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"Perché dopo il parto di mia figlia ho deciso di disegnare vagine"

Ela è un'artista di Yoni, che dopo il parto della figlia ha deciso di disegnare la propria vagina per riappropriarsi della femminilità che sentiva perduta.

“La gente mi chiede perché dipingo vagine.
Ho dipinto il mio primo Yoni dopo aver dato alla luce mia figlia. Il parto ha portato molta paura, dolore e vergogna in superficie. Mi ha lasciato come ‘rotta’. La mia femminilità, la mia divinità, era morta. La fiducia andata. La connessione persa.

Poi dopo pochi mesi ho iniziato a dipingere su tela la mia vagina. Mi sentivo come se stessi guarendo le Porte del Sacro Grembo, del Creatore interiore. Mi sentivo guidata, massaggiavo la mia Yoni con delicati colpi di pennello. Mi sono sentita come in un orgasmo. È stato un processo di profondo perdono su molti livelli, che ha aperto la connessione con la mia linea Femminile e mi ha permesso di guardarla con chiarezza e forza.

Mi sono sentita collegata a tutte le donne che sono state maltrattate e colpevolizzate. Ma questa volta ho affrontato tutto con amore nel cuore. Con affetto nel mio grembo.
Ora dipingere la vagina è un rituale. Mentre dipingo mi collego alla Madre Terra e al suo flusso estatico ed esuberante di creazione.
Mentre dipingo alchemizzo.

Questo processo mi radica a terra e rafforza la mia espressione autentica.
Apre canali orgasmici nel mio corpo fisico ed energetico.
Mi lascia aperta e ricettiva alla Vita e ai suoi Tutti i Doni“.

Ela è un’artista che disegna mandala ma, soprattutto, Yoni. Con quest’ultimo termine si intendono, in sanscrito, i genitali femminili e, partendo dal significato fisico della natura femminile, arriva ad indicare allegoricamente la nascita, il luogo del riposo, l’origine, la casa, o la fertilità.

Lei ha iniziato a disegnare come modo per esorcizzare le paure e le cicatrici psicologiche che affrontare il parto le aveva lasciato, e oggi dipinge e vende i suoi lavori, esponendoli sul suo Instagram e su Etsy, perché in questo modo è riuscita a riappropriarsi della sua femminilità e dell’amore per se stessa.

I suoi disegni sono anche un modo per provare a liberarsi dei tanti tabù che ancora circondano la vagina, spesso vista come qualcosa da nascondere e basta, piuttosto che come una parte del corpo di cui è naturale poter parlare.

Imparare a scoprire e conoscere le proprie parti più intime, invece, liberandosi dai preconcetti di ordine morale e dalla pruderie che circonda la naturale curiosità verso essere, può aiutare ciascuna di noi ad accettarsi serenamente e a far pace con quella componente, anche sessuale, di cui troppo spesso ci vergogniamo. E questo è esattamente il messaggio di Ela.

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