Calo della libido: dal significato alle cause più frequenti

Cause e sintomi ma anche specificità, non solo di genere, sul calo della libido: cosa sapere su questo fenomeno multifattoriale e complesso

Il calo della libido è un fenomeno che può accadere a tutte e tutti nel corso della vita. Riconoscerlo però non è sempre facile e le cause possono essere molteplici: di natura fisica, di natura psicologica, croniche o contingenti. Il desiderio sessuale, infatti, non è un fattore costante, ma il risultato di un bilanciamento tra corpo, mente e relazioni. Comprendere il significato del calo della libido e individuarne le cause è quindi il primo passo per ridimensionare eventuali sensi di colpa e individuare i rimedi più adatti per ritrovare la propria serenità. Superare la vergogna e chiedere aiuto a un professionista, sia esso un ginecologo, uno psicologo o un sessuologo, è il primo passo per tornare a vivere la sfera intima in armonia.

Cos’è il calo della libido: significato e definizione

Il calo della libido (tecnicamente definito come desiderio sessuale ipoattivo) indica una riduzione persistente o ricorrente dell’interesse, dei pensieri e delle fantasie a sfondo sessuale, accompagnata da una marcata riduzione della ricettività agli stimoli intimi. La natura, la sessuologia moderna, e in particolare gli studi Rosemary Basson, distingue tra due modalità di attivazione del desiderio:

  • Desiderio spontaneo: la spinta interiore che nasce in modo autonomo, senza uno stimolo esterno immediato.
  • Desiderio reattivo (o responsivo): la risposta erotica che si accende solo in seguito a una stimolazione fisica, visiva o emotiva adeguata, all’interno di un contesto di relax e complicità.

È fondamentale sottolineare che la spinta sessuale non è statica, è anzi si modifica naturalmente lungo tutto l’arco della vita in risposta a stress, cambiamenti ormonali ed eventi relazionali. Come specificato da MSD Manual, si parla di una vera e propria condizione clinica solo quando questa assenza di desiderio si protrae per almeno 6 mesi e causa un disagio personale o di coppia clinicamente significativo.

Le cause del calo della libido

Cosa fare se non hai più voglia di fare sesso? Innanzitutto sarebbe mene individuare le cause che portano all’assenza di desiderio. Come anticipato, le cause della libido possono essere molteplici e talvolta interconnesse. Possono risiedere nella sfera prettamente fisica, ma anche in quella psicologica e relazionale. Qui di seguito una spiegazione più approfondita.

Cause ormonali e biologiche

Le variazioni chimiche ed enzimatiche del nostro corpo influenzano direttamente la libido e il desiderio sessuale.

  • Calo della libido in menopausa e perimenopausa: la progressiva calo degli estrogeni riduce la lubrificazione e l’elasticità dei tessuti vaginali, rendendo talvolta i rapporti dolorosi (dispareunia). Inoltre, la naturale flessione degli androgeni (come il testosterone) contribuisce ad attenuare il desiderio spontaneo.
  • Calo della libido e pillola anticoncezionale: alcuni contraccettivi ormonali (pillola, anello o spirale) aumentano i livelli di SHBG (Sex Hormone Binding Globulin), una proteina che lega il testosterone libero nel sangue rendendolo meno disponibile per attivare la risposta sessuale.
  • Condizioni mediche e alterazioni endocrine: ipotiroidismo, sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), iperprolattinemia o malattie croniche possono alterare la cascata ormonale e la sensazione di energia generale.
  • Effetti collaterali dei farmaci: terapie farmacologiche come gli antidepressivi , gli ansiolitici o alcuni farmaci per l’ipertensione sono noti per inibire sia la fase del desiderio che quella dell’orgasmo.

Cause psicologiche, emotive e relazionali

Così come il corpo, anche la mente gioca un ruolo importante nell’attivazione del piacere e nel desiderio sessuale. Un calo della libido può quindi essere ricondotto a:

  • Stress cronico e carico mentale: lo stress aumenta i livelli di cortisolo, che inibiscono direttamente la produzione degli ormoni sessuali. La gestione continua delle responsabilità quotidiane, lavorative e familiari lascia poche energie mentali da dedicare all’intimità.
  • Ansia, depressione e immagine corporea: il “cattivo” umore spegne la ricerca del piacere. Inoltre, una percezione negativa del proprio corpo crea insicurezza e impedisce di lasciarsi andare completamente nella sfera intima, andando così a minare indirettamente il desiderio sessuale.
  • Dinamiche di coppia e routine: incomprensioni non risolte, risentimenti accumulati, mancanza di comunicazione o una vita di coppia fortemente prevedibile possono far scemare la dimensione del corteggiamento e dell’attrazione reciproca, portando così a un calo della libido.

Si può diagnosticare il calo della libido?

