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Complesso di Edipo: Genesi, Storia ed Evoluzione

Lo abbiamo sentito nominare decine di volte in psicologia, letteratura, mitologia e persino nelle arti figurative. Stiamo parlando del complesso di Edipo, una teoria elaborata da Sigmund Freud con moltissime sfaccettature, manifestazioni e caratteristiche peculiari. Ecco qualche piccolo spunto per comprendere cosa sia il complesso edipico!
Complesso di Edipo
Il Complesso di Edipo – Fonte: Web

È uno dei cavalli di battaglia di Sigmund Freud. Ed è un concetto tutt’ora utilizzato nella psicanalisi. È il complesso di Edipo – in lingua anglosassone Oedipus Complex – che tutte abbiano sentito nominare almeno una volta nella vita, e solitamente molte di più. Il complesso di Edipo è stato d’ispirazione nei secoli anche per l’arte: non si contano infatti i dipinti che traggono spunto dal mito greco di Edipo, che uccise inconsapevolmente il padre Laio per sposare la mamma Giocasta.

Spiegare approfonditamente il complesso di Edipo è questione da grandi esperti: ha una storia lunga e complicata, in cui si intrecciano autori, scuole, teorie. Non è nostra pretesa ergerci a saggisti o psicanalisti, intendiamo solo introdurci a una panoramica generale storica e di significato del complesso di Edipo, un’affascinante concetto che vale la pena di approfondire, anche solo per diletto personale.

Iniziamo dunque dalle origini della teoria del complesso di Edipo!

1. Genesi e sviluppo della teoria del complesso di Edipo

Sigmund Freud ha sviluppato la teoria psicanalitica del complesso di Edipo
Sigmund Freud- Web

Per capire in termini psicologici – o, meglio, psicanalitici – cosa si intenda per complesso di Edipo, partiamo dalle origini. Ossia da Sigmund Freud: nella sua concezione più classica, il padre della psicanalisi considera il complesso edipico dal punto di vista di desideri sessuali contrastanti che i bimbi sentono nei confronti dei genitori. Un concetto legato a doppio filo a quello delle fasi di sviluppo psicosessuale: dalla fase fallica, dai tre anni, sino al periodo di latenza, che insorge attorno ai sei anni.

In merito ai desideri sessuali contrastanti propri del complesso di Edipo, Sigmund Freud si riferisce, da un lato, a un desiderio di morte verso il genitore dello stesso sesso (in questo caso il papà, visto che intendiamo parlare di un complesso maschile) e dall’altro a un desiderio prettamente sessuale ed esclusivo verso la madre. Tali sensazioni ambivalenti si alternano tuttavia affermandosi periodicamente nei confronti di uno o dell’altro genitore.

Come anticipato, il complesso di Edipo affonda le sue radici in un mito greco, secondo il quale Edipo non conosceva i suoi genitori biologici, cui era stato portato via in tenerissima età. Il parricidio e il matrimonio con la madre sono stati pertanto inconsapevoli. Nella fattispecie, non si parla propriamente di complesso edipico, bensì di sindrome di Laio e/o Giocasta.

Freud si rifà al mito di Edipo per la prima volta in una lettera inviata sul finire dell’Ottocento al suo amico più caro, il dottor Fliess. Un accenno vago, sviluppato poi nel corso del tempo sino ad arrivare alla centralità del tema edipico nell’opera freudiana.

Abbiamo detto che il complesso edipico si supera attorno ai sei anni. Ma può capitare che questo non avvenga?

2. Quando il complesso di Edipo non viene superato negli adulti

Complesso di Edipo: superamento e conseguenze del complesso non superato negli adulti
Fonte: Web

L’abbiamo già ripetuto: il complesso di Edipo è una sindrome normale fra i 3 e i 6 anni. Il bambino, superata quell’età, dovrebbe riuscire a liberarsi autonomamente e spontaneamente del complesso edipico. Ma può succedere che questo non accada.

