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Galleria: Rocco Siffredi, avere un figlio pornostar: “Quando mia madre comprò un porno”

Rocco Siffredi, avere un figlio pornostar: "Quando mia madre comprò un porno"

Ha più volte annunciato, e poi smentito, il suo ritiro. La verità è che Rocco Siffredi ama troppo i mondo del porno per abbandonarlo. Del resto, persino sua madre comprese subito la sua passione, e Rocco lo capì quando lei si presentò a casa con un giornalino hard...

Dopo la fine dell’Isola dei Famosi, nel 2015, aveva promesso che si sarebbe ritirato dal mondo del porno, come del resto aveva già fatto una prima volta, nel 2004, ma il richiamo di quello che da più di trent’anni è il suo mondo, il mondo che lo ha reso una vera celebrità, è stato troppo forte. Così, nel gennaio del 2017 Rocco Siffredi è tornato a interpretare un film hard assieme a Malena, giovane talento emergente del genere e anche lei ex naufraga del reality show targato Canale 5.

Nel corso della sua lunghissima carriera Rocco è diventato una vera e propria icona, conosciutissimo anche al di fuori del mondo della pornografia; è un personaggio amato a cui è stata persino dedicata una serie, Casa Siffredi, e che non ha mai nascosto le proprie fragilità, compresa la dipendenza dal sesso, che dunque per lui, più che una professione, ha da sempre rappresentato una vera e propria passione.

Nel corso di una recente intervista rilasciata a Massimo Giletti nel corso del suo programma Non è l’Arena, Rocco ha parlato anche dei suoi genitori, e di come avessero preso la notizia del suo ingresso nel mondo del porno.

Avere una madre come la mia è stata la mia più grossa fortuna – ha dichiarato – lei ha sempre voluto solo il mio bene, perché un genitore vuole solo il sorriso del figlio, che sia gay o che voglia fare il pornostar.

Del resto, ha proseguito, capire che era affascinato dal mondo del sesso non era affatto difficile, dato che, ha raccontato a Giletti, ad appena undici anni tornava a casa da scuola e si chiudeva in bagno a masturbarsi per ore.

Mia madre una volta mi vide dallo specchio, per la vergogna non uscii di casa per tre ore mentre lei mi chiamava dicendo ‘Rocco, la pasta è pronta, vieni!’. Alla fine, quando ho trovato il coraggio di andare lei i ha solo detto ‘Ecco, ora si è freddata’. Da lì ho capito che l’avrei avuta dalla mia parte.

E la mamma lo ha difeso anche nei periodi in cui Rocco aveva tutti contro, dai fratelli (“Non mi hanno lasciato toccare i loro figli per sei mesi”, ha detto) fino ai vicini di casa, che le andavano a chiedere cosa mai fosse passato nella testa del suo ragazzo.

Un giorno mia madre rispose ‘Gli ho fatto un coso così, dovrà pure usarlo in qualche modo!’. Da quella volta nessuno si azzardò più a fare domande.

Nei suoi ricordi dei genitori c’è spazio anche per quello di quando la madre comprò una rivista porno e la portò a casa. “Ma tu glielo metti davvero lì?”, gli chiese lei. “No mamma, non vedi che è di fianco?” rispose lui.

Ma, se la mamma ha dimostrato di accettare da subito le scelte professionali del figlio, Rocco da Giletti ha affermato di essere pienamente il figlio di suo padre; un uomo, racconta, che non aveva passioni, non aveva interessi, voleva sempre e solo fare sesso. Tanto che, in un’intervista per Panorama, ha confessato di aver portato papà da una prostituta, a 80 anni.

[…] mi era giunta voce che avesse iniziato a provarci con le babysitter di tutti i nipoti. L’ho fatto venire a Budapest, gli ho messo una ragazza in macchina e mi sono allontanato. Ha fatto l’amore due volte, quella sera. Il giorno dopo l’ho trovato con la tuta, sul tapis roulant, rinato. Mi sono messo contro tutta la famiglia, ma sono felice di averlo fatto.

Il rapporto di Rocco con il sesso, però, è più complesso di quanto si potrebbe pensare; “La cosa più schifosa che è successa nella mia vita è questa – ha detto nel corso di un’intervista al programma radiofonico La Zanzara – quando giocavo con mio figlio, Lui [il suo pene, ndr.] mi prende, mi tira via e ti porta a fare sesso. Decide lui cosa devi fare. E la parte più negativa è quando ritorni e i tuoi figli ti dicono, dove sei stato, perché non eri con noi? E ti senti una supermerda […] è Lui, il diavolo. Io ci parlo. Davvero, non sto scherzando. Spesso gli dico: oggi non mi abbandonare, non mi mollare proprio adesso. Non tutti i giorni sono uguali, non tutti i buchi sono uguali, non tutte le fighe sono uguali”.

E, in fondo, alla base della scelta di proseguire con la carriera da divo dell’hard c’è proprio la consapevolezza di non poter fare a meno del sesso e di non sapere in quale altro modo poter sfogare il proprio desiderio.

Conosco l’animale che c’è in me – ha dichiarato a Panorama – Ho paura che se smettessi ricomincerei a farmi delle amanti, o ad andare con le prostitute, rischiando di perdere la mia famiglia.

E c’è anche un segreto “inconfessabile” nel passato dell’attore abruzzese, rivelato per la prima volta nel documentario Rocco, uscito nel 2016 e trasmesso su Netflix, che il divo ha presentato anche alla 73esima Mostra del Cinema di Venezia. Riguarda un episodio “particolare” (per usare un eufemismo) accaduto durante il funerale della madre con un’amica settantenne di quest’ultima.

Sono stato con una vicina di casa di mia madre. Piangevamo, ci abbracciavamo. Ci siamo stretti e a un certo punto mi è partito l’embolo. Erano due mesi che ero attaccato a mia madre, la vedevo vomitare sangue fino a quando non è morta. L’ho tirato fuori, era durissimo e gliel’ho messo in bocca e sono venuto. L’ho rimesso dentro, mi sono vergognato da morire e me ne sono andato. Ci siamo guardati e per lei è come se ci fossimo baciati.

Nel mondo di Rocco, però, al di là della passione per il porno, c’è solo una donna: la sua Rozsa, sposata nel 1993 e madre dei suoi figli. Colei che Rocco ama definire “non una donna, ma LA donna”.

Mia moglie Rosa non la cambierei per nulla al mondo, o magari solo con una donna che ce l’ha fatta per traverso – ha dichiarato al Fatto Quotidiano – Quindi mi sembra proprio impossibile.

Nella gallery ripercorriamo le tappe più importanti della carriera e della vita del divo del porno per antonomasia che, con 720 film come attore e 344 come regista, può essere considerato a pieno diritto il re dell’hard. Nella gallery ripercorriamo la sua carriera.

Rocco Siffredi, avere un figlio pornostar: “Quando mia madre comprò un porno”

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