logo
Stai leggendo: Per i millennials fare sesso non significa solo penetrazione e altre 4 verità

Per i millennials fare sesso non significa solo penetrazione e altre 4 verità

I Millennial hanno un rapporto nuovo con il sesso, più eclettico, senza filtri: non c'è per loro solo la penetrazione, ma anche sul lato affettivo avrebbero molto da insegnarci.

Come fanno sesso i Millennial? Sembra una domanda abbastanza sgradevole e pruriginosa, ma va inserita in un contesto. Come per tutte le generazioni, i giovani sono visti come un pericolo, come una destabilizzazione dello status quo. E questo coinvolge le loro abitudini, le loro passioni, i loro amori.

Negli anni ’80 il cinema americano scelse di ritrarre i teenager come dei mostri – licantropi, vampiri, streghe – proprio per raffigurare il modo di chi è più “vecchio” di guardare alle giovani generazioni. Naturalmente, come per tutte le tendenze, non tutti la pensano in questo modo, ma la tendenza c’è. E in questo caso coinvolge anche il sesso, dato che i Millennial vengono dipinti come fossero tutti asessuali, completamente disinteressati al sesso o al massimo inconsapevoli di una sessualità fluida che vivrebbero solo per “moda”.

Le cose non stanno così: i giovani oggi comprendono bene che, almeno nel mondo occidentale, ognuno può reclamare il diritto alla propria sessualità, a urlare al mondo chi ama. Inoltre i dati sul sesso tra i giovani risultano spesso fuorvianti perché mancano di dettagli importantissimi. Il sesso, oggi come ieri, è variegato, fantasioso. Oggi però è tutto più alla luce del sole, tuttavia si continua a parlare di rapporti sessuali come se questi avessero a che fare con la semplice penetrazione, con il pene nella vagina. Cosmopolitan ha diffuso dei dati e dei pareri di esperti per aiutare a capire come stiano davvero le cose.

1. Il 68% dei Millennial afferma di non vivere in recessione sessuale

Millennial
Fonte: Tredici

Negli ultimi anni, varie testate dal New York Times al Washington Post hanno descritto i Millennial come persone completamente disinteressate al sesso. I titoloni si sono basati spesso su un dato che è vero, ma non è esaustivo e va inserito nel suo contesto. Negli Stati Uniti c’è una cosa chiamata General Social Survey. È un sondaggio a 360 gradi – per certi versi simile al censimento che l’Istat ci sottoponeva in passato ogni dieci anni – che cerca di analizzare attraverso la statistica come cambia la società.

Non ha strettamente a che fare con il sesso, ma tra le domande relative a religione e lavoro ci sono quelle che riguardano la sessualità. Il Gss chiede per esempio quanti partner si abbiano avuto nell’ultimo anno o quanto spesso si sia fatto sesso nell’ultimo anno. Non viene definito il rapporto sessuale – ma si ritiene che molti, quando rispondono, pensano a quello penetrativo – comunque sia anche questi numeri non indicano esattamente quella che i giornali chiamano una recessione sessuale.

Tra il 1989 e il 1994, i giovani tra 18 e 29 anni avevano rapporti 81,29 volte all’anno. Tra il 2010 e il 2014 la stessa fascia d’età è scesa a 78,5 volte all’anno. Significa 6,5 volte al mese. Ma se non fosse la quantità a interessare i Millennial?

Non è che siamo meno eccitati – ha raccontato Remy Kassimir, 29 anni, in un podcast – Non siamo come robot. Stiamo solo pensando e chiedendo qualcosa di più. Vale la pena, il mio tempo e le mie emozioni?

2. Il 92% pensa che la qualità sia migliore della quantità

I giovani sono romantici. È stato sempre così e sarà sempre. Quelli di oggi sono solo più consapevoli, consapevoli per la loro affettività e conseguentemente per la loro sessualità. E comunque, pensare che i Millennial facciano meno sesso è fuorviante anche per un’altra ragione: da decenni resta inalterata l’età media del primo rapporto sessuale (che è 17 anni): se si fosse in recessione sessuale, l’età media si innalzerebbe, non credete?

C’è poi da aggiungere un fattore non da poco. La generazione dei Millennial è ora quella del #MeToo, quella che si è ribellata alle molestie sessuali ma anche alle pressioni relative ai rapporti. Grazie al #MeToo è emerso il volto delle giovani che si rifiutano di fare sesso orale solo perché qualche esaltato le ha portate fuori a cena, le ha riaccompagnate a casa e lui ha pensato bene di aprirsi la patta.

Se non sto facendo sesso in questo momento, è perché sono un po’ più esigente – illustra Amanda, 28 anni, che ha dato la sua testimonianza – Sono più fiduciosa. So cosa voglio. E le persone con cui sto facendo sesso sono più importanti per me.

3. Il 62% pensa che i propri amici facciano tanto sesso

Millennial
Fonte: Alex Strangelove

Eh sì, l’erba del vicino è sempre più verde. In un certo senso almeno, dato che il 71% dei Millennial si ritiene soddisfatto per il sesso che fa e quindi va bene così. C’è però da dire che molte persone si potrebbero sentire imbarazzate di fronte a certe domande su un questionario: nessuno parlerebbe esplicitamente con uno sconosciuto di questi argomenti pruriginosi. Un po’ come quando facciamo domande a tema sexy su qualche forum online: a chi non è capitato di «chiedere per un’amica»?

4. Non solo mera penetrazione

I dati parlano chiaro, le esperienze sessuali dei Millennial sono assolutamente eclettiche. Il 35% ha dichiarato di aver fatto sesso anale, il 20% di aver avuto esperienze Bdsm, il 44% di aver usato un sex toy con il partner, il 49% di aver fatto sesso violento (con parolacce, capelli tirati, morsi e graffi insomma). Secondo Justin Lehmiller, ricercatore al Kinsey Institute, le nostre definizioni si stanno espandendo: non è che facciamo meno sesso, è che il sesso che facciamo non può essere misurato in maniera “tradizionale”. E così magari, per “misurare” davvero le risposte sul Gss, le domande dovrebbero essere più specifiche.

La domanda – dice la ricercatrice Debby Heberick riferendosi ai questionari del Gss – non dice «rapporto». Non chiede del sesso orale o dell’uso di sex toy o nessun altra cosa.

Rating: 3.0/5. Su un totale di 2 voti.
Attendere prego...