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Gushing: che cos'è l'eiaculazione femminile?

Il gushing è per molte di noi qualcosa di misterioso. Tranquille, per alcune cose lo è anche per la comunità scientifica.
Gushing

L’eiaculazione femminile viene chiamata solitamente gushing. Per molte di noi è qualcosa che fa un po’ sorridere, perché pensiamo a quella celebre scena di Sex & the City in cui Samantha intreccia una relazione con una donna, per poi scoprire che nel sesso non c’è poi grande differenza con un uomo: l’eiaculazione ti sorprende quasi sempre, anche quando ci fai l’abitudine.

Il gushing ha naturalmente una base scientifica per essere compreso, sebbene, nonostante i tantissimi studi a riguardo, non sempre i ricercatori sono completamente concordi sull’origine e sulla composizione dell’umore che viene eiaculato. Ma una certezza c’è: tutto risalirebbe a delle ghiandole specifiche che altro non sono che il nostro corrispettivo della prostata. Ma come funziona il tutto esattamente?

Cos’è il gushing?

Gushing
Fonte: Pixabay

«Gushing» è un termine inglese onomatopeico, che significa letteralmente «sgorgare, zampillare». Che a questo punto è una sorta di metafora relativa a quello che accade appunto con l’eiaculazione femminile. Anticamente, si faceva risalire tutto alla tradizionale lubrificazione che solitamente accompagna un rapporto sessuale. Tuttavia, con il tempo, si è notato che gran parte della fuoriuscita di liquido fosse legata non tanto ai preliminari, quanto al mentre del rapporto vero e proprio e ancor più al momento dell’orgasmo.

Ciò che permette il gushing, dicevamo, sono delle ghiandole, che prendono il nome di ghiandole di Skene, che sono fatte dello stesso tessuto embrionale della prostata e che sono nei pressi di quello che solitamente viene indicato come punto G, vicino alla parte inferiore dell’uretra. Il liquido secreto somiglia allo sperma nelle composizioni chimica e ormonale, ma c’è anche chi afferma, data la vicinanza con l’uretra, che possa contenere parti di urina molto molto diluita.

Gushing, da cosa dipende

Non si conoscono perfettamente le ragioni da cui dipenda il gushing, anche se il blog MySecretCase spiega alcune delle condizioni che potrebbero facilitare il fenomeno. Naturalmente non parliamo di quelle donne in cui le ghiandole preposte allo scopo sono atrofizzate – non per scarso utilizzo, ma per mere ragioni biologiche.

Questo blog parla di squirter acquisite, cioè di donne che non riuscivano nel gushing in maniera automatica e quindi hanno provato e riprovato, grazie alla stimolazione manuale, a quella con il pene del partner e anche con l’ausilio di particolari sex toy. Il segreto è trovare il punto G: peccato che per alcuni potrebbe trattarsi di un mero mito. Gli altri consigli prevedono di bere molta acqua prima del rapporto sessuale – che in realtà, come le lettrici di 50 Sfumature ben sanno, ha anche l’effetto di provocare maggior piacere ed eccitazione durante il sesso.

Sicuramente l’idea di provare e riprovare non è male – con il sesso, la sperimentazione rappresenta sempre un’importante (e divertente!) fase conoscitiva soprattutto del sé – ma non bisogna disperare se non si riesce a raggiungere il momento del gushing. Il rischio è, in caso di “fallimento”, di sentirsi frustrate. Ma non è un fallimento, per questo lo mettiamo tra virgolette. È semplicemente una di quelle cose che alcune donne sono in grado di fare e altre no. Ma non si guadagnano punti in più come alla raccolta del supermercato.

A volte percepiamo il sesso come una corsa a farlo meglio, ma appunto non è una gara. Bisogna vivere il momento, è solo questo che conta (ma ricordando sempre di farlo col cervello e quindi tutelarsi da malattie sessualmente trasmissibili).

Squirting e gushing: ci sono differenze?

Gushing
Fonte: Pixabay

Squirting e gushing sono entrambi termini che indicano l’eiaculazione femminile – anche se forse nei film porno abbiamo sentito per lo più nominare il primo. Per i profani non presentano differenze, ma alcuni studi medici parlano di lievi diversità tra i due concetti, che comunque non interessano poi moltissimo a noi non addette ai lavori.

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