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Selen: "Vi racconto la vita da nonna di una ex porno star"

Un tempo era considerata l'erede delle più grandi pornostar di tutti i tempi, come Moana Pozzi. Ma Selen ha cambiato totalmente vita. Ecco come sono ora le sue giornate.
Selen
Fonte: Instagram @ lucecaponegro

Il suo profilo Instagram è una sorpresa per chi tra noi non la seguiva da molti anni, ed è rimasta a quando aveva una carriera più che fiorente nella pornografia. Aperitivi con le amiche, l’albero di Natale, i momenti teneri con il figlio più piccolo, in vacanza magari. Ma Selen – al secolo Luce Caponegro – è una donna completamente diversa da quello che potremmo ricordare. Intanto è una nonna, una nonna abbastanza giovane – nel 2017 compie 51 anni – e molto bella. Fisicamente parlando, il tempo per lei sembra essersi fermato. Sarà anche che oggi è una professionista di bellezza e benessere, dato che possiede un centro wellness. Ma non è la sola sua attività.

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Negli ultimi tempi, Selen ha rilasciato qualche intervista in cui ha raccontato com’è la sua vita ora. Diciotto anni fa ha chiuso con il porno, appena prima di esserne diventata una star internazionale. Luce è una donna saggia: si è approcciata al mondo hard con la curiosità, poi quando quel mondo le ha dato tutto quello che poteva darle in termini di conoscenza, è passata ad altro. Per un periodo è rimasta nel mondo dello spettacolo, in teatro, al cinema mainstream e come dj. Oggi è piuttosto critica con la televisione, che secondo lei condivide qualcosa con il mondo del porno: squallore, droga e ipocrisia, come dice in un’intervista al Corriere della Sera.

[Il mondo del porno era] scanzonato all’inizio, tutti giovani con gli ormoni a mille. Si è rivelato un mondo dark, scuro, quasi gotico. Era brutto vedere le ragazze dell’Est costrette al sesso estremo sei ore di seguito per un capriccio del regista, con una scena guadagnavano la paga di un anno a Budapest. Lo squallore, la droga… Ma circola anche nella tv dove c’è più ipocrisia che nell’hard. […] Avevo un contratto capestro, gli ultimi tempi sono stati una tortura, la trasgressione era diventata un lavoro odioso. Ho dovuto fare film quando volevo smettere, cercando di costruire ciò che ho sempre desiderato, una famiglia.

Alla fine però Selen ha mollato tutto. Ha preso anche un master in Programmazione Neuro-Linguistica (PNL). Ha due figli, Kangi di quasi 30 anni (il suo nome significa «corvo»), che l’ha resa nonna, e Gabriele di 11. Quest’ultimo ha saputo della vecchia carriera della madre da qualche compagno di classe e un giorno le ha chiesto se avesse commesso qualche sbaglio nella vita. A volte i bambini subiscono i retaggi maschilisti dei loro genitori, e per qualcuno ancora oggi una donna libera che decide di impiegare qualche anno della sua vita del porno, è circondata da uno stigma: è questo lo spirito con cui qualche compagno si sarà rivolto a Gabriele. Con Kangi la questione invece non si è neppure posta, perché era piccolo durante quel periodo, e quindi l’ha vissuto comprendendolo sincronicamente.

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Al momento, Selen appare una donna dalla grande spiritualità, che si è saputa reinventare senza rinnegare ciò che ha fatto. È quindi una figura molto interessante e un vero e proprio esempio: i suoi valori sono la natura, i sentimenti. Quando diventò maggiorenne, se ne andò in una comune sui monti, dove visse dei frutti della terra. Poi giunse l’uomo che le fece conoscere il mondo del porno.

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“Io sono nata con una passione per la conoscenza della sessualità – ha commentato Luce in un’intervista sul Resto del Carlino – Era qualcosa che mi incuriosiva fin da bambina. Non era una curiosità morbosa, ma naturale. […] Ci sono stati tanti lati positivi [nell’hard], mi ha permesso di sentirmi a posto con la mia fisicità, con il mio corpo. Ho superato i timori di tante donne – e anche uomini – di non essere all’altezza, di non essere abbastanza attraente, di non saper soddisfare il proprio compagno. Prima di cominciare avevo i complessi di tutte le adolescenti. Io venivo da una famiglia fondata su grandi valori tradizionali: soprattutto la famiglia e il matrimonio.”