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Anche chi è asessuale può fare sesso ed è condizione più diffusa di quanto si pensi

L'asessuale fuori dai luoghi comuni: sfatiamo alcuni miti e cerchiamo di mettere ordine nella confusione sull'asessualità.
Asessuale

Chi è asessuale rappresenta una minoranza significativa: l’1% della popolazione mondiale, come fu stimato alcuni anni fa e come riporta anche Wikipedia. C’è spesso una conoscenza poco approfondita dell’asessualità. Alcuni fanno riferimento spesso a una celebrità che si ritiene sia asessuale, il cantante britannico Stephen Morrissey, noto oltre che per il suo meraviglioso talento creativo anche per essere un vero guru della morale del rispetto.

Ma chi sono gli asessuali? Si sceglie di esserlo o ci si nasce? Non fanno affatto sesso? L’asessualità comporta la castità a tutti i costi? Queste persone hanno delle relazioni amorose con altri? Per rispondere a queste domande continuate a leggere.

Che cosa significa essere asessuale?

Asessuale
Fonte: Pixabay

La prima cosa da sapere è che l’asessualità è un orientamento sessuale che consiste in una totale assenza di desiderio sessuale o di attrazione sessuale. Non si diventa asessuali, ci si nasce, come per tutti gli orientamenti. Spesso infatti si confonde la sessualità con un calo fisiologico del desiderio, che può avvenire per varie ragioni – per esempio può essere di natura ormonale, come dopo una gravidanza, oppure dovuto a stress, ma i motivi sono molteplici. La differenza risiede nel fatto che il calo del desiderio è assolutamente passeggero, anche se prolungato, mentre l’asessualità comporta un’assenza di desiderio che dura da tutta la vita. Significa che mai si è desiderato fare l’amore con qualcuno.

Non bisogna però confondersi. Gli asessuali fanno sesso, possono provare anche piacere, possono allacciare relazioni che sono più o meno durevoli come per tutti gli orientamenti sessuali. Ma non ne sentono il bisogno. La condizione ottimale sarebbe, per esempio, che due asessuali si mettano insieme: in questo modo l’uno potrà capire completamente l’altro, a nessuno dei due mancherà qualcosa nel rapporto.

Un altro errore comune è confondere l’asessualità con la demisessualità o con l’orientamento demiromantico – in cui si prova attrazione per persone con cui si condivide un legame affettivo di qualche tipo. No, lo ribadiamo: l’asessuale non prova desiderio, neppure con coloro con cui condivide un legame, eppure ciò non significa che queste persone non possano condividere una relazione con qualcuno.

Infine c’è da dire che gli asessuali possono essere l’uno diverso dall’altro. Esistono infatti molte sfumature dell’essere asessuale. C’è chi non ha del tutto rapporti sessuali, c’è chi ne ha con persone eterosessuali, omosessuali o bisessuali. Tra questi ultimi ci sono persone che provano piacere e altre che non ne provano. Le generalizzazioni – lo sappiamo bene quando si parla di sessualità – sono completamente inutili se non addirittura pericolosamente fuorvianti.

Gli asessuali nell’arcobaleno

Asessuale
Fonte: Wikipedia

Quando parliamo di asessuali parliamo di persone inserite in un contesto Lgbtqai*. La «a» della sigla sta infatti per asessuali e il movimento vuole essere inclusivo al massimo, tanto che è stato aggiunto l’asterisco per questa ragione, altrimenti la sigla sarebbe lunghissima volendo includere tutti gli orientamenti che esistono in natura. Non c’è un colore nella bandiera arcobaleno classica per esprimere l’asessualità – perché la bandiera classica esprime concetti molto più generici – ma esiste una bandiera che è il simbolo del movimento e che contiene i colori nero, grigio, bianco e viola.

Differenza tra asessuale o asessuato

Alcuni tendono a confondere i due termini e quindi i due concetti che sono ben diversi. Ci sono diversi significati di «asessuale» e «asessuato» in italiano e a volte i significati collimano. Secondo la Treccani, l’asessuale è colui che è privo di richiamo sessuale così come lo è il termine «asessuato» in senso figurato. Il senso letterale di «asessuato» indica invece colui che è senza sesso, senza la determinazione maschile o femminile. In altre parole, il primo termine si riferisce quindi all’orientamento sessuale, il secondo invece alla riproduzione o ai caratteri sessuali secondari di una persona.