Quali sono le conseguenze di un complesso di Edipo non superato negli adulti? Proseguendo sulla linea della teoria freudiana, se il complesso edipico non viene superato si arriva all’insorgenza, secondo Freud, della maggior parte dei disordini psichici. Inoltre, sempre stando al padre della psicanalisi, qualora al bambino mancasse la figura paterna, questi sarebbe portato a identificarsi con la mamma e di conseguenza, ma non per forza, potrebbe provare attrazione verso persone del suo stesso sesso, entrando in crisi di identità sessuale talvolta profonde.

Tuttavia, uscendo dalla scuola freudiana – e precisando che Freud aveva formulato le sue teorie sulla base di quanto riferivano i pazienti, ma senza effettuare mai verifiche empiriche – troviamo considerazioni del tutto diverse sul complesso di Edipo. Molti specialisti, addirittura, ne negano l’esistenza in virtù dell’assenza di evidenze scientifiche. Al massimo, sostengono queste scuole di pensiero, i bambini chiedono attenzione ai genitori in modalità apparentemente seduttive, comunque tipiche dei bimbi qualora vogliano ottenere qualcosa, dalle coccole alle caramelle.

Volendo ammettere l’esistenza del complesso di Edipo, quali sarebbero i segnali – o i “sintomi” – da captare per coglierne la presenza?

3. Sintomi, evidenze e manifestazioni del complesso di Edipo

Sintomi, evidenze e manifestazione del complesso di Edipo
Fonte: Web

Il complesso di Edipo non è una malattia vera e propria, pertanto parlare di sintomi non è corretto: meglio sarebbe fare riferimento a evidenze o tipologie di manifestazione del complesso edipico. Tuttavia, per comodità e facilità di comprensione da parte di tutti, continueremo a parlare di sintomi.

I sintomi del complesso di Edipo hanno a che vedere con una certa aggressività e possessività del bambino verso la mamma, dalla quale vorrebbe avere continuamente attenzioni, coccole e apprezzamento. Vorrebbe dormire nel letto con lei, scacciando il papà, e nel contempo si sviluppano da un lato fantasie sessuali – naturalmente inconsce, vista la tenera età – e dall’altro frustrazioni dovute al mancato ottenimento dell’oggetto del desiderio. Questo può arrivare a provocare collera, scatti d’ira o incubi. Per questo, se il complesso di Edipo non si risolve spontaneamente, potrebbero insorgere secondo Freud disturbi psichici.

Ma non sono solo i maschi a soffrire del complesso di Edipo. Nelle bimbe, il complesso edipico prende il nome di complesso di Elettra.

4. Il complesso edipico al femminile: il complesso di Elettra

Il complesso di Edipo al femminile: il complesso di Elettra
Fonte: Web

Il complesso di Elettra, detto in poche parole, è il complesso di Edipo femminile. La definizione stavolta non si deve a Sigmund Freud, ma a Carl Gustav Jung, che l’ha spiegato come il desiderio sessuale delle bimbe nei confronti del papà, con la relativa competizione che si scatena con la mamma per il possesso del genitore maschio.

Anche in questo caso, il nome del complesso si deve a un mito, quello di Elettra appunto, figlia di Agamennone e Clitennestra. Clitennestra chiese all’amante Egisto di uccidere il marito; Elettra, una volta scoperta la verità, si vendicò uccidendo la madre.

Come il complesso edipico, quello di Elettra si manifesta fra i tre i sei anni. Le analogie con il complesso descritto da Freud sono molte: l’autore parlava infatti di sentimenti e desideri nei confronti del genitore del sesso opposto, senza attribuire il complesso nello specifico a maschietti o femminucce. Secondo Freud le bambine esprimerebbero il complesso di Edipo con la frustrazione per non avere il pene.

Come premesso, la nostra breve spiegazione non ha alcuna pretesa specialistica, medica o di esaustività. Vuole solo essere un’occasione per affacciarsi a un tema interessante ed, eventualmente, per scoprire la voglia di approfondirlo.