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Galleria: I pantaloncini da ciclo per transgender di cui nessuno parla

I pantaloncini da ciclo per transgender di cui nessuno parla

Pochi ne sono a conoscenza, ma quest'azienda americana ha ideato i primi pantaloncini da ciclo per trans. Un modo per rendere meno traumatico il passaggio da donna a uomo.

I pantaloncini da ciclo per transgender di cui nessuno parla

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Per quanti alcuni ancora fatichino ad accettarne la presenza, i transessuali sono una realtà che, come tale, deve essere valutata, analizzandone quindi anche le peculiarità e le esigenze più intime che anzi, nel caso di persone che stanno compiendo un cambio di genere, sono ovviamente persino più forti.

Non ci sono solo le implicazioni morali, psicologiche, strettamente legate alla trasformazione ormonale e fisica della propria persona, non solo la (durissima) lotta per sopravvivere contro i giudizi degli intolleranti, le errate percezioni e le barriere – mentali prima ancora che fisiche – spesso imposte dalla società; pensiamo, ad esempio, a chi sta compiendo il proprio passaggio da donna a uomo ma ancora non ha completato il percorso.

Avete mai provato a chiedervi come si debba vivere con la consapevolezza di sentirsi uomo, ed esserlo quasi a tutti gli effetti esteticamente, ma avere ancora il ciclo mestruale?

Chi ha provato a mettersi nei panni dei trans che stanno ultimando il passaggio donna/uomo è staa sicuramente Thinx, un brand americano specializzato proprio in assorbenti e mutandine traspiranti pensate appositamente per affrontare il ciclo mestruale senza sentirsi a disagio in quei giorni particolari.
Forse però pochi sanno che proprio il marchio, a partire dal 2015, ha sperimentato dei pantaloncini da ciclo per i transgender che, nonostante l’apparenza maschile, hanno ancora le mestruazioni.

Per la comunità trans, il ciclo non è solo un inconveniente, come lo è per molte donne, ma piuttosto è uno sconfortante ricordo di una battaglia,

Lo ha spiegato il Ceo dell’azienda Miki Agrawal, per far comprendere le ragioni alla base della scelta di lanciare un prodotto di questo tipo.

L’obiettivo, quindi, è rendere meno traumatico un momento del mese che, se particolarmente delicato per le donne in generale, lo è indubbiamente ancor più per chi non si è mai sentito di appartenere al genere femminile e vede, nelle mestruazioni, il “ricordo”, spesso traumatico, di qualcosa che si cerca di cambiare.