Intimacy coordinator per le scene di sesso nei film: chi è e cosa fa

La figura dell'intimacy coordinator sta divenendo sempre più centrale su tutti i set cinematografici e seriali, e rappresenta un punto di riferimento per il coordinamento delle scene intime e, soprattutto, il consenso informato di tutte le persone coinvolte. Scopriamo meglio chi è, quali sono i suoi compiti e perché il suo ruolo è importante.

Se, ai tempi, ci fosse stato un intimacy coordinator, Marlon Brando non avrebbe mai violentato Maria Schneider nella pellicola del 1972 Ultimo tango a Parigi. E, di sicuro, non l’avrebbe mai fatto con la complicità del suo regista, Bernardo Bertolucci, che non aveva avvertito – e, di conseguenza, non aveva reso consenziente – l’attrice, allora 19enne, di quello che sarebbe successo nel corso della scena.

Senza giungere necessariamente a casi estremi, la figura dell’intimacy coordinator sta divenendo sempre più centrale su tutti i set cinematografici e seriali, e rappresenta un punto di riferimento per il coordinamento delle scene intime e, soprattutto, il consenso informato di tutte le persone coinvolte.Scopriamo meglio chi è, quali sono i suoi compiti e perché il suo ruolo è importante.

Chi è l’intimacy coordinator

L’intimacy coordinator è un professionista il cui compito consiste nel preparare e coordinare le scene di sesso e intimità sul set, cinematografico o di serie TV. Nello specifico, funge da punto di raccordo tra gli attori e la produzione, coreografa i movimenti previsti e svolge un ruolo di “vigilanza” nei confronti del consenso degli interpreti, affinché quest’ultimo sia sempre informato e continuo e non vengano valicati determinati confini.

Come precisa il sindacato di Hollywood, il SAG-AFTRA, l’intimacy coordinator è:

Un difensore, un collegamento tra interpreti e produzione, e un coreografo e/o un consulente di movimento nell’ambito della nudità e del sesso simulato o di altre scene d’intimità o di sovraesposizione.

Ma il suo ruolo non si limita alle scene in cui è presente la nudità e il sesso simulato. Come sottolinea Sara Palma, presidente dell’associazione Intimacy Coordinator Italia, nata nel 2022:

Non si tratta solo di scene di sesso e di sessualità ma anche quelle in cui sono presenti baci, abbracci amorosi o violenti, parto, aborto. Vengono considerate sensibili anche le scene in cui c’è semplicemente il riflesso di un corpo seminudo in uno specchio.

E non solo. La tutela e il consenso devono essere assicurati anche in caso di scene di violenza verbale (in particolar modo verso i minori), di identità di genere e identità sessuale.

Intimacy coordinator: cosa fa sul set

Il lavoro dell’intimacy coordinator prende abbrivio prima del ciak e prosegue dopo la fine delle riprese. Ecco quali sono i suoi ruoli sul set e fuori dal set.

Prima delle riprese

Prima di iniziare le riprese, l’intimacy coordinator legge la sceneggiatura e incontra regista e team produzione per vagliare i dettagli e il grado di nudità e di sesso simulato. In seguito, incontra gli interpreti e spiega loro, singolarmente, che cosa verrà loro richiesto sul set e chiede se vogliano dare o meno il proprio consenso.

Al contempo, collabora anche con il reparto costumi, trucco e attrezzeria per i cosiddetti “modesty garments”, ossia gli indumenti intimi protettivi, unitamente a protesi e barriere. Infine, redige un protocollo che indica il livello di nudità richiesto dalla scena ed elenca i bisogni degli interpreti, aggiornandolo costantemente lungo tutta la lavorazione.

Durante le riprese

Durante le riprese, l’intimacy coordinator è sempre presente sul set e si pone come obiettivo quello di far rispettare il protocollo redatto in precedenza. Nello specifico, deve verificare che il consenso sia perpetuo tra tutte le parti, sia su ciò che si vedrà a lavoro concluso, sia su come questo viene realizzato. Per esempio: se nel film o serie TV non c’è nudo integrale, questo non deve esserci nemmeno durante le riprese. La troupe, in definitiva, non deve vedere più di quanto vedrà il pubblico. Lo spiega bene sempre Palma:

Esistono due tipi di tipologie di set. Il set chiuso prevede che siano presenti solo il regista, il direttore della fotografia, il tecnico audio, il caporeparto dei costumi e che ci sia un solo monitor per rivedere le scene. Nel set sensibile, invece, ci sono più monitor ma la crew che assiste alle riprese è sempre molto ridotta. L’intimacy coordinator è sempre presente, tiene traccia delle richieste degli attori per un set o per l’altro e stila una lista delle persone che possono accedere.

