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Relazioni e Meteo: attenzione ai colpi di fulmine!

E' possibile trovare un nesso tra le relazioni uomo - donna e le reazioni meteorologiche? Infondo alcune terminologie climatiche le usiamo già nella sfera sentimentale: vi dicono niente le parole colpo di fulmine, glaciazione o tornado in amore? E nella tempesta emozionale, provando a trasformarmi in una meteorologa, vi racconto dell'ultima gelata invernale in vista del sole di primavera.
colpo-di-fulmine

Succede così: un giorno in palestra incontri un ragazzo, carino, molto carino, e ogni giorno sempre alla stessa ora sguardi che si incontrano finché lui si presenta “Piacere mi chiamo Nico” e tu magari, che aspettavi questo momento, sei contenta e pensi “Finalmente”. Una chiacchiera tira l’altra e decidi di uscirci una sera a bere qualcosa. Sembra proprio l’inizio di una storia tranquilla e normale finalmente, lui è attratto da te, gli piaci molto e te lo fa notare, ti chiama spesso nei giorni seguenti, ti regala i fiori (e diciamoci la verità al giorno d’oggi non capita mica spesso) e pensi “oh che galante”. Ti cerca talmente tanto da occupare i tuoi giorni solo con lui perché ti dice che vuole assolutamente passare il suo tempo con te. E poi dopo un mese di frequentazione e un altro da “fidanzati” sparisce dal giorno alla notte senza lasciare tracce, o meglio, i messaggi si riducono notevolmente e sono più freddi della guerra fredda, le telefonate spariscono del tutto, i pensierini che magari gli porti quando vi vedete non gli garbano e dulcis in fundo la mitica frase: DOBBIAMO PARLARE.

Qualche giorno fa la mia amica Sabrina mi manda un messaggino dove mi racconta tutto quello sopracitato. Non la sentivo da un po’ proprio perché nelle ultime settimane era sempre impegnata con questo personaggio. La storia nasce dopo una breve frequentazione e, come spesso capita ad alcune donne, un uomo che fino a qualche giorno prima era un perfetto estraneo diventa nel giro di subito il centro della tua vita. Ieri sera allora, visto che lei era un po’ triste e voleva sfogarsi con la sua amica, che per inciso sono io, siamo uscite a prendere qualcosa da bere e mi sono ritrovata ad ascoltare la storia di questo fidanzamento-lampo finito in tempesta, alla faccia dei colpi di fulmine, il meteo ha sempre ragione quando ci allerta del mal tempo!

Mi dice che da qualche giorno Nico le sembra più freddo, che il ragazzo affettuoso che ha conosciuto è diventato l’iceberg del Titanic, che lei nell’ultima settimana è stata in casa per via della febbre e che in tutta la settimana lui non l’ha chiamata neanche una volta, a stento le ha mandato un messaggio giusto per chiederle come stava, e che sabato sera gli ha espressamente detto: ” Dimmi quando stai meglio perché vorrei parlarti di persona“. Ancora il responso non è chiaro, ma non credo che dopo il temporale questa volta torni il sereno. Ho sempre in mente la frase se non ti cerca vuol dire che non è interessato a te! E dal momento che negli ultimi giorni quello che lei ha considerato il suo ragazzo non l’ha chiamata al telefono e a stento sanno che l’altro è ancora vivo, non penso che questo Nico sia preso da lei, o quanto meno, quella che all’inizio era attrazione nei confronti di lei, col tempo non si è trasformata in sentimento.

Non è l’unica storia di fidanzamento lampo che io conosca, anzi qualche volta è capitata anche a me, e non è neanche la prima volta che una della mie amiche frequenti un ragazzo e da quel momento fa dipendere la sua vita da lui. Questo errore l’ho fatto io per prima e alla fine tutto si esaurisce nel giro di così poco tempo, la classica fiamma che brucia troppo in fretta.

Mi rendo conto che sia difficile pensare alle tattiche quando si parla di rapporti interpersonali, ma ahimè continuo a chiedermi: vale sempre la pena scoprire le proprie carte così velocemente? È giusto mostrarsi in tutta la nostra pienezza sin da subito? O magari è meglio darsi dei piccoli freni e rivelarsi a poco a poco?

Credo sia vero che ogni storia è a sè, che essendo ogni persona diversa anche ogni relazione sarà diversa dalla precedente, che sia giusto non fingere di essere qualcuno che non si è ma è altrettanto vero che quando conosciamo una persona, che fino a tre secondi prima non sapevamo neanche esistere, dovremmo fare piccoli passi. Non è difficile spaventare l’altro ( questo vale per gli uomini quanto per le donne) perché ognuno di noi ha un modo di pensare, di vivere, di fare e l’incursione di un estraneo nella nostra vita che arriva come un treno in corsa, come un torrente che travolge tutto ciò che ha difronte può scatenare in noi la voglia di scappare più che restare. Quando penso alle relazioni ho in mente due situazioni:

La relazione tra amici: ovvero quando un amore nasce con una persona che fa già parte della nostra vita, tipo un amico con cui usciamo già da qualche tempo in comitiva, un collega di lavoro che vediamo tutti i giorni, un ragazzo/a che conosciamo già per svariati motivi. In questo caso allora non bisogna darsi a piccole dosi, perché quella persona ci conosce già nella vita quotidiana e lo stesso sappiamo noi. Così la relazione ha già un terreno “arato” su cui noi possiamo seminare e alla fine può nascere un fiore, perché baciati dal sole andiamo d’amore e d’accordo, o può germogliare un’ erbaccia e la relazione finisce in una glaciazione.

La relazione tra estranei: succede di uscire una sera, di frequentare, come sopracitato, una palestra, un corso o qualsiasi altra situazione simile e incontrare qualcuno che non fa parte della nostra vita quotidiana, quindi è qualcuno che dobbiamo imparare a conoscere e nello stesso tempo che deve conoscerci. Ma dopo poche uscite l’attrazione la fa da padrona e un’incendio brucia e voilà è fatta “stiamo insieme”. Quello stare insieme però non è un campo già pronto alla semina, è un campo incolto, sta a noi (entrambi noi) ripulirlo per poi procedere con la stagione dell’amore (come canta il mitico Battiato) e spesso mentre siamo impegnati nella pulizia ci accorgiamo di alcune ortiche che proprio non vogliono andar via. Questo fa sì che il nostro fidanzamento finisca in una grossa semina secca.

Allora non sarebbe meglio fare i contadini-amici e poi solo dopo aver conosciuto l’altro senza pretese, senza impegni, senza aspettative e sopratutto continuando la nostra vita uscendo con gli amici, andando a lavorare serenamente, prendere i nostri impegni senza pensare a dover prima parlarne con lui e vedere se nasce l’amore? Che fretta c’è di pronunciare quella fatidica frase stiamo insieme se ancora non sappiamo neanche chi siamo?

In ogni caso consiglio di prestare attenzione alle previsioni meteo ogni giorno e di ricordare sempre che Chi semina vento raccoglie tempesta!