Avete mai sentito parlare di scopata senza cerniera? È un po’ come il sesso senza amore, una tantum con qualche sconosciuto, di cui cantava Natascia, personaggio della comica Rosalia Porcaro ispirato alla cantante transgender Valentina Ok. L’espressione è stata coniata però, con finalità molto meno satiriche, dalla femminista Erica Jong per esprimere un unico rapporto sessuale con una persona sconosciuta e che mai più si rivedrà nella vita che sia pura carnalità, completamente priva di sentimenti.

Scopata senza cerniera: il pensiero di Erica Jong

La scopata senza cerniera viene spiegata in un libro di Erica Jong che si chiama Paura di volare, seguito da Donna felicemente sposata cerca uomo felicemente sposato. Quest’ultimo volume racconta di Vanessa, una sessantenne che si ritrova all’improvviso senza gli affetti più cari (che muoiono uno dopo l’altro), mentre il marito viene colpito da aneurisma. La paura di invecchiare porta Vanessa a iscriversi a un sito di incontri, per trovare nel sesso una valvola di sfogo al suo periodaccio.

La scopata senza cerniera è assolutamente pura – scrive Jong, come riporta Frammenti – Non ha motivazioni recondite. Non ci sono giochi di potere. L’uomo non “prende” e la donna non “dà”. Nessuno sta cercando di far cornuto un marito o di umiliare una moglie. Nessuno sta cercando di provare qualcosa o di ottenere qualcosa da qualcuno.

Donna felicemente sposata cerca uomo felicemente sposato di Erica Jong

Donna felicemente sposata cerca uomo felicemente sposato di Erica Jong

È la storia di una donna, Vanessa, che giunta a 60 anni, perde molti dei suoi affetti e il marito ha rischiato la morte: Vanessa si iscrive a un sito di incontri, sperimentando il sesso kinky con uno sconosciuto.
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Secondo la scrittrice, la scopata senza cerniera può avvenire anche all’interno di un matrimonio felice. Il sesso e l’amore sono due concetti molto differenti, per alcuni coesistono, per altri no. E anche quando si è soddisfatti del proprio menage di coppia, può capitare di avere un momento di pura fisicità con qualcuno che non si incontrerà mai più. Per capire, in un’intervista a Repubblica, Jong ha raccontato un caso celebre su come anche all’interno del matrimonio possano capitare scopate senza cerniera o addirittura relazioni extraconiugali senza perdere l’amore e l’intesa con la persona che abbiamo sposato.

Non tutti i matrimoni sono perfetti, certo. Alcuni si fondano sulla gelosia e il possesso, altri sulla sintonia. Penso a quei matrimoni in cui c’è complicità e supporto reciproco. Federico Fellini e Giulietta Masina, per esempio. Loro erano compagni nell’arte, lei era la sua musa. Lui ha avuto altre donne, molte, ma non l’ha mai lasciata.

Raichō Hiratsuka: la donna non è nata per servire l'uomo

Sebbene abbia teorizzato la scopata senza cerniera, Erica Jong non l’ha mai praticata. Ma il senso di quello che dice non cambia, anzi, si rafforza. Libertà non significa poter far sì che gli altri facciano quello che a noi piace, ma dare la possibilità agli altri di fare quello che più gradiscono (ovviamente senza recare danno a niente e nessuno), anche se noi non faremmo o non facciamo la stessa cosa.

Ho sempre scritto per la libertà delle donne e degli uomini – ha detto in un’intervista a Tgcom24 – di entrambi, il mio obiettivo è sempre stato quello di cambiare il mondo, perché fosse più equo. Se le donne vengono imprigionate, lo saranno anche i bambini e gli uomini. Hillary Clinton a Pechino ha avuto modo di dichiarare ‘i diritti delle donne sono i diritti degli esseri umani’, questo è qualcosa di ovvio per me. Bisogna garantire la libertà di espressione, di usare i propri talenti, le proprie capacità, i doni che abbiamo ricevuto come essere umani. Se tutti fossero veramente liberi di esprimere il proprio talento, sarebbe un mondo migliore.

Il concetto del sesso fine a se stesso e i tabù del patriarcato

Il sesso fine a se stesso finisce per essere bollato, verso le donne e anche tra le donne, come qualcosa di sbagliato, di peccaminoso, di proibito. In un intervento su Repubblica, la psicologa Brunella Gasperini ha spiegato come, contrariamente ai luoghi comuni, il desiderio sessuale può e deve essere accolto dalle donne anche quando non porterà mai a una relazione stabile. Certo è un concetto che oggi presenta delle difficoltà a diffondersi, ma in passato era addirittura inconcepibile.

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Pensiamo al fatto che la verginità fino al matrimonio sia stata vista per molto tempo solo come virtù esclusivamente femminile. Fino a parte del ‘900, una figlia veniva considerata disonorata se perdeva la verginità prima del matrimonio: questo aveva dato vita alla fuitina e all’istituzione del matrimonio riparatore anche in caso di stupro, un orrore garantito dalla legge ed eliminato in Italia solo dagli anni ’80. Pensate che in alcuni luoghi è ancora in vigore l’uso di verificare la verginità della sposa o di esporre il lenzuolo macchiato di sangue dopo la prima notte di nozze (che tra l’altro non verificava nessun mantenimento di imene, perché la perdita della verginità non è legata sempre alla perdita di sangue e neppure alla sola penetrazione).

Cerchiamo di sentire quali sono i nostri codici, il nostro senso di integrità, gli impegni che abbiamo preso con noi stesse, cosa vogliamo davvero – scrive Gasperini – Ma pensiamo anche che se siamo attratte e disposte a sperimentare, allora una notte sudata con qualcuno senza impegno potrebbe piacerci, se non fantastichiamo grandi finali, se non lo facciamo per vendetta e se siamo lucide, altrimenti sensi di colpa, ripensamenti e rimpianti ci mangeranno a morsi. Così come è importante non sentirci obbligate a fare sesso quando non vogliamo, lo è anche essere libere di farlo quando invece ci va, responsabilmente, certo. Se la maggior parte delle volte vogliamo sentirci vicino all’altro prima di coinvolgerci del tutto, si può anche pensare che a volte è proprio il sesso a portarci vicino.

Paura di volare di Erica Jong

Paura di volare di Erica Jong

È un libro storico, che ha cambiato, a livello internazionale, la percezione sui bisogni delle donne nell'ambito sessuale: contiene la prefazione di un'altra grande femminista, Lidia Ravera.
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