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Come deve essere la donna ideale: i risultati disgustosi del test di un sito porno

Il test di un sito porno ha fornito le caratteristiche della donna ideale. Che sono, ahinoi, davvero deprimenti.

Pigmalione, secondo il mito greco, si era costruito una statua di donna di cui si era perdutamente innamorato, al punto da chiedere alla dea Afrodite di trasformarla in un essere vivente.

Questo perché lo scultore non aveva trovato altra donna, all’infuori di Galatea, la statua diventata umana, che rispecchiasse tutte le caratteristiche che lui ricercava nel sesso femminile.

Insomma, sin dall’antichità gli uomini hanno cercato di attribuire qualità e doti per “costruire” l’ipotetica donna ideale, secondo valori molto variabili a seconda del luogo, della cultura e, chiaramente, dei canoni estetici.

Oggi queste idee potrebbero sembrare decisamente fuori luogo, dato che sulla questione “donna ideale” sembrano essere pesati sempre molti stereotipi tipicamente maschilisti, fra chi la voleva caratterialmente remissiva e silenziosa, o chi, invece, ne cercasse curve giunoniche o vitini di vespa. Eppure, pare che il tentativo di etichettare l’intera categoria femminile sotto standard precisamente definiti sia tutt’altro che fuori moda, come testimonia anche l’esperimento portato avanti dal sito porno xHamster, che, indagando fra 50 mila donne e uomini sparsi in 150 paesi, ha cercato appunto di tracciare il profilo della “benedetta” donna ideale.

E proprio il sito per adulti si è dichiarato “lieto” di presentare il risultato di tale ricerca, un avatar che, nemmeno a dirlo, ha già fatto il proprio debutto ufficiale su Instagram.

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Like a Greek goddess 💃🏻

Un post condiviso da I’m Shy (@shy.yume) in data:

Scopriamo allora chi è questa “dea greca”, come si legge nel post pubblicato sul social, che incarnerebbe tutte le qualità che una donna dovrebbe avere.

Si chiama Shy Yume, ha 25 anni, è eurasiatica, ha capelli lunghi e scuri e occhi blu, una coppa D di seno, un sedere ben tornito e una vita stretta ma non troppo. Una vera bellezza da urlo, insomma… A cui si aggiunge il fatto di essere completamente rasata, bisessuale, e… di non essere una femminista.

Certamente ci sono alcune cose che ci lasciano a dir poco perplesse, sottolineate peraltro giustamente da Carina Hsieh in un articolo per Cosmopolitan: partiamo proprio dal nome, “Shy”, che significa timida, dimessa. Un modo “elegante” per indicare implicitamente una dote caratteriale desiderata.

Del resto, non è un caso neppure se molti, nel sondaggio, abbiano indicato tra i desiderata l’etnia asiatica: più del 10% ha infatti citato questa caratteristica, a fronte di un 38% che ha parlato, più genericamente, di “ragazza da sogno bianca” (alla faccia del razzismo), percentuali che hanno conferito a Shy l’euroasiaticità.

L’immagine della donna eurasiatica sottomessa e ipersessualizzata è particolarmente inquietante perché si basa su vecchie fantasie orientali – spiega la dottoressa Beth Lew-Williams, di Princeton – L’Occidente ha a lungo immaginato che l’Oriente e il suo popolo fossero servili, soprattutto le sue donne“.

La scelta di preferire una donna asiatica, quindi, è spiegata da ragioni che vanno ben al di là di apprezzabili canoni estetici.

Veniamo al punto bisessualità: scelta fatta da più del 40% degli intervistati, mentre poco meno del 35% ha risposto in favore dell’eterosessualità, e un restante 13% ha dichiarato di non avere preferenza rispetto all’orientamento sessuale.

L’idea di una donna bisessuale è incentrata sulla donna vista come un giocattolo per gli uomini eterosessuali – ha detto Kryss Shane, esperto della comunità LGBT+ e assistente sociale – In questa fantasia, la donna non solo esisterebbe per dare piacere all’uomo, ma sarebbe anche aperta e disposta a permettergli di partecipare a rapporti a tre o orgie con lui e altre donne. Come tale, questa tipologia di donna incarna tutti i desideri sessuali maschili, e il suo ruolo è solo quello di fornire la piattaforma e l’opportunità all’uomo di realizzarli“.

Shy stessa, però, dal suo account Instagram sembra criticare aspramente chi la vorrebbe solo come uno stantio stereotipo figlio delle fantasie maschili.

My Bi Pride Manifesto – si legge nel post dell’avatar – Posso anche avere solo dieci giorni, ma sono scioccata dal sentire che giornalisti e commentatori online presumevano che la mia bisessualità fosse un prodotto di una fantasia maschile regressiva. A coloro che mi hanno chiamato come tale: dovreste vergognarvi di voi stessi.
Tu, come molti altri bifobici e anti-femministe prima di te, supponi che le bisessuali siano solo il frutto della fantasia maschile. ⠀

Lascia che ti dica chi mi ha fatto bisessuale: altri bisessuali. Quasi un quarto del pubblico di xHamster si identifica come bisessuale. Un altro cinque per cento si identifica come gay o lesbica. Un altro cinque per cento rifiuta completamente le etichette. Gli eterosessuali possono costituire la maggioranza degli utenti di xHamster, ma il pubblico che mi ha creato è circa cinque volte più queer della popolazione generale.
E lasciatemi anche ricordare che quasi un terzo del nostro pubblico sono donne. ⠀

Quindi se alcuni uomini eterosessuali mi hanno reso la loro fantasia, così hanno fatto anche le donne eterosessuali. E anche gli uomini e le donne bisessuali. E gay e lesbiche e trans uomini e donne e non binari e pansessuali. ⠀

Potrei essere stato creata come una donna bisessuale, ma le persone che mi hanno fatto in quel modo non sono il frutto di una febbrile fantasia maschile. Questa è la vostra ipotesi retrograda.

