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Domanda all'esperto

"Differenza d'età: quanto può gravare in una relazione?"

Salve, sto con il mio ragazzo da due anni. Lui ha 31 anni, e io 21.. lui è molto maturo, e questa è la cosa che più di lui mi piace.. non mi sono mai trovata bene prima con i miei coetanei, dato che la maggior parte ha come obiettivo divertirsi ed essere irresponsabili. Il problema è che probabilmente adesso il mio fidanzato è troppo maturo e desideroso di essere autonomo rispetto a me. Quando ci siamo fidanzati, lui non lavorava. Ora lavora da un annetto, contratto a tempo indeterminato, e buono stipendio. Già dal primo mese di lavoro, ha iniziato a dire di voler andare a convivere. Io però non mi sento ancora pronta per questo grande passo. Insieme avevamo deciso che non vogliamo il matrimonio e nel breve termine neanche figli, ma ci può bastare una convivenza in una casa neanche troppo grande.
Comunque io ora non sono ancora pronta per voler lasciare la mia famiglia. Io anche lavoro, ma un part time che non mi fa guadagnare molto. Da quando ha deciso di voler andare a convivere, sta anche spingendo molto affinché io trovi un lavoro migliore, che mi faccia crescere professionalmente ecc.. in modo che io un giorno potrò essere economicamente stabile anche senza di lui, se per caso ci lasceremo. So che in qualche modo cerca di convincermi a questo cambio lavoro per il mio bene, ma io continuando a ragionare nell’ottica che tanto vivo con i miei ancora, e non mi servono chissà quanti soldi, non voglio ascoltarlo. In fondo il mio lavoro mi piace, è solo un problema di basso stipendio (600). Lui ora ha iniziato a vivere maluccio la cosa che non voglio convivere. All’inizio pensava non lo amassi abbastanza, ma non è per niente così. Il fatto è che io vengo considerata da tutti ancora una bambina, che ha bisogno di essere controllata e consigliata. Diciamo che per qualsiasi cosa devo chiedere il permesso ai miei genitori. Se io ora dicessi ai miei che voglio andarmene di casa, inizierebbero a dirmi tutti i motivi per cui invece è meglio che non lo faccio, ne uscirebbe una grande lite. So che mi considerano bambina perché in fondo un po’ ancora lo sono, ma finché io non riesco a far capire a chi mi sta intorno che comunque so badare a me stessa e sono responsabile, non mi verrà concesso di fare nulla, e non mi sento neanche io di fare grandi passi. Ho tante paure, e so di doverle superare. Voglio andare a convivere, ma ho sempre in testa pensieri negativi, se non va, se non avremo abbastanza soldi, se non sarò in grado di badare alla casa. Sono davvero confusa.

Domanda di Utente anonimo

La risposta dell'esperto

Cara Anonima,
Hai 21 anni, di conseguenza sei molto giovane. Sei una ragazza che è appena uscita – o quasi – da quel periodo burrascoso e pieno di nuove responsabilità che è l’adolescenza. Da 2 anni sei insieme a questo ragazzo più grande di te ma nonostante la differenza di età, il vostro rapporto sembra andare. Tutto si blocca quando lui trova lavoro: stipendio fisso, contratto a tempo indeterminato. Insomma, ciò che ogni uomo a 30 anni ambisce di avere. Tu, invece, hai un lavoro part-time ma che ti permette comunque di spesarti da sola poiché vivi ancora con i tuoi. Ora, mi preme dirti che una relazione tra un uomo ed una donna si basa su dei compromessi: bisogna pensare sia al benessere della coppia ma anche a quello individuale.

Tu dici che il tuo lavoro ti piace, ma lui sta spingendo affinché tu decida di lasciare questo lavoro per trovarne un altro che ti permetta la convivenza. Una ragazza ha bisogno di fare tutte le esperienze possibili nella sua vita, ma tutto richiede il momento giusto; il fatto che tu non ti senti pronta ad andar a convivere non significa che non lo ami abbastanza e non vuoi stare con lui, semplicemente… non è questo per te il momento adatto.
Ogni ragazza sogna di passare il resto della propria vita accanto all’uomo che ama, ma bisogna fare questo passo importante solo quando ci sono i presupposti, economici e interiori. I tuoi avrebbero una reazione negativa perché, fino ad oggi, sei stata la figlia che doveva essere consigliata e aiutata nel momento del bisogno. Poi, bisogna dirlo: per i nostri genitori saremo sempre eterni bambini.
Mi dici che ti considerano bambina, però alla fine ammetti anche tu che un po’ lo sei, dichiarando di non sentirti pronta per fare grandi passi. Evidentemente non è questo il momento, ma magari in futuro lo sarà, le paure che hai adesso possono aiutarti a riflettere su te stessa e su ciò che ti circonda portandoti a trarre le conclusioni che cerchi. Un progetto di convivenza è una scelta molto importante che, nel bene o nel male, potrà cambiarti la vita: valuta attentamente tutti i pro ed i contro, parlane anche col tuo fidanzato facendogli vedere il punto di vista di una ragazza di soli 21 anni che inizia ora ad approcciarsi al mondo degli adulti. Se con l’andare del tempo ti sentirai più in grado di affrontare scelte importanti come questa nessuno ti vieterà di intraprendere questo nuovo cammino.

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Risponde Dottoressa Cristina Colantuono

Psicologa Psicoterapeuta

Domanda all'esperto

Esperta in Psicologia Giuridica, si occupa di terapie individuali e familiari e offre supporto sulle seguenti tematiche: relazioni di coppia, sessualità, affidamento, divorzio, mobbing, abuso sessuale, disagi psicologici (ansia, depressione, etc..), genitorialità e infanzia.

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* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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