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Perché gli uomini intelligenti preferiscono il seno piccolo e il lato B abbondante

Lato b oppure seno? Piccolo, normale o abbondante? Una ricerca dice cosa ne pensano gli uomini, eppure studi simili pullulano dalle università al Web negli ultimi anni: ecco quali sono.

I maschietti che apprezzano il lato b abbondante sono più intelligenti. Lo stabilisce un recente studio, che mostrerebbe come gli uomini che sembrano avere una spassionata preferenza per le natiche sarebbero meglio intellettualmente dotati, per esempio, dei loro amici che invece amano i décolleté giunonici. In altre parole, anche se siamo cresciuti con il mito delle maggiorate, da Sophia Loren a Lana Turner, passando per Anita Ekberg, la misura giusta pare che sia quella a coppa di champagne. Un po’ come la Venere di Botticelli. Questo almeno stando alla ricerca che coniuga le preferenze maschili.

In realtà, sono tanti gli studi simili che in questi anni si sono occupati di questa tematica. Nel 2013, uno studio pubblicato nell’Archives of Sexual Behavior ha evidenziato risultati che danno da pensare. A un campione significativo di maschietti sono state mostrate al computer alcune immagini tridimensionali della stessa donna con una misura di seno crescente: i più hanno optato per una misura media, né troppo grande né troppo piccolo, mentre gli altri si sono divisi equamente tra seni enormi e minuscoli. In realtà, però, i termini relativi a queste dimensioni sono meramente indicativi: la tecnologia tridimensionale non realizza immagini che abbiano un preciso riscontro con la realtà, soprattutto in termini di tono dei tessuti, con e senza l’apporto della chirurgia. E ancora non era stato messo il seno in correlazione con il lato b.

Lato b vs seno

Secondo questa stessa ricerca però, la scelta degli uomini sulla misura di seno su cui orientarsi dipende dal loro grado di sicurezza: seni piccoli possono far sentire a proprio agio. Ma tutto dipende se si è a digiuno, perché la tendenza si può invertire: il seno femminile, atavicamente, incarna il nutrimento e questo concetto è ancora presente in molti, sebbene a livello inconscio. Invece seni grandi possono anche rappresentare la sola cosa che quel determinato campione di intervistati apprezza nell’immagine che vede. Perché – c’è da ricordarlo – queste preferenze hanno semplicemente a che fare con l’estetica come concetto: provare attrazione fisica o peggio ancora piacere o innamorarsi dipendono da una serie di istanze in cui le singole parti del corpo dell’altro non giocano poi un grosso ruolo. Tra l’altro ci sono anche scienziati che pensano che chi ama i seni grandi tenda a strumentalizzare la donna. E perché non il lato b?

Se si va ancora indietro nel tempo, nel 2009 una ricerca condotta in Nuova Zelanda ha provato invece che gli uomini guardano più a lungo seni grandi che seni piccoli. Certo, si potrebbe ribattere che non c’era bisogno di una ricerca per capirlo, ma la grande novità è che per la prima volta si è cominciato a capire che ci sono uomini “innamorati” del seno qualunque sia la sua misura, o uomini cui il seno è indifferente e invece magari si concentrano sul lato b, meglio se abbondante.

Infine una ricerca del 2015 dell’Università di Austin in Texas, ispirata a un’inchiesta precorritrice degli anni ’60, stabilisce che nell’apprezzare un lato b abbondante ci sia qualcosa di atavico. Per cui, in realtà, non è intelligenza che gli uomini sfoderano in questi casi, ma piuttosto un bisogno di conservare la specie, un istinto di sopravvivenza e di adattamento, che caratterizza tutti gli esseri viventi che siano soggetti all’evoluzione.

A un gruppo di uomini di età compresa tra 17 e 34 anni sono state mostrate delle silhouette femminili: le ombre mostravano dei lati b abbondanti, perché le immagini erano state distorte al fine di mostrare una schiena più inarcata e quindi delle terga più prominenti. Nelle donne reali, la schiena è tanto inarcata solo in un caso: quando sono incinte. Questo accade perché il corpo tende a bilanciarsi per via del pancione, per cui quando si è in dolce attesa, il sedere non cresce ma è molto più sporgente.

C’è però da dire che alcuni di questi risultati tra diverse ricerche sono in contraddizione tra loro e certe volte l’idea stessa di approntare questi studi suona stridente con il concetto stesso di scienza. È impossibile che ci sia una ricetta valida per tutti gli uomini. Sarebbe come dire che gli uomini siano tendenzialmente maiali perché indugiano con lo sguardo su certi nostri particolari anatomici. Ma non siamo in un film di John Hughes negli anni ’80, né in un manga. Fortunatamente. Perché se abbiamo impiegato l’ultimo secolo a frantumare degli stereotipi di genere forse noi donne possiamo disinteressarci bellamente a quello che pensano gli uomini dei nostri corpi.