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"La zoccola etica": guida al poliamore e alle relazioni aperte di Dossie Easton

No alla monogamia, benvenuto poliamore. È questo in breve il pensiero di Dossie Easton, femminista che ha scritto il libro "La zoccola etica".
Questo contenuto fa parte della rubrica “Storie di Donne”

Ci ha messo 17 anni ad arrivare in Italia, ma alla fine La zoccola etica è stata pubblicata anche nel Belpaese nel 2014. Parliamo del libro a firma di Dossie Easton e Janet Hardy, che ha scandagliato una questione interessante: il poliamore, ossia la non-monogamia consensuale. Si tratta di un vero e proprio manuale su come fare per aderire al poliamore.

Nella biografia presente sul suo sito, Dossie afferma:

Ho abbandonato il college nel mio secondo anno e mi sono trasferita nel Lower East Side di New York per essere una rivoluzionaria psichedelica ed esplorare la sessualità e la spiritualità in tutti i modi che ho potuto trovare. […] Ho attualmente sessantacinque anni e mi godo una vita ricca e sexy con la mia amata nelle montagne di West Marin.

È chiaro quindi che Dossie non è certo una donna convenzionale, nella sua vita si è impegnata in molti progetti: ha gestito corsi di autodifesa per le donne, è stata una volontaria in aiuto a chi è stata colpita da violenza sessuale, ha avuto uno show alla radio… Tuttavia la particolarità che la distingue maggiormente è proprio quella scelta poliamorosa raccontata nel libro.

Sono stata una zoccola da quando avevo 18 anni. Nel 1962  sono fuggita per la prima volta dai miei genitori e dalla cultura dominante, ma per alcuni anni ho creduto comunque che alla fine mi sarei sistemata in una relazione di tipo matrimoniale.

Ha raccontato la donna in un’intervista per Polyamory. La svolta decisiva avviene infatti nel 1969, in piena post-Summer of Love. Ritrovatasi a essere una madre single e scopertasi bisessuale, Dossie si è motivata a mettere in discussione tutto e ha deciso di non essere mai più monogama. E in effetti così è stato. Da allora Easton ha fatto parte di vari gruppi femministi nel tempo.

Non avevo problemi a essere monogama quando ero in coppia, ma ogniqualvolta fossi stata single mi sarei goduta davvero una varietà di partner, uomini e donne, e non sopporto che qualcuno pensi che non potessi. […] Nel 1969 ho fatto una promessa a me stessa: non sarei mai più stata lo zerbino di qualcuno. Mi sono resa conto di quanto avessi tentato di censurare il mio comportamento e la mia espressione sulla base del fatto che era improbabile avere successo, essere intelligente o avere un mio destino.

Inizia così a frequentare comunità poliamorose nate dal ’68, per le quali racconta:

Abbiamo cresciuto insieme i nostri figli mentre ci siamo sforzati di trovare un posto nella cultura e nell’economia.

Nonostante l’appoggio delle comunità, nel 1969 Dossie rappresentava comunque una specie di mosca bianca, la gente la riteneva pazza; mentre oggi viene pagata per parlare a quello stesso college che lasciò nel 1962. La donna si ritiene fortunata, perché ha potuto partecipare alla Summer of Love espandendo e condividendo non solo la propria sessualità, ma anche una serie di affetti e una famiglia, che forse non lo è nel senso convenzionale del termine, ma che rimane pur sempre una famiglia.

La zoccola etica nasce comunque in un clima di opposizione a determinati luoghi comuni della società, che non sono necessariamente in opposizione al poliamore, ma sono di fatto retaggi da combattere (anche se oggi abbiamo fatto molti passi avanti). Dossie Easton e Janet Hardy all’epoca avevano scritto già insieme. Durante un convegno, si ritrovarono a parlare di bondage e sadomaso di fronte a una platea, raccogliendo poi i giudizi delle persone a margine dell’incontro. Molti non capivano come le due potesse stare di fronte a una folla a parlare di argomenti sessuali. Fu allora che Janet e Dossie compresero l’urgenza di scrivere il volume.

E a proposito del BDSM, Dossie non ha mai nascosto di praticarlo felicemente, anche a costo di ricevere le critiche dalle stesse femministe, per le quali le pratiche di sadomasochismo nasconderebbero una sottomissione al “patriarcato”. A queste Dossie risponde:

C*****e. Sono stato un masochista attivamente praticante dal 1974 e durante questi trentasei anni ho cresciuto una bambina, ho lavorato a tempo pieno in un ricovero per donne maltrattate, completato la scuola di specializzazione, ho acquisito una licenza professionale in psicoterapia, scritto cinque libri e tre seconde edizioni con il mio co-autore e numerosi articoli e pubblicato un po ‘di poesia e ho comprato una casa completamente da sola e ho fondato un’attività, prodotto e recitato nel mio programma radiofonico. Non sono mai stata supportata da nessun partner, maschio o femmina, e sono ferocemente indipendente. Chiedi alla mia compagna: non le dispiace, anche lei è ferocemente indipendente. Ti sembro forse una schifosa vittima del patriarcato?

E a coloro invece che vedono nel poliamore e BDSM una correlazione, dice:

Non la posso nemmeno azzardare l’ipotesi secondo cui le persone SM potrebbero essere più inclini al poli rispetto ad altre, perché sono molte le coppie monogame che praticano una qualche forma di BDSM in privato, a casa, dove non le vediamo mai. La mia esperienza è che in una cultura repressiva ci vuole un sacco di pensiero e coraggio per infrangere le regole e vivere la vita sessuale che si vuole veramente vivere, e che le persone che possono violare le regole in una zona hanno maggiori probabilità di capire come liberarsi anche nelle altre.

Nel libro affronta alcuni temi scontati, come la gelosia, dei conflitti, ma si parla anche e soprattutto di condivisione. Perché è questo che rappresenta il poliamore. Secondo Dossie Easton:

Veniamo da una storia di soppressione culturale del sesso le cui conseguenze possono essere viste in moltissimi tipi di credenze e costumi. Quello che incoraggio a fare è esaminare attentamente le convinzioni che iniziano con “il sesso va bene solo se…”. Come se solo limitandosi si può essere una persona morale, mentre se si vivono tutte le possibilità che il sesso tra adulti consenzienti permette allora sei “andato troppo oltre”. Credo fortemente che l’etica sessuale non sia definita dalle condizioni che portano a negare il sesso, ma piuttosto da quanto bene tratti le persone con cui entri in contatto intimo.

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