Moana Pozzi, il mistero della morte della ragazza che scelse e amò la pornografia - Roba da Donne

Da sempre incuriosita dal sesso

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A differenza di molte sue colleghe, che hanno scelto il mondo del porno per guadagnare qualche soldo velocemente, Moana è sempre stata incuriosita dal sesso.

Nella sua autobiografia, uscita nel 1991, La filosofia di Moana, la Pozzi parla proprio di questo e del rapporto col sesso durante l’adolescenza.  A tredici anni amava farsi fotografare in topless dai compagni di classe durante le gite al mare quando ci andava con la classe, mentre a quindici anni, a casa della nonna, ha letto il primo giornalino porno, e amava portarli via per guardarli con il fidanzato di allora, più grande di sette anni, per imitare le pose.

Ho perso la mia verginità nella primavera del 1976 all’età di quindici anni  – si legge nel libro, come riporta Cinquantamila – Lui ne aveva ventitré, si chiamava Antonio ed era uno studente universitario. Un pomeriggio mentre stavo aspettando l’autobus si fermò con la sua Mini Cooper e mi chiese se volevo un passaggio. Accettai e mi ritrovai nella pineta di Mornese. Lui non mi piaceva ma devo ammettere che avevo un gran desiderio di provare cosa fosse il sesso nel modo più completo. Sentii molto dolore, non mi divertii affatto e dopo quell’esperienza passò un anno prima che facessi l’amore di nuovo.

 

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