diredonna network
logo
Stai leggendo: Statistica: i belli si lasciano, i brutti no. E un motivo c’è.

Professioniste del sesso: "Abbiamo un messaggio per le mogli e le fidanzate"

"Ho provato a fare sesso con un preservativo femminile"

Perché gli uomini amano (e si masturbano con) gli hentai

Professione fluffer: perché per girare un porno è importante il “riscaldamento”

Sai perché il pene e i testicoli sono asimmetrici?

"Ti regalo il calco del mio pene (vagina o ano) da indossare o... mangiare"

Questi sex toys dimostrano che la Unicorn mania è fuori controllo

Professione Money Mistress: quanto guadagna una dominatrice virtuale

Gwyneth Paltrow: "Ecco la mia guida per il sesso anale"

Le domande da fare a un ragazzo per conoscerlo meglio

Statistica: i belli si lasciano, i brutti no. E un motivo c'è.

Sappiamo tutti che i belli hanno dei vantaggi rispetto ai brutti ma questi ultimi hanno storie d'amore più lunghe e un motivo c'è. Lo studio di una psicologa di Harvard ci spiega perché i primi si lasciano e gli altri... meno.
i belli si lasciano i brutti no

Vi starete chiedendo “cosa c’entra l’aspetto fisico con la durata della vita di una coppia?”.

Secondo una ricerca accademica, “Attractiveness and relationship longevity: Beauty is not what it is cracked up to be” (Attrattività e longevità della relazione: la bellezza non c’entra nel modo in cui si pensa), la bellezza influisce sul rapporto a due.

Possiamo dire – scegliendo un lessico un po’ povero – che i belli si lasciano e i brutti no, o che le persone più belle sono quelle più infedeli? Lo studio condotto da Christine Ma-Kellams, psicologa sociale presso l’Università di Harvard e l’Università di La Verne in California, attraverso 3 esperimenti ha rivelato come le persone più attraenti sono destinate ad avere rapporti di coppia meno duraturi.

1. Dagli annuari del liceo a oggi

i belli si lasciano, i brutti no

Come primo esperimento gli studiosi hanno preso un campione datato di annuari del liceo e hanno selezionato i volti giudicati più attraenti. Di questi “visi belli” hanno poi verificato la storia familiare. Lo studio ha rivelato effettivamente un legame tra la bellezza e la longevità del rapporto constatando che i belli di ieri sono i divorziati di oggi mentre la maggior parte di quelli ancora sposati sono i profili giudicati meno attraenti di sempre.

2. Relazioni amorose dei personaggi famosi

Il secondo esperimento è stato effettuato prendendo in considerazione personaggi famosi ed è stata fatta una statistica sulle loro vite amorose. Studi e approfondimenti condotti da IMDb e Forbes hanno confermato ancora una volta la tesi che coloro giudicati più attraenti si lasciano e i meno attraenti no. Analizzando le vite delle celebrità possiamo infatti dire che le persone più visivamente appetibili sono quelle che hanno alle spalle matrimoni falliti e relazioni durate pochissimo.

3. I belli sono attratti dai belli

i belli si lasciano, i brutti no

Il terzo esperimento è stato completamente basato sulle reazioni generate da un rapido impatto visivo. Sono state fatte visionare immagini di persone attraenti e meno ed è risultato che: persone più visivamente appetibili hanno dato commenti molto positivi, in percentuale maggiore rispetto alle persone “bruttine”. Questo perché, secondo la psicologa, persone belle sono più predisposte verso altre bellezze.

Per farla breve, si potrebbe leggere così: i belli sanno di esserlo e il loro ego li spinge a cercare continue conferme anche fuori dal rapporto di coppia mentre i meno visivamente attraenti, consapevoli anch’essi, una volta trovata l’altra metà si sentono appagati ed evitano di cercare altrove.

Tutto questo sta a significare che il segreto della felicità, del famoso “per sempre” sta nella scarsa autostima che ci impedisce di diventare dei traditori e chiedere il divorzio? Sarebbe davvero triste.

Ma ricordiamoci che si sta parlando di uno studio che ha considerato come variabile un aspetto puramente visivo, la PA (Physical Attractiveness), e le persone non sono solo il “grado di attrattività del proprio aspetto fisico“, ma c’è una componente umana, intellettiva, emozionale che – tutto sommato – così ininfluente non è.