Trattandosi di un fenomeno multifattoriale che, come abbiamo visto, coinvolge sia la sfera fisica che quella psicologica, il percorso diagnostico non si basa su un unico test, ma su un approccio integrato (spesso multidisciplinare, che vede coinvolti ginecologo/andrologo, endocrinologo e sessuologo).

In ambito prettamente clinico e di ricerca possono essere utilizzati questionari standardizzati per valutare la funzione sessuale, il desiderio e l’eventuale disagio associato. Tra i più utilizzati ci sono:

  • FSFI (Female Sexual Function Index): questionario multidimensionale per valutare diversi aspetti della funzione sessuale femminile, tra cui desiderio, eccitazione, lubrificazione, orgasmo, soddisfazione e dolore.
  • FSDS-R (Female Sexual Distress Scale-Revised): misura il disagio personale associato alla propria vita sessuale e può essere utilizzato, insieme ad altri strumenti, nella valutazione del desiderio sessuale ridotto.
  • IIEF (International Index of Erectile Function): questionario validato per la popolazione maschile che valuta diversi aspetti della funzione sessuale, tra cui desiderio sessuale, funzione erettile, orgasmo e soddisfazione.

È importante sottolineare che questi strumenti non consentono, da soli, di individuare la causa di un calo della libido né di formulare una diagnosi: servono piuttosto a raccogliere informazioni standardizzate che, insieme all’anamnesi e alla valutazione clinica, aiutano il professionista a inquadrare il problema.

In merito al calo della libido, infatti, possono essere prescritti esami diagnostici prettamente fisici: dal profilo ormonale alla funzione tiroidea, si vanno anche a indagare le eventuali cause corporee legate al problema. Nella donna ad esempio si valutano secchezza vaginale, ipertono del pavimento pelvico, vulvodinia e così via. nell’uomo si esamina invece la struttura della prostata e la presenza di eventuali disturbi fisici legati all’erezione.

Calo della libido femminile

Il calo della libido può arrivare a colpire, come si legge su My Cleveland Clinic, 1 uomo su 5, ma presenta incidenze molto più alte con le donne (interessando fino al 30-40% delle donne nel corso della vita). Per le donne esistono infatti fattori scatenanti specifici di natura biologica, ormonale e ginecologica. Tra questi rientrano:

  • Fasi di transizione ormonale: gravidanza, post-partum, allattamento, perimenopausa e menopausa.
  • Disturbi fisici e dolore: secchezza vaginale, difficoltà o impossibilità a raggiungere l’orgasmo (anorgasmia), infezioni ricorrenti da candida o del tratto urinario.
  • Condizioni dell’apparato riproduttivo ed endocrino: patologie come l’endometriosi, la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) e i disturbi tiroidei.

Gli ormoni giocano quindi un ruolo centrale, ma la risposta sessuale femminile è guidata da una fitta rete di specificità fisiche, emotive e relazionali che variano da persona a persona: l’approccio al problema, se inteso come tale, deve essere quindi trattato in modalità multifattoriale e transdisciplinare.

Come combattere il calo della libido: rimedi

Poiché non esiste un’unica causa alla base del problema, non esiste nemmeno un’unica soluzione valida per tutti. I rimedi per il calo della libido dipendono strettamente dalla diagnosi e dai fattori che hanno scatenato l’assenza di desiderio. Si può quindi intervenire in modi diversi:

  • Revisione dei farmaci: se il calo della libido è un effetto collaterale di una terapia in corso (come gli antidepressivi SSRI o i contraccettivi ormonali), il medico curante può valutare una modifica del dosaggio o la sostituzione del principio attivo.
  • Trattamenti ormonali: in caso di scompensi accertati, si può ricorrere alla Terapia Ormonale Sostitutiva (TOS) in menopausa o alla terapia sostitutiva con testosterone nell’uomo, sempre sotto stretto controllo endocrinologico.
  • Soluzioni locali e benessere intimo: se il disinteresse nasce da dolore o fastidio durante i rapporti, l’uso di lubrificanti a base d’acqua, idratanti vaginali all’acido ialuronico o estrogeni topici può ripristinare il comfort fisico.
  • Supporto psicologico e sessuologico: se l’origine è emotiva o relazionale, la psicoterapia individuale, la terapia di coppia o la consulenza sessuologica aiutano a decostruire l’ansia da prestazione e a riattivare la complicità.
  • Stile di vita e gestione dello stress: integrare tecniche di rilassamento (come la mindfulness), curare l’igiene del sonno, praticare regolare attività fisica e ridurre il carico mentale aiutano a riabbassare i livelli di cortisolo, riaprendo lo spazio per l’intimità.

Nota: Prima di intraprendere qualsiasi terapia o assumere integratori, è fondamentale consultare un ginecologo, un andrologo o un sessuologo clinico per individuare il percorso più idoneo al proprio specifico caso.

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