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Paura di Amare: cosa fare quando fugge (o fuggiamo) dalle relazioni

Possiamo averla noi o, spesso... ce l'ha lui. Può essere dovuta a una profonda delusione d'amore o a un trauma che affonda le sue radici nell'infanzia: la paura di amare ha diverse ragioni e altrettante manifestazioni. Vediamo quali sono e come vincerle per tornare a vivere una vita sentimentale sana e soddisfacente!
paura di amare
Fonte: Web

L’abbiamo giurato tutte almeno una volta, in lacrime davanti alle sue ultime foto, piangendo di dolore: Non mi innamorerò mai più! La maggior parte di noi sa, razionalmente, che queste parole hanno una durata limitata nel tempo. Il tempo di leccarsi le ferite, rimettersi in sesto e trovare un’altra persona in grado di farci emozionare. Ma per altri, uomini o donne che siano, questo monito diventa un vero e proprio mantra, e non riescono davvero più a innamorarsi. Si può capire quindi quanti e quali problemi possano insorgere quando incontriamo un uomo che abbia davvero paura di amare. Una “patologia”, la paura di amare, per la quale anche la psicologia ha coniato un termine apposito: philofobia. Che spazza via tutte le illazioni che variano sul tema La verità è che non gli piaci abbastanza. Oddio, può capitare, e nemmeno di rado, che, più che affetto da paura di amare, il nostro partner non sia sufficientemente attratto da noi. Ma ora sappiamo che può succedere veramente, e non dobbiamo sentirci delle sciocche – anzi – quando ne parliamo con le amiche.

Del resto, la paura di amare è stata fonte di grande ispirazione anche per l’arte: non si contano canzoni, poesie e affini con questo titolo. Ma su tutte, spiccano il film Paura d’Amare diretto da Garry Marshall con Al Pacino e Michelle Pfeifferla fiction Paura di amare, una miniserie prodotta dal 2010 al 2013 e andata in onda su Rai Uno.

Ma visto che, purtroppo o per fortuna, la nostra vita non è un telefilm, andiamo a vedere da cosa si riconosce un uomo che ha paura di amare!

1. Uomini che hanno paura di amare

uomini che hanno paura di amare
Fonte: Web

Lo sappiamo bene: l’inizio di una nuova relazione, o addirittura il divampare di un sentimento vero e proprio, risveglia paure sopite in noi delle quali talvolta avevamo persino dimenticato l’esistenza. La paura di amare generalmente nasconde una o più paure diverse, che affondano le radici in momenti passati della nostra vita, spesso nell’infanzia.

La paura di amare coincide con la paura di un rifiuto, la paura di aver sbagliato il giudizio su una persona sopravvalutandola, la paura di essere illusi e poi abbandonati. La paura di un tradimento, o di essere abbandonati di punto in bianco. Come detto, niente di nuovo: se pensiamo ai nostri timori da bambine, con diverse sfumature abbracciavano grossomodo questa gamma.

In realtà, avere paura di amare è di per sé normale: l’amore porta con sé dei rischi e, specie se siamo adulti, ci impone dei compromessi tra l’indipendenza emotiva e pratica che abbiamo ormai raggiunto e le necessità dell’altra persona. E più cresciamo, meno siamo disposti a metterci in gioco facendo a pezzi, o lasciando che qualcun altro lo faccia, quella corazza che nel tempo ci siamo costruiti per sopravvivere alla vita.

Avere paura di amare non è più normale quando questo impedisce a un uomo di vivere una relazione. A peggiorare il quadro c’è il fatto che un uomo affetto realmente da paura di amare, nella maggior parte dei casi, non è consapevole del suo disagio: è infatti convinto che la sua incapacità di costruire una relazione stabile sia una colpa della donna, che non è mai quella giusta, cercata, desiderata.

Può quindi accadere che questi uomini, per placare inconsapevolmente la loro paura di amare, saltino continuamente da una storia all’altra in una ricerca sempre più frenetica e vana, e per questo sempre più deludente, della persona perfetta. E a ogni nuova delusione, l’uomo maturerà un ulteriore tassello di paura di amare, come in un circolo vizioso.

Ma che fare quando siamo noi una di quelle mille partner che l’uomo frequenta in attesa, nella sua testa, della principessa?

2. Cosa fare se lui ha paura di amare

cosa fare se lui ha paura di amare
Fonte: Web

Il primo passo per “guarire” dalla paura di amare e di impegnarsi dovrebbe stare all’uomo, che dovrebbe imparare – magari anche con un aiuto esterno – a tollerare gli stati d’animo negativi che lo colgono mentre si trova in nostra compagnia senza cadere immediatamente nella tentazione di fuga: dovrebbe riuscire a comprendere a fondo che la noia o l’indifferenza che prova in un determinato momento non dipendono affatto da noi, ma dalla sua paura di amare.

Se ci accorgiamo che il nostro partner ha paura di amare, che tenta ossessivamente di controllare le sue emozioni, che fa fatica ad aprirsi, che rimarca continuamente la sua libertà e i suoi spazi e magari di quando in quando butta lì episodi legati all’infanzia, cerchiamo di indirizzarlo verso qualcuno che lo possa realmente supportare. Farlo direttamente potrebbe rivelarsi una catastrofe, per questo sarebbe meglio di agire per interposta persona: un parente che conosciamo bene anche noi, o un amico comune. Oppure potremmo provare a parlargliene delicatamente, ma anche in questo caso i risultati potrebbero essere più negativi che positivi.

