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Siti d'incontri e chat? No grazie. Ecco perché: in 6 punti

I siti di incontri, tutti con annessa chat, spopolano ormai da anni. Iscriversi può essere divertente: ci costruiamo il profilo che piace a noi, sorridiamo dinanzi a decine di messaggi di apprezzamento e giochiamo a fare la femme fatale o la cucciola indifesa a seconda dell'ispirazione del momento. Fin qui nulla di male, a patto che chattare non diventi un'ossessione incontrollabile che ci esclude dal mondo per catapultarci in un universo parallelo fatto soltanto di parole. Il rischio è dietro l'angolo, ecco dunque sei ottimi motivi per preferire la vita reale a quella virtuale.
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Fonte: Roba da Donne

Confermo. Iscriversi a un qualsivoglia sito di incontri e iniziare a conoscere uomini in chat è divertente: i maschi arrivano come mosche sul miele, scrivono carinerie, ci sentiamo apprezzate… Ma l’euforia, di per sé, è destinata a durare poco: due, massimo tre giorni, giusto il tempo perché intervenga l’urto del vomito a ogni proposta volgare o ad approcci tutti egualmente banali.
Oltre questo tempo limite, soprattutto se si individuano da subito quei due/tre profili con cui conversare costantemente, il rischio di cadere in un’ossessione da cui poi sarà difficile uscire è dietro l’angolo. E nessuna è immune. Sì, mi rivolgo anche a te che stai leggendo queste righe storcendo il naso e spergiurando che, a te, mai e poi mai. Attenzione: potresti trovarti entro pochi mesi a trascorrere le serate con tutte le chat possibili e immaginabili aperte contemporaneamente, fissando il suo nome e pregando che compaia l’avviso “Sta scrivendo” (true story, signora mia).
Se avete un’amica che vi assilla gridando amore eterno per quell’uomo meraviglioso che ha conosciuto in chat (ma che, puta caso, ha un imprevisto a ogni appuntamento) cercate con delicatezza di farle capire che la vita reale, con i suoi pro e i suoi contro, è meglio. Decisamente meglio di una chat. I motivi sono centinaia. Noi, per praticità, cominciamo elencandovene sei.

1. Non sappiamo veramente chi ci sia dall’altra parte (e molto probabilmente, col senno di poi non vorremmo averlo scoperto)

Fonte: Web
Fonte: Web

Non intendo qui aprire un trattato su rischi e pericoli reali connessi agli incontri in chat. Non perché il problema non sussista, tutt’altro, ma ci sono fonti autorevoli che ne parlano e mi affido alla vostra consapevolezza e intelligenza.
Mi riferisco piuttosto al fatto in chat tutti mostriamo la parte migliore di noi: il selfie più photoshoppato, le passioni più originali, le storielle divertenti ma non compromettenti… Ci reinventiamo un personaggio che prende spunto dal nostro vero io ma sconfina in altro. E le conversazioni, giocoforza, non sono mai del tutto naturali.
Ok, già vi sento mentre mi gridate che con quell’uomo in chat vi siete confidate come con nessuno mai. Bene, ora che me l’avete detto vi rispondo pure: non stento a crederlo, ma penso anche (anzi, ne sono convinta) che tutto ciò che riveliamo in chat sia fonte di riflessioni minuziose più o meno consapevoli per guadagnarci ora apprezzamento ora compassione o chissà che altro. Come lo facciamo noi, lo fa anche l’uomo dall’altra parte (sempre che di uomo si tratti, e sempre che le informazioni che ci ha dato corrispondano al vero). E innamorarsi di un’icona – come ci succedeva a 13 anni per i Take That – è poco più di un attimo.

Ma pensiamoci: qualcuna di noi si è mai fidanzata con Mark Owen? Non mi risulta. Quindi passiamo oltre.

2. Viviamo nell’attesa (sì, proprio noi che ci siamo rotte persino di aspettare Godot)

Fonte: Web
Fonte: Web

I siti di incontri e le chat hanno un super potere impareggiabile: fermano il tempo. E noi ci ritroviamo a vivere per settimane, mesi o, peggio, anni lo stesso giorno solo con un nome diverso. Ci svegliamo e aspettiamo un suo messaggio. Andiamo al lavoro e attendiamo la pausa pranzo per potergli scrivere. Non vediamo l’ora di uscire dall’ufficio per controllare se ci abbia contattate. Saltiamo persino la spesa e il lavaggio auto per correre a casa e sederci, finalmente soddisfatte, al pc. E lì aspettiamo di nuovo: che si connetta, che ci scriva, che ci risponda.
Quando arriviamo allo stadio di conoscenza e confidenza successivo le cose cambiano di poco. Anzi, probabilmente peggiorano. Aspettiamo le sue telefonate, preghiamo perché ci chieda di incontrarlo e, quando finalmente lo fa, spuntiamo i giorni sul calendario fremendo per l’appuntamento (che in una buona percentuale di casi lui farà saltare all’ultimo momento per non meglio precisati impegni improrogabili).
Il mondo fuori, intanto, continua a vivere, si evolve, cambia. Mentre noi siamo immobili. Arriviamo a rinunciare a ottime opportunità perché ci terrebbero lontane dalla chat per troppo tempo. Fino al giorno, sempre troppo tardi, in cui finalmente ci risvegliamo dal torpore. E malediciamo noi stesse, lui e la tecnologia per averci fatto sprecare tanto tempo inutilmente. 