Dopo le riprese

Dopo le riprese delle scene di nudità (e non solo), l’intimacy coordinator controlla che il montaggio rispetti gli accordi presi inizialmente e si pone a disposizione degli attori per eventuali dubbi, domande o esigenze.

Un esempio ci deriva dall’intimacy coordinator della celebre serie TV Off Campus, Kathy Kadler, che ha dialogato con tutti gli interpreti coinvolti per comprendere che cosa li mettesse a proprio agio e che cosa no, prima, dopo e durante le scene. Compresa l’attrice Ella Bright, la più giovane del cast. Come racconta la regista Louisa Levy a Variety:

Ho parlato con Ella prima di concludere il suo contratto per assicurarmi che sapesse cosa l’aspettava. Aveva letto il libro, quindi lo sapeva già, ma le ho spiegato tutto nel dettaglio e mi sono assicurata che si sentisse a suo agio e sicura di sé. Se avessi pensato che non fosse pronta, avrei frenato immediatamente. Ma lei era entusiasta. E abbiamo una straordinaria coordinatrice per le scene di intimità, Kathy Kadler, che ha parlato non solo con Belmont ed Ella, ma con tutti gli attori che hanno girato scene intime, cercando di capire cosa mettesse ognuno a proprio agio, cosa li facesse sentire bene e cosa no. Non abbiamo mai girato nulla che mettesse a disagio qualcuno prima ancora di iniziare le riprese.

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Perché è nato l’intimacy coordinator

A scatenare la necessità di un intimacy coordinator è stato il #MeToo nel 2018, il movimento che ha portato alla luce gli abusi sessuali e di potere nelle stanze dell’industria di Hollywood. La prima a introdurre tale figura è stata HBO, che ne ha resa obbligatoria la presenza proprio nel 2018, su tutti i set delle proprie serie TV dove erano previste scene intime.

Ma l’intimacy coordinator non è un prerogativa statunitense. Anzi. La sua figura è stata inserita anche in Italia nel primo Contratto collettivo nazionale per interpreti, attrici e attori del cineaudiovisivo, entrato in vigore il 1° marzo 2024 e valido fino al 28 febbraio 2027. Il testo, tra le altre cose, si prefigge lo scopo di prevenire e sanzionare le molestie sul lavoro – anche mediante l’intimacy coordinator – e di rispettare la parità di genere e i diritti delle persone LGBTQIA+.

Lo spiega bene Sandra Palma:

Il #MeToo ha aperto il vaso di Pandora riguardo a dinamiche di potere tra attori e registi ma la consapevolezza dell’importanza del nostro ruolo va oltre questo movimento. L’intimacy coordination è figlia di un percorso che punta al rispetto dello strumento di lavoro degli attori, che è il corpo. Con il nostro lavoro facciamo sì che tutti si basi sul consenso.

Intimacy coordinator: corso e formazione

Ma come si fa a diventare intimacy coordinator e ad acquisire le competenze necessarie per ricoprirne il ruolo? Il primo corso italiano dedicato al tema è stato realizzato nel 2023 da Anica Academy, in collaborazione con l’ente internazionale Safe Sets, da un’idea di Netflix e con Sky Italia come sponsor principale.

Il corso non è più attivo ma, al momento attuale, Anica Academy propone workshop intensivi incentrati sulle “Buone pratiche per la gestione del contenuto sensibile tra fight direction e intimacy coordinator”, volti a esaminare criticamente la complessità delle scene che coinvolgono l’intimità sessuale e dotare chi le affronta degli strumenti necessari per eseguirle responsabilmente.

Sempre nel 2023, Intimacy Coordinator Italia ha presentato, in collaborazione con il Moving Body Arts – prestigiosa realtà britannica, tra le più influenti del settore a livello globale -, il primo corso di formazione con la certificazione di Intimacy Coordinator Certification Programme e l’accredito dal sindacato americano SAG-AFTRA, nonché il coinvolgimento in prima linea di Prime Video, che ha offerto ben otto borse di studio.

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