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Contraccezione di emergenza: cosa fare (e a cosa hai diritto) quando non vuoi una gravidanza

Come funziona nel nostro Paese la contraccezione di emergenza? Queste sono le modalità con cui può essere prescritta la pillola del giorno dopo alle minorenni, alle maggiorenni ma anche alle immigrate irregolari.

Sappiamo che questo articolo farà discutere, ma non spetta a nessuno dare giudizi su ciò che, a tutti gli effetti, è una scelta personale. L’aborto è un diritto garantito per legge, e come tale è importante fare informazione sul suo esercizio, al fine di prevenire situazioni clandestine e rischiose.

Soprattutto, è importante chiarire bene i punti che riguardano la contraccezione d’emergenza, attraverso l’utilizzo di Norlevo o Ellaone, specificando che in entrambi i casi si tratta di farmaci ben diversi dalla RU486, la pillola abortiva, la quale può essere assunta entro i primi due mesi di gravidanza ad avvenuto concepimento.

La contraccezione d’emergenza, infatti, non blocca una gravidanza già accertata, ma va usata proprio per prevenirla nel caso si abbia il dubbio di aver avuto un rapporto a rischio.

In particolare, Norlevo è da assumersi in caso di rapporto avvenuto da non più di 72 ore, Ellaone se il rapporto è avvenuto da almeno 120 ore.

Nonostante sia chiaramente non abortiva, quindi, anche la contraccezione d’emergenza spesso nel nostro Paese si scontra con l’obiezione di coscienza, che tuttavia, in questo caso, trova determinati limiti. Anche allo scopo di fare informazione sulla prescrizione della contraccezione di emergenza sono nate pagine social, come Obiezione Respinta, che fornisce una vera e propria “mappa” dell’obiezione di coscienza nel nostro Paese.

Contraccezione di emergenza per le minorenni

La ragazza minorenne che voglia assumere la contraccezione d’emergenza dovrà munirsi di ricetta medica redatta da una di queste figure:

  • Pronto soccorso;
  • Guardia Medica;
  • Consultorio;
  • Medico di famiglia.

E con quella recarsi nella farmacia per acquistarla. Per le minorenni la prescrizione è “non ripetibile”, ovvero deve essere rinnovata ogni qualvolta si renda necessaria. A loro viene applicato l’articolo 2 della legge 194/78.

Contraccezione di emergenza per le maggiorenni

contraccezione di emergenza
Fonte: web

Con la determina AIFA n. 219 del 1° febbraio 2016, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 52 del 3 marzo 2016, viene soppresso l’obbligo di prescrizione per Norlevo per le donne maggiorenni, che possono così recarsi in farmacia per acquistare la contraccezione d’emergenza. La determina 21 aprile 2015 aveva già regolato in questo senso anche la distribuzione del farmaco Ellaone.

Contraccezione di emergenza per le donne immigrate irregolari

Cosa accade se a richiedere la contraccezione di emergenza è invece una donna extracomunitaria e che non ha lo status di immigrata regolare nel nostro Paese? Come si legge sul sito del Ministero della Salute la normativa italiana “garantisce il diritto di ogni donna, italiana o straniera, all’assistenza sanitaria, al sostegno psicologico e alla parità di trattamento in ambito lavorativo. Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) assicura a tutte le donne gli interventi di prevenzione, tutela della maternità, assistenza ai bambini, vaccinazioni, diagnosi e cura delle malattie infettive“.

Perciò, anche le cittadine non comunitarie che si trovano sul territorio nazionale, anche senza permesso di soggiorno o con permesso scaduto, hanno il diritto a ricevere le cure ambulatoriali e ospedaliere urgenti, o essenziali, per malattie e infortuni, così come di beneficiare di programmi di medicina preventiva a salvaguardia della salute individuale e collettiva. Le straniere irregolari possono accedere ai servizi sanitari attraverso il codice STP – Straniero Temporaneamente Presente – valido su tutto il territorio italiano.

Contraccezione di emergenza e obiezione di coscienza

contraccezione di emergenza
Fonte: web

Occorre prima di tutto distinguere tra i due tipi di contraccezione d’emergenza: esiste, come detto, la pillola Norlevo, da assumere se un rapporto è avvenuto da meno di 72 ore, chiamata per questo anche “pillola del giorno dopo“. Mentre, se il rapporto è avvenuto da meno di 120 ore, si può acquistare la “pillola dei cinque giorni dopo”, o Ellaone.

In entrambi i casi vanno chiarite alcune informazioni: queste pillole non possono essere considerate un metodo di  contraccezione regolare, sia per la minore efficacia rispetto al rischio di gravidanza indesiderata, sia perché l’uso ripetuto di questi farmaci può alla lunga causare spiacevoli effetti collaterali, come una irregolarità del ciclo mestruale. Inoltre, se una donna è già incinta la contraccezione d’emergenza non interromperà la gravidanza in corso, né la sua assunzione ridurrà il rischio di gravidanza per rapporti successivi. Per questo, è importante usare metodi contraccettivi barriera, come il preservativo, almeno fino alla ricomparsa del ciclo mestruale successivo.

Ovviamente, la contraccezione d’emergenza non fornisce alcuna protezione rispetto alle malattie sessualmente trasmissibili, né le pillole, come accennato poc’anzi, devono essere confuse con il Mifepristone, il farmaco usato come pillola abortiva o RU486.

Passiamo ora al capitolo obiezione di coscienza: proprio perché le pillole della contraccezione d’emergenza non possono essere considerate abortive, quindi in grado di interrompere una gravidanza indesiderata, il problema dell’obiezione non dovrebbe porsi; se il farmacista cui ci si rivolge rifiuta di dare la pillola gli si può fare presente la determina AIFA, o ricordargli che l’obiezione di coscienza è prevista dalla 194/78 solo per l’interruzione volontaria di gravidanza.

Obiezione Respinta mette a disposizione anche un numero di telefono a cui rivolgersi per denunciare la mancata concessione della contraccezione d’emergenza, il 3319634889.

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