 

3. Ci rifugiamo in un mondo irreale e chiudiamo fuori tutto il resto

Fonte: Web
Fonte: Web

Mentre scrivi, ti conosci e sorridi come un’ebete davanti al monitor ti sembra che tutto sia perfettamente reale. Ti sembra di conoscerlo da sempre, sei convinta di esserti fatta un’immagine di lui corrispondente al vero dettaglio per dettaglio, sei sicura che niente là fuori possa darti di più. Così escludi il mondo esterno. O, meglio, ti asserragli nel tuo universo parallelo fatto di parole, parole, parole e soltanto parole. Siamo sicure di sapere proprio tutto su di lui? Sarà davvero single come racconta? Sarà veramente alla ricerca dell’amore per la vita? Quelle foto lo rappresenteranno fedelmente?
Non ha alcuna importanza se la nostra migliore amica è da poco convolata a giuste nozze con un uomo fantastico conosciuto in chat. Lei è l’eccezione, noi siamo la regola. Non c’è bisogno di aggiungere altro.

4. “Stasera usciamo?” “No, devo chattare”

Fonte: Web
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Siamo talmente immerse nella virtualità che ci dimentichiamo di vivere. E percepiamo come una forma di violenza qualsiasi invito che ci costringerebbe ad abbandonare l’adorata chat per qualche ora. Trascorriamo le nostre serate davanti al computer, non ci addormentiamo se non abbiamo controllato compulsivamente il telefono almeno una ventina di volte e al mattino, con gli occhi ancora appannati, salutiamo la nuova giornata verificando in ogni dove l’eventuale presenza di messaggi. I suoi messaggi, ovviamente. Perché se un’amica, il nostro capo o nostra madre solo si azzardano a scriverci, illudendoci così che sia lui, montiamo su tutte le furie e le aggrediamo urlando che non c’era alcun bisogno di un sms, in quella precisa circostanza. Per la stessa ragione, ogni volta che sentiamo il “bip bip” del cellulare diamo il via nella nostra mente al totomittente: genitori già sentiti, amica a posto, colleghi debellati. Dev’essere lui per forza. E invece noÈ la nostra compagnia telefonica: mossa a pietà dal tempo che trascorriamo online, ci offre uno sconto sulla connessione.Un minuto di silenzio per l’interpretazione dei sottotesti.

 

5. Le amiche iniziano ad averne davvero le scatole piene (e ci escludono, possiamo dar loro torto?)

Fonte: Web
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Da mesi risultiamo sulla lista delle persone scomparse dal nostro gruppo di amici. Non ci presentiamo mai a un aperitivo, rifiutiamo feste di compleanno o addio al nubilato giustificandoci con un’improvvisa celiachia, dieta o decisa rinuncia all’alcol, non ci premuriamo nemmeno di andare in Chiesa ai matrimoni. E gli inviti, pian piano, scemano, sino a evaporare del tutto. Con nostra somma gioia, almeno all’inizio: meno messaggi e chiamate uguale minor ansia da totomittente (vedere il punto precedente per ulteriori delucidazioni). Ma arriverà il momento – oh, eccome se arriverà – in cui ci chiederemo dove sono finiti i nostri amici. La risposta è nelle righe sopra. Non ci resterà che sperare che siano comprensivi e accolgano le nostre scuse. Ma attenzione: non è detto che lo facciano. E avrebbero tutte le ragioni del mondo.

 

6. La chat non è una cura: anzi, più spesso diventa una malattia

Fonte: Web
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Accade spesso che ci iscriviamo a un sito di incontri per reagire a una delusione d’amore e per distrarci con gente nuova, della nostra città o di un’altra. Ma raramente la chat è una cura per il nostro dolore. Al contrario: se all’inizio ci sembra che lo lenisca, a lungo andare potremmo ritrovarci a cadere dalla padella alla brace, con un trauma non elaborato alle spalle e con la gatta da pelare di un “amore” online che quasi mai si comporta come vorremmo. Tra i sei motivi per cui la vita reale è meglio di quella virtuale, questo è forse il principale: evitiamo di ricorrere al web per ricucire le ferite di una relazione andata male. Gettiamoci nel classico, piuttosto: fiumi di lacrime distese sul letto, commedie sdolcinate, un paio di sbronze con le amiche e una bella vacanza. I rimedi della nonna funzionano sempre. 

 

Ovviamente, come in tutte le cose, è il troppo a stroppiare. Dunque nessun problema se la chat rimane un divertente passatempo occasionale, ma teniamo sempre gli occhi aperti: al primo segnale di degenero, cancelliamo il profilo, spegniamo il pc, agghindiamoci e usciamo.