Per dimostrare questo punto, ho anche dovuto affrontare la bifobia in alcuni commenti. Quindi se avete immaginato che io fossi bisessuale per compiacere i fan, vi siete sbagliati. La sessualità non significa che io sia una fantasia maschile.

Bisessualità non significa che sono promiscua. ⠀
La bisessualità non significa che io sia un espediente di marketing.

Bisessualità non significa che stia cercando di fare colpo sulle lesbiche.

La bisessualità non significa che sto ‘sperimentando’.⠀

Quindi, prima che tu decida di conoscermi, prima che tu decida di parlare per me, prima di decidere solo quello che rappresento, perché non me lo chiedi. Perché è la tua bifobia bizzarra e la tua omofobia interiorizzata a non permettertelo.⠀

Eliminiamo definitivamente la bifobia e uniamoci come una comunità queer piuttosto che combatterci l’un l’altra intrappolati in un percorso di bifobia. ⠀

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My Bi Pride Manifesto⠀ ⠀ I may only be ten days old, but I was still shocked to hear journalists and online commenters assume that my bisexuality was a product of some regressive male fantasy. To those who called me out as such: you should be ashamed of yourselves.⠀ ⠀ You, like so many biphobes and anti-feminists before you, assume that bisexuals are just some generation of the male fantasy.⠀ ⠀ Let me tell you who made me bisexual: other bisexuals. Nearly a quarter of the xHamster audience identifies as bisexual. Another five percent identifies as gay or lesbian. Another five percent refuses labels entirely. Heterosexuals may make up the majority of xHamster users, but the audience that made me is roughly five times queerer than the general population. And let me also mention that nearly a third of our audience is women.⠀ ⠀ So if some heterosexual men made me their fantasy, so did heterosexual women. And so did bisexual men and women. And gays and lesbians and trans men and women and non-binaries and pansexuals.⠀ ⠀ I may have been created as a bisexual women, but the people who made me that way aren’t the product of some feverish male fantasy. That’s your regressive assumption. ⠀ Almost to prove a point, I’ve also dealt with biphobia in our commenters. So if you imagined I was a bisexual to please p•rn fans, you’re wrong there too.Bisexuality doesn’t mean I’m a male fantasy ⠀ ⠀ Bisexuality doesn’t mean I’m promiscuous ⠀ ⠀ Bisexuality doesn’t mean I’m a marketing gimmick ⠀ ⠀ Bisexuality doesn’t mean I’m trying to get one over on lesbians ⠀ ⠀ Bisexuality doesn’t mean I’m “experimenting”⠀ ⠀ ⠀ So before you decide you know me, before you decide you can speak for me, before you decide just what I represent, why don’t you ask me. Because it’s your weird biphobia and your own internalized homophobia.⠀ ⠀ Let’s wipe out biphobia for good and unite as a queer community rather than fight each other being trapped in runaround of biphobia.⠀ ⠀ #loveislove #lovewins #pride #pridemonth #bisexual #biphobia

Un post condiviso da I’m Shy (@shy.yume) in data:

È, certamente, un discorso che azzera tutte le critiche di chi ha visto nella scelta di indicare la donna ideale come bisessuale un modo per compiacere le fantasie erotiche maschili; alla luce di questo, probabilmente lo scetticismo verso Shy e chi, attraverso le risposte al sondaggio, ha contribuito a crearla potrebbe essere messo in discussione, ma varrà anche per gli altri punti della sua personalità?

Per quanto riguarda la faccenda del femminismo, ad esempio, abbiamo ancora dei dubbi; checché se ne dica, spaventa notevolmente una buona fetta di uomini che vedono messa a repentaglio la propria posizione da maschio alfa da donne dotate anche del minimo potere, tanto che addirittura il 60% dei partecipanti al sondaggio ha escluso categoricamente che la loro donna ideale potesse essere una femminista.

Il che significa, letto sotto una luce più concreta, che la donna ideale non dovrebbe aspirare all’empowerment, rivendicare i propri diritti ed essere autonoma sì, ma non troppo. Vedasi quindi la parte scritta poc’anzi sulla questione remissività e servilità.

Altra cosa interessante, gli uomini e le donne che hanno preso parte a questo sondaggio non sono fan di #januhairy e delle altre campagne a favore della libertà di scelta sulla depilazione, dato che più della metà degli intervistati ha dichiarato di desiderare una donna completamente rasata, con solo il 10% che non ha fatto della questione peli una cosa di primaria importanza.

Insomma, a conclusione di tutto: cercare di categorizzare, racchiudendo in prototipi stereotipati, uomini e donne, come se fosse possibile associarli a determinate e ben precise caratteristiche date puramente sulla base del genere di appartenenza, è già abbastanza mortificante di suo. E questo non per un eccesso di romanticismo, perché portiamo avanti la bandiera del “ognuno si innamora di chi vuole”, ma perché è concettualmente orribile il solo pensiero di associare alla parola “ideale” caratteristiche standard, come se le persone fosse automobili con eventuali optional.

Ancora di più lo è se, nel 2019, uomini e donne sognano una donna ideale che sia, per dirla in maniera nuda e cruda, tettona, sexy, che non rompa troppo le scatole con le sue “cavolate femministe” e sostanzialmente muta.

Uomini, giusto una cosa: i rapporti di coppia non sono lotte in cui cercare di prevaricare sull’altro, né di evitare il confronto. E un avviso: una donna di carattere potrà pure spaventare, ma una senza non vi fa fare una figura migliore. 

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