo genererà malessere e come conseguenza un ritiro sociale per evitare il fallimento.
  2. L’ansia da prestazione scolastica, in genere insorge in seguito a fattori scatenanti in ambito familiare.
    Quando compare possono manifestarsi stati di tensione, irritabilità, insonnia ed altri disturbi che vanno accentuandosi con l’avvicinarsi dell’esame, quest’ansia è alimentata dal fatto che si crede che dall’esito di questa prova dipenda non solo l’andamento dell’intero corso di studi ma il suo percorso lavorativo, la sua affermazione sociale, ed addirittura l’idea che genitori, parenti ed amici hanno di lui. Il valore eccessivo valore dato alla prova induce dei vuoti mentali o una confusione tale da compromettere l’esito dell’esame indipendentemente dalla preparazione.
  3. In ambito lavorativo il meccanismo d’ansia da prestazione, può compromettere il rendimento lavorativo. La paura di non riuscire a svolgere il proprio compito, il confronto con i colleghi, il bisogno di riconoscimento da parte del capo, e l’eccessiva aspettativa riposta nel lavoro, possono indurre lo uno stato d’ansia che non permette la corretta esecuzione della propria mansione lavorativa.
  4. L’ansia da prestazione in ambito sessuale, colpisce sia uomini che donne, entrambi attribuiscono alla prestazione una forte valenza, il desiderio di essere in grado di soddisfare il proprio partner e la paura di deluderlo, impediscono di vivere con serenità l’esperienza sessuale, portando come conseguenza un calo del desiderio o una difficoltà nel raggiungere correttamente l’orgasmo. A causa del significato dato al rapporto sessuale i soggetti sono colpiti da uno stato d’ansia cominciano a vivere la sessualità con timore, senza naturalezza, a lungo andare questo stato di tensione può compromettere non solo il rapporto di coppia ma anche il modo in cui ognuno percepisce l’altro sesso.

Tutti questi stati di ansia possono dare origine a patologie più gravi come attacchi di panico, fobie e ossessioni. Per questo è necessario e consigliabile quando vi è una corretta diagnosi, prevenire il disagio e trattarlo in modo adeguato. La caratteristica comune è l’eccessiva importanza data alla prestazione e al suo esito, si tratta spesso di un costrutto cognitivo, dovuto a delle idee che hanno le radici nella nostra infanzia, nel sistema sociale e familiare in cui siamo cresciuti.

Attraverso una psicoterapia si può riuscire a dare la giusta importanza alle cose, acquisendo di un diverso modo di pensare e una nuova capacità di rilassarsi eliminando le componenti che disturbano l’equilibrio psichico. La chiave è accettare di non essere perfetti e ricordare come sottolineava Schopenhauer “Quasi la metà di tutte le nostre angosce e le nostre ansie derivano dalla nostra preoccupazione per l’opinione altrui.”