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Arriva il Preservativo Perfetto per gli Uomini che Non Vogliono Indossarlo

Pare che a breve potremmo sotterrare l'ascia di combattimento che usiamo verso gli uomini che si ostinano a non voler utilizzare il profilattico. E, cosa ancor più importante, è possibile che migliori la situazione in Paesi dove l'Hiv e le malattie sessualmente trasmissibili sono un problema enorme: ecco cosa sta studiando un gruppo di ricercatori australiani.
nuovi preservativi uomo
Fonte: cosmopolitan.com

Abbiamo raccontato e ironizzato fino alla noia sulle scuse che gli uomini utilizzano per non indossare il preservativo e abbiamo spiegato in più d’un occasione perché questo sia profondamente sbagliato e perché un simile genere di maschio sia da evitare come la peste. Ora sulla questione arriva la scienza. Non tanto in termini di informazione e sensibilizzazione, quanto sul fronte della ricerca applicata per mettere a punto una nuovissima generazione di preservativi.

Utilizzando le stesse tecniche applicate per la “mappatura” (o scansione) del cervello, i ricercatori stanno testando le potenzialità in termini di piacere dei preservativi del futuro. Pare infatti che i preservativi in lattice, sostanzialmente invariati da quasi un secolo, siano destinati ad avere vita breve, soppiantati da questa nuovissima generazione di condom realizzati con materiali dalle proprietà analoghe a quelle della pelle umana. In sostanza, si tratterà di profilattici più sottili ma al contempo più resistenti prodotti in idrogel, un materiale ricco di acqua le cui molecole saranno “agganciate” l’una all’altra grazie a polimeri.

Si tratta di un prodotto davvero insolito al tatto – ha spiegato a Smh lo specialista in neuroscienze cognitive della Wollongong University Joseph Ciorciari – sembra di toccare tessuti umani reali, proprio come quando stai toccando qualcuno, con la differenze che c’è una ricopertura di lubrificante.

Il dott. Joseph Ciorciari - Fonte: smh.com.au
Il dott. Joseph Ciorciari – Fonte: smh.com.au

Il nuovo profilattico è stato sviluppato da un gruppo di scienziati dell’università di Wollongong e il materiale è stato testato a Melbourne. I partecipanti alla sperimentazione sono stati invitati a toccare cinque diversi materiali con tre dita in movimento da sinistra verso destra sino a 80 volte: mentre effettuavano questo gesto, i “candidati” sono stati collegati al macchinari per l’Eeg che ha misurato il livello e l’attività degli impulsi elettrici scatenati nel cervello.

Da questo test è risultato che “l’idrogel è stato l’unico materiale che ha evidenziato un punto marcato nella parte anteriore destra del cervello. Per noi è una novità percettiva, è una risposta che significa ‘Oh, ma questo è diverso, vorrei toccarlo ancora’, ha aggiunto Ciorciari.

La ricerca volta al miglioramento della sensazione data dal preservativo si prefigge obiettivi molto più alti rispetto al “mero” piacere. Il prof. Corciari ha infatti osservato che la ricerca in corso potrebbe portare a un incremento dell’utilizzo del profilattico in Africa, dove l’Hiv rimane, come sappiamo, un problema gravissimo e molto diffuso. Il preservativo in idrogel, inoltre, potrà essere predisposto per l’aggiunta all’esterno e all’interno di antivirali e antibatterici.

Dopo uno studio pilota di successo sostenuto da un investimento di 100mila dollari della Fondazione Bill e Melinda Gates, i ricercatori puntano a dare il via alla seconda fase del processo a breve, ossia all’inizio del prossimo anno.

Una buona notizia per tutti, insomma. Per noi che (forse) potremo finalmente smettere di litigare con le teste dure che si ostinano a non utilizzare il profilattico e ancor di più per arginare il problema dell’Hiv nel mondo che nonostante anni di studi e sensibilizzazione non accenna a scemare.