Aggiornamento 14 aprile 2020

Il bullismo è tale sempre e comunque, a prescindere che a diventare mira di derisioni e insulti siano caratteristiche dell’aspetto fisico, orientamento sessuale o appartenenza religiosa.

Per questo ci ha sorpresi leggere gli epiteti che Luka Neziri, di cui abbiamo scritto mesi fa nell’articolo originale che trovate qui sotto, ha riservato su Twitter alla fooblogger Benedetta Rossi, diventata celebre con il programma Fatto in casa per voi trasmesso da Real Time.

Fonte: Twitter @LukaNeziri

La risposta della foodblogger non si è però fatta attendere, anche se molti utenti di Twitter hanno poi tenuto a precisare che a scrivere il post di replica alle parole di Luka sia stato il marito di Benedetta, Marco, che con lei gestisce sia il canale YouTube che l’agriturismo La Vergara a Fermo, nelle Marche.

Fonte: Twitter @homemadebenny

Luka ha poi reso privato il suo profilo, e Benedetta (o il marito, non lo sappiamo) ha poi replicato anche ad altri utenti che hanno giudicato esagerata la sua risposta.

Questo l’articolo originale in cui Luka ci aveva parlato del suo percorso di accettazione, dei suoi coming out e di come era riuscito a vincere la discriminazione che lo aveva riguardato da vicino.

Articolo originale del 25 ottobre 2019

Immaginate di essere un ragazzo rom e omosessuale in un mondo in cui discriminazioni razziste e omofobe sono all’ordine del giorno. Roba da chiudersi in casa e non uscire mai più, oppure da sfoggiare con orgoglio le proprie “diversità” e trovare in esse una strada per distinguersi e brillare.

Come sempre accade, la scelta è tutta della persona, e nel caso di Luka Neziri, giovane bresciano, la prima ipotesi, forse, non gli è mai passata neppure per l’anticamera del cervello. Ma oggi, fiero di mostrare, talvolta anche in maniera volutamente ostentata, il suo sentirsi differente dagli altri e perciò speciale, nelle sue parole, nei post provocatori pubblicati sulla sua pagina Instagram, nel suo sguardo sfrontato c’è anche la voglia, e la volontà, di far capire che nessuno dovrebbe sentirsi escluso.

Che nessuno ha il diritto di farci sentire sbagliati per ragioni diverse, ma anche che, per chi ha un carattere diverso dal suo, la discriminazione è una bestia terribile con cui non sempre, e non tutti, hanno la forza di combattere.

L’essere ‘diverso’ è ciò che mi rende la persona che sono oggi – ci racconta quando gli chiediamo se sia mai stato bersaglio di insulti xenofobi od omofobi – Sono molto autoironico e forse è per questa ragione che non ho mai avuto problemi di razzismo o omofobia, anzi sono io a infierire maggiormente su di me dicendo di essere anche nero, con l’apparecchio e gli occhiali da vista.
La mia esuberanza e mania di protagonismo mi ha certamente aiutato a mostrarmi una persona forte, spesso anche intimidatoria“.

Luka viene da una famiglia di musulmani non praticanti (“se non nelle ricorrenze“, precisa) ma raconta di non aver mai avuto problemi a conciliare religione e sessualità; così come non ha avuto problemi con il coming out… Anzi, i coming out.

"Quello che ho capito facendo coming out da bisex (che è diverso da quello gay)"

Ho avuto più di un coming out. Quello con gli amici è stato sicuramente il più facile, non c’è stato bisogno di ‘spiegargli’ niente, avevano già capito e accettato fin da subito. A pensarci bene non c’era bisogno di accettare, sembrava una cosa naturale, come se gli avessi detto: ‘Oggi ho mangiato la pasta’.

Con i miei fratelli è stato un po’ più difficile, per il timore di come avrebbero reagito. Siamo in 6, io sono il più piccolo. Mia sorella, la più grande, è stata la mia compagna di avventure per anni e perciò lei l’aveva già capito senza che le dicessi nulla. Il 31 Dicembre 2017 ho confermato quanto mio fratello sospettava: durante il cenone mi ha detto ‘Abbiamo degli amici in comune, e lo so, per me non ci sono problemi’, ho annuito e abbiamo continuato a mangiare.

Ora ogni 2 giorni mi chiede quando organizzo un’altra cena con il mio fidanzato.

31 Dicembre 2018 (inconsciamente volevo chiudere l’anno in bellezza? Chi lo sa, forse sì), arriva il turno della mamma. Panico, non so come comportarmi, non so cosa dirle, sono agitato.
Lei tranquillamente entra in bagno con me e mia sorella, chiude la porta e mi dice: ‘Io e tuo padre lo sappiamo che sei fidanzato con un uomo, e siamo felici cosi. Lo sappiamo già da tanto tempo e spero di averti tolto un peso’. L’ho abbracciata”.

Ci sono stati momenti in cui hai pensato “questo è troppo”, in cui ti sei sentito solo o hai desiderato di essere diverso da quello che sei?

“Capita tutti i avere dei momenti bui, ma non mi è mai capitato di averne per quello che sono, ma per quello che vorrei essere. Io sono il mio peggior nemico e sapere di non riuscire ad arrivare ad un punto mi fa star male”.

Cosa ti sentiresti di consigliare a chi potrebbe trovarsi in momenti del genere?

“È facile dire: ‘Parla con i tuoi amici, i tuoi genitori’, ma più difficile farlo. Quello che posso consigliare è di sfogare questi momenti bui con qualche passione“.

Tu sei molto giovane, che opinione hai della capacità dei tuoi coetanei di essere più inclusivi? Sei ottimista per quanto riguarda il futuro? Soprattutto in Italia?

Tutti vediamo che l’Italia non sta passando dei bei momenti, c’è chi afferma che il razzismo non ci sia, c’è chi pensa che vada tutto bene, io invece penso che ci stiamo allontanando da ciò che significa umanità, io per primo.

Sicuramente i ragazzini d’oggi sono più inclusivi, fin da piccoli sono abituati ad avere compagni di classe di un’altra etnia e mi fa incazzare quando qualcuno vuole negare ad altre persone di vivere la propria vita. L’educazione e l’ambiente circostante ci rendono le persone che saremo in futuro e per adesso la società in cui sto vivendo non mi piace“.

Sfogliate la gallery per conoscere meglio Luka e i suoi progetti:

"Sono rom, gay e mi fa inca***re chi nega agli altri di vivere come vogliono"
Fonte: instagram @enne_elle
Foto 1 di 7
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Articolo originale pubblicato il Ottobre 25, 2019