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Ermafroditismo, cosa significa essere sia uomo sia donna

C'è spesso una grande confusione relativa all'ermafroditismo: ecco in cosa consiste, perché si chiama così e in quali animali si può trovare.
Ermafroditismo
Fonte: Pixabay

Chi è stato bambino o ragazzino a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 ricorderà sicuramente quando è stata la prima volta che ha sentito la parola «ermafrodita». È stato con l’avvento in tv di un personaggio televisivo, una cantante con il nome d’arte di Eva Robin’s che diventò in quegli anni una conduttrice. Per la verità, si trattava di una normalissima transgender, ma all’epoca la confusione era davvero tanta – certo, di strada ne dobbiamo fare molta ancora oggi – tuttavia quel termine fu occasione di approfondimento per qualcuno. Cos’è l’ermafroditismo?

Si tratta di una condizione naturale, più diffusa in realtà nel mondo animale che tra gli esseri umani, in cui un individuo sviluppa i gameti sia di un sesso che dell’altro, sia maschili sia femminili. Negli ermafroditi possono quindi coesistere i due organi sessuali ed essere fertili. E l’ermafroditismo può essere simultaneo, quando appunto si hanno i due organi funzionanti contemporaneamente, oppure sequenziale, quando si cambia sesso nel corso della propria vita.

Ermafrodito, significato e mito

Ermafroditismo
Fonte: Gianlorenzo Bernini | Wikipedia

L’ermafroditismo si chiama così per via del mito di Ermafrodito (qui vediamo l’Ermafrodito Dormiente di Bernini). Ermafrodito era nato dall’unione di Ermes e Afrodite. Fu allattato dalle Naiadi e crebbe bellissimo. Quando ebbe 15 anni, si innamorò di lui la ninfa Salmace, che però fu respinta. La ninfa si mise a osservarlo di nascosto, quando il giovane si denudò per bagnarsi in un lago. Allora Salmace gli si gettò addosso, baciandolo e stringendosi al suo petto, e chiedendo agli dei di unirsi con lui per sempre. Fu accontentata e così Ermafrodito fu trasformato per sempre in un essere androgino, che coniugava in sé una parte maschile e una parte femminile. Nella simbologia, Ermafrodito raffigura il matrimonio, che era anticamente unione indissolubile dei due sessi, maschile e femminile.

Ermafroditismo negli animali

Ermafroditismo
Fonte: Pixabay

L’ermafroditismo è diffuso soprattutto nelle specie animali, dove, in particolare, non ci sono neppure particolari pericoli legati a un’eventuale autofecondazione. Specifichiamo: non è provato che gli ermafroditi umani possano autofecondarsi, ma ovviamente è sconsigliato per ragioni genetiche – esattamente come non è consigliato concepire tra consanguinei. Tra gli animali che sono comunemente ermafroditi ci sono le lumache, le orate, la donzella (che è sempre un pesce), i cirripedi, gli oligocheti, le spugne di mare e i pesci pagliaccio.

Pseudoermafroditismo

Ermafroditismo
Fonte: Leonardo da Vinci | Wikipedia

Lo pseudoermafroditismo è invece un’altra condizione differente, e decisamente più diffusa tra gli esseri umani. Ne sono caratterizzati degli individui che hanno gameti e organo sessuale o di un sesso o dell’altro, ma caratteri sessuali secondari del sesso opposto. Per fare un esempio: uno pseudoermafrodita può avere il pene ma una voce dolce e squillante da donna e i seni sviluppati, oppure avere la vagina e avere anche i peli in faccia e sul petto, oltre che una voce profonda. Questa condizione si genera durante lo sviluppo del feto ed è dovuta ad alterazioni che avvengono nel sistema endocrino.

La sindrome di Morris

Ermafroditismo
Fonte: Web

Spesso confusa con l’ermafroditismo è la sindrome di Morris. Si tratta di un’altra differente condizione, connessa più che altro con lo pseudoermafroditismo. Chi ne è affetto è biologicamente uomo, ma la sua immagine esteriore presenta chiaramente un aspetto femminile. E che aspetto! Tanto che la sindrome di Morris viene chiamata «sindrome delle belle donne».

Molte celebrità dalle fattezze androgine sono state definite nel tempo – a torto – affette dalla sindrome di Morris. Una delle più celebri e Wallis Simpson, per cui Edward VIII abdicò e lasciò il trono del Regno Unito. Ma ci sono anche Kim Novak, Jamie Lee Curtis, Nicole Kidman, Frances McDormand, Naomi Campbell e Linda Evangelista. Senza dimenticare Elizabeth Short, la sfortunata aspirante attrice passata alla storia come vittima del caso Black Dahlia. Tutte bellissime donne, biologicamente donne: niente sindrome di Morris per loro.