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Come far crescere e durare un amore nell'era delle relazioni fluide e veloci

Relazioni fluide sono attraenti per molte persone perché offrono rapporti senza restrizioni. L’amore, invece, richiede, impegno e sforzi. Ecco come far crescere e durare un amore nell'era delle relazioni fluide e veloci.

Zigmunt Bauman è stato forse il pensatore e sociologo che ha meglio interpretato il caos che ci circonda e il disorientamento che viviamo. Specialmente con la fortunata serie di saggi, da Modernità Liquida del 2000 in poi, che lo ha trasformato in una superstar del pensiero sulla post-modernità, considerata un territorio incerto costellato da un esercito di consumatori che fanno di tutto per assomigliarsi l’uno con l’altro. Ma più di ogni altra cosa ci ha aiutato a comprendere meglio le dinamiche dell’amore.

Le relazioni fluide sono attraenti per molte persone perché offrono rapporti senza restrizioni, senza impegni. L’amore, invece, richiede, impegno e sforzi. I social network rendono facile trovare come abbandonare i partner, amplificando sempre di più una tendenza che è diventata dominante in Occidente. Il consumismo è diventato infatti il segno distintivo dell’Occidente, unica ideologia intoccabile con un unico nemico: l’amore.

Conta più la libertà o la sicurezza in una relazione?

Amore
Fonte: pixabay.com/it/

La relazione umana e la sua sorte sono in un’età in cui gli uomini e le donne sono disperati perché abbandonati a se stessi, si sentono degli oggetti a perdere e quindi sono ansiosi di instaurare delle relazioni. Ma sono allo stesso tempo timorosi di restare impigliati in relazioni stabili, per non dire definitive, pensando di non essere in grado di sopportare le responsabilità che comportano. L’amore fluido è proprio questo: un amore diviso tra il desiderio di emozioni e la paura del legame.

La libertà e la sicurezza sono valori entrambi necessari, ma sono in conflitto tra loro. Il prezzo da pagare per una maggiore sicurezza è una minore libertà e il prezzo di una maggiore libertà è una minore sicurezza. La maggior parte delle persone cerca di trovare un equilibrio, non sempre riuscendoci.

Siamo, quindi, condannati a tradire/essere traditi?

In una intervista concessa al quotidiano La Repubblica, Zigmunt Bauman affermò:

Nessuno è “condannato”. Di fronte a diverse possibilità sta a noi scegliere. Alcune scelte sono più facili e altre più rischiose. Quelle apparentemente meno impegnative sono più semplici rispetto a quelle che richiedono sforzo e sacrificio. È richiesta una volontà molto forte per resistere. Emmanuel Lévinas ha parlato della “tentazione della tentazione”. È lo stato dell’essere tentati ciò che in realtà desideriamo, non l’oggetto che la tentazione promette di consegnarci. Desideriamo quello stato, perché è un’apertura nella routine. Nel momento in cui siamo tentati ci sembra di essere liberi: stiamo già guardando oltre la routine, ma non abbiamo ancora ceduto alla tentazione, non abbiamo ancora raggiunto il punto di non ritorno. Un attimo più tardi, se cediamo, la libertà svanisce e viene sostituita da una nuova routine. La tentazione è un’imboscata nella quale tendiamo a cadere gioiosamente e volontariamente.

La quantità delle relazioni pesa di più della qualità?

Amore
Zygmunt Bauman, foto di M. Oliva Soto

Quando ciò che ci circonda diventa incerto, è invitante l’illusione di avere tante “seconde scelte”, che ci ricompensi dalla sofferenza della precarietà. Muoversi da una relazione all’altra, più promettente perché non ancora sperimentata e vissuta, sembra più allettante che impegnarsi in un lungo sforzo di riparazione continua che potrebbe richiedere una relazione stabile e duratura.

In una cultura consumistica come la nostra, che predilige prodotti pronti per l’uso, soluzioni rapide, soddisfazione immediata, risultati senza troppa fatica e ricette infallibili, quella di imparare ad amare è la promessa di rendere l’esperienza dell’amore simile ad altre merci, che attira e seduce sbandierando tutte queste qualità e promette soddisfazioni immediate e risultati senza sforzi.

L’amore è dunque la più grande vittima del nostro tempo, proprio perché la sua natura è opposta a quella che domina la società della soddisfazione immediata, senza rischi e con tutte le garanzie. Ma l’amore richiede impegno, sacrificio, nessuna assicurazione e poche garanzie, nessun risultato immediato senza sforzi. Il nostro è il tempo del desiderio, che meglio si associa, con il suo impulso distruttivo e di possesso, mentre l’amore è guidato da un impulso costruttivo, che vuole preservare e prendersi cura dell’oggetto d’amore e se tutto è mobile, fluido, in continuo divenire e instabile nel nostro mondo l’amore ne è l’eccezione. Un amore vero non si basa su ciò che si sta per ricevere, ma su quello che si è in grado di dare. Quindi l’amore vero è quello che dona, non quello che riceve.

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