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Tease and Denial, pratica sessuale eccitante o tortura?

Che cosa significa praticare tease and denial a letto? Ecco qualche informazione per capire un po' di più questa pratica tra piacere e tortura.
Tease and denial
Fonte: Pixabay

Tra le varie pratiche del Bdsm (ma anche del tantrismo, solo che non viene chiamata in questo modo), una molto conosciuta e importante è il cosiddetto tease and denial. Spesso questa pratica va di pari passo con il suo contrario, l’orgasmo reiterato, ed entrambe sono forme di dominazione e sottomissione.

Un esempio di tease and denial si trova all’interno di una saga a fumetti, “Il gioco” di Milo Manara: in una delle quattro “puntate” di questa peculiare graphic novel, si incontra una setta dedita al tease and denial continuo e collettivo, con lo scopo di mettersi in comunicazione con una popolazione aliena. Naturalmente, quando parliamo di questa pratica, parliamo di qualcosa di diversamente poetico e molto più prosaico a suo modo. Ma, come si dice in questi casi: s’ei piace, ei lice.

Tease and denial, significato

Tease and denial
Fonte: Pixabay

L’esoressione tease and denial deriva dall’unione di due verbi, «to tease» che significa stimolare e «to denial» che significa negare. In pratica, l’espressione richiama letteralmente le azioni che vengono espletate durante questa pratica, ossia la stimolazione – degli organi genitali ma anche delle zone erogene del corpo del partner – e la negazione dell’orgasmo. In italiano negazione dell’orgasmo però non rende appieno la dinamica dell’azione.

Tease and denial nel Bdsm

Nel sadomaso, il tease and denial, dicevamo, è una pratica di dominazione. Il dominatore la esercita sul sottomesso, decidendo, di volta in volta, quando e se concedere di raggiungere il climax. Si tratta di un fondamento del Bdsm: il dominatore ha potere – sempre entro i limiti fissati dal sottomesso e dalla safeword – di permettere e negare il piacere. Potenzialmente, l’orgasmo dovrebbe essere più intenso, ma tutto dipende dalla singola situazione ovviamente. Tuttavia, in un regolare rapporto Bdsm, la negazione dell’orgasmo rappresenta esso stesso una fonte di piacere per il sottomesso che diventa oggetto di questa negazione, spesso a tempo indeterminato.

Quando la negazione dell’orgasmo consiste nel portare il sottomesso sempre sull’orlo del piacere, sottraendoglielo un attimo prima del climax, la pratica prende un nome differente: edging. Il tease and denial può inoltre unirsi con altre pratiche tipiche del Bdsm, come il bondage – prendendo così il nome di tie and tease, oppure il milking. Quest’ultimo riguarda soprattutto gli uomini e consiste in un’eiaculazione senza orgasmo, che si raggiunge magari attraverso la stimolazione della prostata.

Tease and denial nel tantrismo

Tease and denial
Fonte: Pixabay

Lontana dalla pratica Bdsm tout court, la negazione dell’orgasmo, con termini diversi, è molto affine al tantrismo. Quest’ultimo, infatti, si fonda su pratiche che mai comprendono l’orgasmo: tutto si gioca sulla spiritualità, sulla stimolazione di alcune parti del corpo, con il fine di conferire potenza e intimità alla coppia.

In altre parole, non si tratta di una negazione vera e propria, ma di un’indifferenza verso l’orgasmo, che non deve essere considerato né il fine né la fine di un rapporto tantrico (anche se, in fondo, soprattutto le prime volte, può accadere, soprattutto se non si è fortemente motivati e se non si è raggiunto un certo livello di maturità spirituale). Il fine in questi casi è lo scambio di energia.

Tease and denial, i rischi

Cosa può comportare l’assenza dell’orgasmo per lungo tempo? A parte la mancanza del relax che di solito segue un rapporto sessuale, non c’è da preoccuparsi – a differenza della reiterazione dell’orgasmo, che diventa, soprattutto per le donne, una pratica che può rivelarsi estremamente dolorosa. In una relazione Bdsm, esiste una caratteristica fondamentale che regola tutti i rapporti: la consensualità. Il tease and denial, in quest’ottica, si colloca semplicemente all’interno di una castità forzata. Sembrerebbe forzata da un agente esterno, ma in realtà corrisponde a una volontà di chi decide di sottoporsi alla negazione dell’orgasmo. Per cui non ci sono rischi né per la propria salute né per la propria emotività.