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Atrofia vaginale. quando la vagina "si secca" e il sesso fa male

Colpisce moltissime donne in gravidanza oppure quando viene diagnosticato un tumore femminile: è l'atrofia vaginale, che colpisce la sfera sessuale dell'esistenza femminile.
Atrofia vaginale

Ha a che fare con estrogeni, menopausa e tumori femminili: l’atrofia vaginale colpisce le donne indipendentemente dall’età e dalle condizioni complessive di salute. E distrugge la vita sessuale – salvo poi riuscire a parlare con un medico e venire a contatto con un certo farmaco.

Come spiega un articolo di Repubblica, questo problema colpisce una donna in menopausa su due e ben il 70% delle donne che hanno avuto un tumore e anche le giovani che soffrono o hanno sofferto di anoressia.

Atrofia vaginale, cos’è

Atrofia vaginale
Fonte: Pixabay

L’atrofia vaginale o vulvo-vaginale è una condizione cronica in cui nella vagina e nella vulva viene a mancare la lubrificazione – e no, non basta ricorrere a qualche lubrificante a base d’acqua per i rapporti sessuali. Si tratta infatti della conseguenza di un’altra questione: nell’organismo ci sono meno estrogeni e questo ricade sull’apparato riproduttivo in questo modo. Naturalmente, la mancanza di lubrificazione e quindi la secchezza vaginale non è il solo sintomo del problema, che causa perdita di elasticità dei tessuti, dolore durante i rapporti e problemi connessi all’apparato urinario – uno su tutti la cistite, che appare essere molto frequente.

Atrofia vaginale, menopausa e tumore

Va da sé che la mancanza di estrogeni avviene spesso in un periodo molto particolare per ogni donna: la menopausa. Ed è in questo periodo della vita che si può infatti verificare l’atrofia vaginale. Solo che non passa – a differenza degli altri fenomeni connessi con la menopausa come le vampate di calore – ma anzi può anche peggiorare con il passare del tempo. Per questo il problema è particolarmente grave nei casi di menopausa precoce.

Ci sono poi dei tumori femminili, come il carcinoma mammario per esempio, che vengono curati con un’induzione della menopausa: niente estrogeni anche qui ed è molto probabile che insorga un’atrofia vulvo-vaginale – molto più che in una menopausa tradizionale.

Atrofia vaginale, come curarla

Atrofia vaginale
Fonte: Pixabay

Bisogna dire che di solito i ginecologi riescono a risalire al disturbo già in base ai sintomi – tanto più se già è a conoscenza delle condizioni che abbiamo citato prima. Tuttavia esistono oggi degli esami oggettivi che possono aiutare il medico a eseguire una diagnosi con la massima precisione: uno di questi esami è il Vaginal Health Index, che indaga elasticità vaginale, secrezioni vaginali, pH, mucosa epiteliale, idratazione della vagina per capire se c’è atrofia vulvo-vaginale.

Inoltre esistono dei farmaci, che non contengono ormoni, che possono aiutare a superare il problema – ma questo riguarda soprattutto le donne che escono da un tumore e dalla relativa cura onologica, per esempio. Uno di questi farmaci è noto con il suo principio attivo, l’ospemifene – già in uso in Europa e in America del Nord – che contribuisce alla normalizzazione del pH, rigenera degli strati di pelle della vagina, che aumenta a sua volta naturalmente la lubrificazione.

Atrofia vaginale, le conseguenze

Come molti problemi che si sviluppano all’interno dell’apparato riproduttivo, l’atrofia vaginale può creare grandi imbarazzi. Le donne hanno difficoltà a parlarne tra loro – in particolare quando è legata alla menopausa e quindi riguarda donne con un po’ di anni e pudori in più. Ma se non ne volete parlare con le amiche, è fondamentale che mettiate da parte i pudori con il vostro medico e il vostro ginecologo. Parlarne non è facile e crediamo sia giusto sperare sempre dall’altra parte in qualcuno che sia anche gentile, oltre che umano, ma dobbiamo ricordare che il medico è lì per fare il nostro bene e consigliarci al meglio.

Una delle conseguenze principali dell’atrofia vaginale colpisce il rapporto di coppia. Il problema rende infatti i rapporti potenzialmente dolorosi, può causare dispareunia e la donna potrebbe decidere di astenersi per un periodo indeterminato. Questo può causare una sensazione di rifiuto da parte dell’uomo, che si sente in colpa, il che può determinare disfunzioni erettili, eiaculazione precoce o altri disturbi che accomunano sfera psicologica a sfera sessuale tout court. In questo caso, un po’ di terapia di coppia non può che giovare.