Diletta

chiede:

Salve dottoressa sono una donna di 35 anni, tra una settimana mi sposo e dovrei essere la donna più felice del mondo, mentre invece mi sento triste perché devo lasciare casa dei miei genitori.

Eppure non sono più giovanissima ma l’idea di dover sposarmi,fare figli, invecchiare, vedere i miei genitori invecchiare giorno per giorno e diventare sempre più fragili visto che fino e pochi anni fa erano delle rocce, mi fa sentire avvilita. A parte il mio compagno e i miei genitori non ho amici, parenti… ho perso il lavoro 4 anni fa e non riesco a trovarne un altro da allora… in che modo posso superare questa tristezza? grazie

Utente

risponde:

Cara Diletta,
capisco perfettamente la situazione che stai vivendo. Ti stai avvicinando ad uno degli eventi più importanti nella vita, evento associato ad emozioni positive e capisco la tua confusione nel provare invece una più alta predominanza di preoccupazione, ansia e angoscia.
Dal punto di vista sociale e religioso il matrimonio è un traguardo importante, una dimostrazione pubblica del sentimento che lega due persone e che li porta a giurarsi amore eterno ed il passo fondamentale per creare una famiglia nel senso legale del termine.

Nessuno ragiona però sul fatto che rappresenta anche un cambiamento di vita, di status, di abitudini, una dimostrazione lampante che si abbandona il ruolo di “signorina” per assumere quello di “signora” e il ruolo di “figlia” diventa di “moglie”.
Nessuno ci pensa e tutti dissimulano molto bene: chi più e chi meno, chiunque sente addosso questa trasformazione e le reazioni sono diverse da persona a persona.

È l’evoluzione che impone alla vita un ciclo continuo di cambiamenti e quindi anche la capacità di rispondervi ristabilendo un equilibrio. Spesso questa situazione turba e crea disagio, a prescindere da attese, aspettative, preconcetti e definizioni di chi ci è intorno.
E non parlo solo del matrimonio ma di tutti gli eventi che creano stress proprio perché rappresentano un qualcosa di inatteso, di nuovo con cui si deve imparare a convivere: il matrimonio, la nascita di un figlio, una promozione, un trasloco…

Razionalmente li si recepisce come eventi positivi (quando capitano agli altri è sempre così!) ma emotivamente creano disagio perché è una situazione nuova che richiede un riadattamento, nuove condizioni e quindi un “costo” sia emotivo che cognitivo.
Sei quindi in pieno disturbo dell’adattamento e sintomi come l’ansia, umore depresso e bassa energia sono inevitabili.
Tale disturbo migliora e ha un decorso positivo e spontaneo nell’arco di 6 mesi circa ma per velocizzare il processo, il primo consiglio che posso darti è quello di richiedere un sostegno psicologico che ti aiuti in questi primi mesi. Ci sono tante strutture che offrono la possibilità di un percorso gratuito o comunque a basso costo.

Il tuo obiettivo deve essere quello di tornare alla tranquillità ed all’equilibrio preesistenti al matrimonio e lo puoi fare iniziando a cambiare prospettiva perché fondamentalmente non è il matrimonio a modificare l’età dei tuoi genitori o a velocizzare il tempo d’invecchiamento, non è neanche il matrimonio a portare inevitabilmente ad una gravidanza e non sarà il matrimonio a cacciarti di casa… ma soprattutto, che tu lo voglia o no, non hai alcun potere per frenare la vita.
Analizza i pro ed i contro di questo grande cambiamento, fai proprio una lista a due colonne e fai in modo di essere lucida nello scegliere di scrivere la verità.

Ed infine ricordati che non sei sola in questa situazione, concentrati sul tuo uomo, su quello che provi per lui, sulla casa che vivrete insieme, il letto in cui ti sveglierai accanto a lui, sui momenti che da ora passerai con lui sapendo di poterlo vivere ogni giorno, tutto il giorno.
Un po’ alla volta, una cosa alla volta, un obiettivo alla volta e tutto si sistemerà.
Ma soprattutto… Rimanda tutti i pensieri al giorno dopo e non far passare il giorno del tuo matrimonio senza considerarlo speciale!

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento