"In coppia aperta ho capito che ossessionati dal sesso sono i monogami" | INTERVISTA

"Tuo marito può non dirti “ti amo” per anni e la coppia regge, ma se si fa una sola sveltina con un’altra una volta, va tutto in vacca. Quelli veramente ossessionati dal sesso non siamo noi poliamorosi, sono i monogami."

Carlo e Mara (nomi di fantasia) sono una coppia che ormai da qualche tempo vive una relazione aperta. Poliamorosa, come la definiscono loro, anche se “alcuni potrebbero storcere il naso sul termine, che può intendere tante sfumature diverse”.

Carlo è pansessuale, mentre Mara è eterosessuale.
“Ho provato con una donna una volta – mi confessa lei – è stato interessante ma non mi è venuta voglia di rifarlo. Però, chissà, sono convinta che nella vita tutto dipenda dalle persone che incontri. Chiunque si può innamorare di chiunque per me. Basta il giusto feeling”.

Insomma, avrete capito che sono una coppia tutt’altro che convenzionale, anche se dall’esterno non lo si direbbe mai, a riprova di come non ci sia alcun canone estetico o comportamentale che possa palesare le dinamiche interne di una relazione.

La curiosità di saperne di più però c’è, per questo ho chiesto loro di raccontarmi meglio della loro coppia.

Come mai questa scelta?

“È una domanda che ci fanno tutti – inizia lui – e ogni volta mi viene voglia di rigirarla al mittente. Perché alle coppie monogame non si chiede il perché della loro scelta?”

Non è una scelta. – Gli fa eco Mara – Essere monogami è una cosa che si dà per scontata. È così e basta. Non ci viene insegnato nessun altro modo di avere una relazione. Non esistono alternative. Però le alternative ci sono eccome.

Voi ne siete un esempio

“Sì, ma non è stato affatto facile capirlo. Non hai nessun elemento di riferimento. Quanti film, libri o esempi di coppie aperte ci sono? Solo negli ultimi tempi se ne sta parlando, ma fino a poco tempo fa era un argomento super tabù. Non se ne parla e piuttosto che mettersi in discussione la gente preferisce tradire.”

Immagino sia perché si pensa di non essere in grado o che l’altro non possa capire. Mica facile sentirsi dire dal proprio compagno o compagna “ho voglia di avere altri partner sessuali”.

“No, non lo è – conferma Mara – ma l’alternativa sarebbe peggiore. Non è facile perché si dà un’importanza al sesso che è davvero esagerata. La fedeltà, che tra parentesi è un termine orribile per come la si intende, è considerata molto più importante dell’amore. Tuo marito può non dirti “ti amo” per anni e la coppia regge, ma se si fa una sola sveltina con un’altra una volta, va tutto in vacca. Quelli veramente ossessionati dal sesso non siamo noi poliamorosi, sono i monogami.”

È un’affermazione molto forte.

“Lo è, ma credo sia palese che in una relazione aperta si viva il sesso con molta più leggerezza. Che non vuol dire in modo superficiale, ma solo che lo si mette in prospettiva. Lo si toglie dal piedistallo su cui la società lo ha messo.”

"La zoccola etica": guida al poliamore e alle relazioni aperte di Dossie Easton

Ora un’altra domanda che vi avrà già dato la nausea: non siete gelosi?

“Certo che lo siamo – risponde Carlo ridendo – siamo umani pure noi. La gelosia è una reazione molto fastidiosa, ma naturale. Pure i bambini lo sono e nessuno insegna loro a esserlo. Il segreto non è cancellare la gelosia, ma saperla gestire.”

E come si fa?

“La gelosia non è mai causata dall’altro, sembra strano dirlo ma è così: dipende più da se stessi che dal proprio o propria partner. Inoltre la gelosia non è mai solo gelosia, è più un insieme di cose: è insicurezza, è invidia, è possessività. Se si riesce ad analizzare i propri sentimenti e capire cosa li scatena, ci si può lavorare e renderli molto più gestibili.”

Ma non è una faticaccia? Nel senso, chi ve lo fa fare?

“Beh, abbiamo da guadagnarci – mi rispondono entrambi – e poi più ci si abitua a farlo più è facile, come tutte le cose”.

E non avete paura che uno di voi possa innamorarsi di un’altra persona?

“All’inizio io ero terrorizzata – confessa Mara – però riflettendoci è una paura che interessa qualsiasi coppia, aperta o chiusa che sia. Con il tempo ho anche capito che c’è una bella differenza tra innamoramento, la cosiddetta cotta, e l’amore.”

Vi è mai capitato?

“Qualche cotta sì, è capitata. Alcune sono poi finite nel nulla, altre sono diventate belle amicizie. Per ora nessuno dei nostri rapporti esterni si è evoluto al pari dell’amore che c’è tra noi, però mai dire mai, ma sai una cosa? L’amore non è mica una torta da spartire. Quante persone si amano contemporaneamente senza nemmeno accorgercene? Si hanno gli amici, i genitori, i figli. Sono tutte persone che si amano, in modi diversi, ma si amano. Perché nel momento in cui subentra il sesso deve diventare tutto così esclusivo?”

Beh, tutto molto bello, in teoria, ma nella pratica non so quante persone riuscirebbero a fare ciò che fate voi.

“Sai una cosa? – interviene Mara – A noi non frega proprio nulla se gli altri ci riescono o meno. È una cosa che anche dei nostri partner ci dicono spesso. ‘Io non ci riuscirei mai’ e la cosa mi sta un po’ sul c*lo sinceramente. Perché me lo devi dire? Non ti rendi conto che così mi, anzi ci, fai sentire sbagliati? Molto più della gelosia è il giudizio delle persone a rendere difficile la vita a chi sta in una coppia aperta.

“Io non ho problemi a dire di essere pansessuale, ma che sono poliamoroso lo sanno davvero poche persone. – aggiunge Carlo – E questo dovrebbe far capire quanto ancora sia difficile mostrarsi in tal senso”.

Mi scuso per la domanda allora.

“Ti perdoniamo.”

In ultimo, avete qualcosa che vorreste dire a chi legge la vostra intervista?

“Di non avere paura a mettere in discussione le proprie convinzioni, – risponde Carlo –quantomeno il tempo che serve per leggere questo articolo. Non succede nulla se si sospende per un attimo il giudizio e si prova a capire un punto di vista diverso. Non siamo contagiosi, i monogami convinti non cambieranno idea, ma a noi migliorerebbe molto la vita se in tanti iniziassero a farlo.”

Insomma, la gente dovrebbe imparare a farsi gli affari propri?

“Sì e no, informarsi, essere curiosi, chiedere con rispetto è una cosa positiva. Ci farebbe piacere se dopo l’intervista ci fosse qualcuno curioso che vuole saperne di più. Sono gli insulti e la supponenza di stare dalla parte giusta che la gente dovrebbe imparare a tenere per sé, per il resto, se vogliono, che chiedano pure.”

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