Transfobia: le Terf e le varie forme di discriminazione | Roba da Donne

La transfobia è una forma di discriminazione che assume diversi aspetti. Per le TERF, questa forma di discriminazione è diretta contro i transgender MtoF, cioè contro le persone trans che non si riconoscono nel genere maschile a loro attribuito alla nascita.

Secondo le TERF, i transgender starebbero mettendo in atto una sorta di sostituzione femminile e il mandante di questa sostituzione sarebbe il patriarcato. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Come spiega Julia Serrano, le TERF (acronimo di femministe radicali trans-esclusive) pensano che il genere sia un sistema di classe creato dell’uomo per opprimere le donne e che i transgender MtoF rafforzano il sistema minando le donne e il femminismo. Per questo per le Terf, i trans costituiscono una minaccia perché rappresentano un gruppo di uomini che cercano di infiltrarsi negli spazi delle donne e appropriarsi delle loro identità e delle loro lotte.

Eppure i transgender sono discriminati soprattutto da chi incarna il patriarcato, mandante di questa presunta “sostituzione”.

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Transfobia: cosa significa

Transfobia
Fonte: The Danish Girl

Transfobia è un termine composto che significa «paura dei transgender». Come spesso accade per questo tipo di “fobie” non si tratta di paure, anche se la paura ne è il fondamento, ma di odio per un’intera categoria di persone.

Le origini della transfobia

Le origini della transfobia sono state teorizzate da Julia Serrano nel libro Whipping Girl. L’autrice crede che i generi maschile e femminile siano accompagnati da una convinzione secondo cui uno esclude l’altro e che la base della transfobia sia il sessismo. Secondo Judy Norton invece, la transfobia è basata sul fatto che l’esistenza dei transgender minerebbe il sistema binario dei generi così come è tradizionalmente codificato.

Alcune espressioni della transfobia – scrive Serrano su Medium – derivano dal fatto che le persone sono semplicemente “inconsapevoli”, vale a dire non informate (o poco informate) sulle persone e sulle esperienze transgender. Altri individui possono essere decisamente “trans-antagonisti”, in quanto sono fondamentalmente contrari alle persone transgender per specifici motivi morali, politici e/o teorici.

Per quando riguarda la transfobia legata al movimento delle Terf, essa affonda le radici in una fazione paranoica del femminismo radicale degli anni ’70 negli Stati Uniti, come afferma un articolo del New York Times. In Gran Bretagna, le Terf iniziarono a organizzarsi invece negli anni ’80 all’interno dei gruppi di femministe lesbiche separatiste che protestavano contro le armi nucleari, la fecondazione in vitro e la chirurgia rivolta ai trans.

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4 episodi di transfobia

Transfobia
Fonte: Fenicotteri rosa

I gruppi transfobici, politici o associativi, come spiega sempre Serrano, promuovono attivamente politiche, leggi, campagne di disinformazione in funzione anti-trans. I pregiudizi fanno il resto: nascono all’interno delle convinzioni eteronormative e minano la possibilità che le persone possano essere realmente transgender, sostenendo invece che ogni persona resti del genere che le è stato attribuito alla nascita.

Sempre il New York Times racconta di un episodio transfobo capitato nel febbraio 2019 a Washington. Due donne britanniche fecero irruzione in un edificio per tendere un’imboscata a Sarah McBride, donna transessuale e segretaria della campagna per i diritti umani, reduce da un incontro per l’uguaglianza transgender.
McBride, che identificò le due assalitrici come appartenenti al movimento Terf, fu accusata di difendere i diritti degli uomini nell’accedere al mondo femminile.

1. Ian Alexander

Lo scorso novembre, Arcigay ha riportato la testimonianza di Ian Alexander, uno dei protagonisti della serie The OA. Ian ha dovuto compiere un percorso di accettazione da parte di se stesso e della sua famiglia, che è di religione mormone: la madre alla fine si è decisa a chiamarlo con il nome che il giovane aveva scelto e con i giusti pronomi.