Ciò che sicuramente possiamo fare dal canto nostro quando ci troviamo accanto a un uomo che ha paura di amare, è cercare di non dare a nostra volta peso eccessivo ai suoi comportamenti, e di non crucciarci o farci cambiare l’umore: il problema non è nostro. Di certo non è una situazione facile da sostenere. Probabilmente, l’uomo che ha paura di amare è esattamente uno di quei tipi di uomo che andrebbero accuratamente evitati. Ma se proprio non possiamo farne a meno, armiamoci di una buona dose di pazienza e sopportazione, e come una goccia scaviamo lentamente nella sua mente con l’intento di aiutarlo.

La paura di amare, in ogni caso, non affligge solo gli uomini: anche noi donne non ne siamo affatto immuni…

3. Quando è la donna ad avere paura di amare

donne paura di amare
Fonte: Web

Per le donne, la paura di amare e di stare in coppia può prendere il nome di androfobia, patologia che incorpora la paura ossessiva degli uomini: ci diamo alla fuga che nemmeno Bach, non sopportiamo legami nemmeno blandi, ci inventiamo scuse per rimanere in quel limbo fra impegnate e non impegnate manco fossimo uno status sentimentale di Facebook.

La donna che ha paura di amare agisce un po’ alla stregua dell’uomo che cerca compulsivamente una donna ideale che non esiste: vediamo negli uomini solo i loro difetti, le angherie e le prepotenze, li tacciamo di indifferenza ed egoismo al primo passo sbagliato. Tutto questo nasconde, ancora una volta, paura di amare, ossia paura di intraprendere una relazione seria e duratura nel tempo. Possiamo barricarci fin che vogliamo dietro alla nostra indipendenza e libertà – che nessuno nega, ci mancherebbe – ma se il nostro caso è quello della donna androfoba, prima o dopo pagheremo quella libertà. Il prezzo da pagare saranno la capacità di emozionarci, di appassionarci, di amare in modo totalizzante ma comunque maturo, con più capacità di compromesso e meno bisogno di controllo ossessivo.

Come l’uomo, la donna androfoba rimbalza da una relazione all’altra, naturalmente sempre precarie, ed evita accuratamente l’impegno sia in termini di solidità della storia, sia dal punto di vista della messa in gioco personale e dell’impegno emotivo.

Nei casi più gravi, gli psicologi parlano addirittura di anoressia sentimentale, termine da cui è nato il neologismo amoressia (che riguarda ovviamente anche gli uomini). Quando l’amore bussa alla porta di queste persone, anziché vedergli trasformare gli occhi in cuoricini, assisteremo a scatti di rabbia, malinconia e allontanamento. Questo perché l’amato o l’amata non sono fonte di gioia, ma solo di dolori, colpe e difetti. E siccome di affetto più o meno abbiamo tutti bisogno, può capitare che si creino forme di attaccamento morboso verso amici o animali domestici o addirittura verso il lavoro.

Per concludere con definizioni e paroloni, andiamo a vedere di cosa parliamo quando parliamo di philofobia, che sempre paura di amare è

4. Philofobia, la paura di amare secondo la psicologia

philofobia, paura di amare in psicologia
Fonte: Web

La psicologia ha coniato un termine preciso per definire la paura di amare: si tratta di philofobia, che etimologicamente deriva dalla combinazione delle parole greche “φιλος” (amore) e “φοβία” (fobia). È una fobia che funziona precisamente come tutte le altre studiate dalla psicologia. Ciò significa che un uomo – o una donna – affetto da philofobia può arrivare a manifestare il suo disagio con sintomi simili a quelli di un attacco di ansia: sudorazione eccessiva, tachicardia e/o nausea, insonnia.

Le cause della philofobia possono essere molte e diverse, e in qualche caso, per intuirle, non è necessario studiare, ma utilizzare un poco di empatia e buon senso:

  • Una profonda delusione d’amore che ha ferito la persona in passato, al punto di giurare di non volere mai più intraprendere una relazione;
  • Un problema con se stessi che impedisce di mostrare i propri lati “deboli” e, di conseguenza, non consente di lasciarsi andare al partner con serenità e sentimento;
  • Traumi nell’infanzia, riconducibili in particolare a un rapporto complicato con i genitori o comunque con figure fondamentali per la crescita e lo sviluppo del bambino.

Sono infatti i genitori a delineare, sin dalla più tenera età, le modalità in cui da adulti risponderemo all’amore. E non è necessario che da piccoli abbiamo sofferto di traumi particolari, violenze o chissà che cosa: spesso anche le situazioni apparentemente più normali possono generare una sorta di devianza, per esempio nei casi in cui un genitore non esprima correttamente il sentimento nei confronti del proprio figlio o, di contro, non accolga le manifestazioni d’amore del figlio stesso. Il bambino, e di conseguenza l’adulto, potrà essere portato a nascondere o negare i suoi sentimenti, vivendo con difficoltà le relazioni affettive.

Ma le cause della philofobia possono trovare cagione anche in episodi più recenti rispetto all’infanzia, come per esempio relazioni andate male, sebbene magari da tempo, e mai elaborate correttamente, pertanto idealizzate.
In una parola, la philofobia potrebbe spiegarsi con la paura di amare per non soffrire, là dove sofferenza potrebbe significare anche semplicemente lasciar entrare qualcun altro nella propria vita.

Un errore da non fare, certamente, è quello di tacere al possibile nuovo partner le nostre paure: instaurando un clima di fiducia è possibile riuscire a far crollare il castello di paure di amare che attanagliano la persona affetta da philofobia.

Bene, care amiche, ora sappiamo che la paura di amare esiste, e non è solo un alibi accampato alla buona da donne e uomini abbandonati. Facciamo un esame di coscienza: potremmo essere noi quelle che hanno paura di amare. Se invece è il nostro partner, sfoderiamo tutte le nostre armi e la nostra intelligenza per portarlo sulla retta via. Alla fine ci ringrazierà.