Avevo 11, 12 anni quando ho cominciato a farmi domande sulla mia identità di genere ma è stato quando a 13 anni ho incontrato per la prima volta altre persone trans che mi sono detto «aspetta, ma è tutto possibile? Posso cambiare i pronomi che uso e il mio nome?». Questo mi ha veramente dato il coraggio di accettare chi ero.

2. Leelah Alcorn

Tra gli episodi più celebri di transfobia c’è la storia di Leelah Alcorn. Nel 2014, la giovane, che avrebbe voluto sottoporsi a un intervento per la riassegnazione del genere, si suicidò. L’intervento le fu negato dai genitori, conservatori e molto religiosi, che la costrinsero a seguire una terapia di conversione. Successivamente i genitori la ritirarono da scuola, quando seppero che era attratta dai ragazzi, le tolsero ogni possibilità di comunicazione con l’esterno, finché la ragazza non si suicidò in preda alla solitudine ad appena 17 anni.

3. Divine

Questa storia non riguarda una persona transgender, ma una drag queen ed è uno di quei casi in cui omofobia e transfobia si compenetrano, mostrando le loro origini comuni. Come abbiamo detto, ci sono persone che non scelgono di sottoporsi a nessun intervento o comunque si riconoscono come non binarie. Divine (foto in alto) è stata una di queste: è stata una drag queen, con spiccate caratteristiche femminili e appariscenti abiti da donna. Durante la sua adolescenza a Baltimora negli anni ’60 fu bullizzata per i suoi atteggiamenti effeminati e per essere obesa: ne soffrì molto, a a un certo punto tutto cambiò.
Tra i suoi amici di quel periodo c’era infatti John Waters, che da adulto sarebbe diventato un regista molto celebre per le sue pellicole eccessive e queer friendly: Waters fece di Divine una stella assoluta. E lo è ancora oggi. Sapete a chi è ispirato il personaggio di Ursula ne La Sirenetta? Proprio alla divina Divine.

4. J.K. Rowling

Celebri sono ormai anche le polemiche nei confronti dell’autrice della saga di Harry Potter. Vi rimandiamo all’articolo seguente:

"30 anni fa anch'io avrei potuto diventare trans": J.K. Rowling contro le accuse

Come superare la transfobia

Transfobia
Fonte: La moglie del soldato

Per superare la transfobia l’informazione e la sensibilizzazione sono il primo passo. Le persone che affrontano una transizione non lo fanno per capriccio. Quando ognuno di noi nasce, viene attribuito un genere al neonato. Ma questo genere potrebbe non essere quello in cui uno si riconosce e quindi si può avviare una transizione, completa o parziale, verso il genere opposto.

Ci sono anche persone che non si riconoscono in nessun genere, e vengono dette persone non binarie. Ci sono inoltre persone, i cosiddetti intersex, che nascono con i geni sessuali xxy e che spesso vengono identificati con il genere femminile (grazie a un’operazione di vaginoplastica). Conoscere questi concetti può aiutarci a capire che la vita delle persone transgender può non essere semplice.

Il linguaggio aiuta ulteriormente, a partire dai corsi di aggiornamento dedicati ai giornalisti. Chi è iscritto a un albo professionale deve, in base a una legge di stato, maturare dei crediti relativi alla formazione continua: durante l’anno vengono sviluppati vari corsi, tra cui come trattare tematiche inerenti al mondo Lgbt.

Prestare attenzione ai pronomi e alle concordanze, quando si parla in un articolo di una persona transgender è fondamentale, utilizzando il genere di “arrivo” o in alcuni casi anche l’asterisco per i non binari: i transfobi fanno il contrario, cioè, per offendere utilizzano i pronomi relativi al genere attribuito alla nascita.

Articolo originale pubblicato il Maggio 11, 2020

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