
Microtradimenti: cosa sono davvero e perché fanno male (anche senza sesso)
Con i social network il fenomeno è amplificato ma non è limitato a essi. Microtradimenti: cosa sono e come prevenirli parlando serenamente con il partner o la partner.

Con i social network il fenomeno è amplificato ma non è limitato a essi. Microtradimenti: cosa sono e come prevenirli parlando serenamente con il partner o la partner.

Sappiamo tutte e tutti cos’è il tradimento vero e proprio in una relazione sentimentale, ovvero quando si instaura un legame fisico ed emotivo con una terza persona da parte di uno dei membri della coppia (ma ci potrebbero essere delle differenze da persona a persona, perché c’è chi considera il tradimento fisico in senso stretto non un vero e proprio tradimento). Da quando esistono i social network si parla però sempre più di microtradimenti: cosa sono?
Una premessa è d’obbligo: che si tratti di tradimenti o microtradimenti, la percezione personale su un’incrinatura del rapporto di coppia o addirittura una rottura è qualcosa di estremamente personale. Le coppie scrivono le loro regole di comune accordo, e ciò che può sembrare grave a qualcuno può apparire lieve a qualcun altro. Conoscersi e capirsi anche su questo punto è fondamentale.
Nei microtradimenti non ci sono rapporti sessuali, non ci sono baci alla francese. C’è però – esattamente come in un’infedeltà “tradizionale” – un frantumarsi della fiducia. Le forme in cui si presenta il microtradimento possono essere diverse: avviene soprattutto online (con messaggi rivolti a persone con cui si condivide un’intimità segreta, o con cui la si è condivisa come un ex partner), attraverso il flirt o l’incoraggiamento di una persona che ci piace a pensare che siamo liberə e disponibili, utilizzare app di incontri nonostante si sia in una relazione consolidata.

Possono essere piccoli subdoli gesti, ma la fiducia e l’intimità di coppia rischiano di essere erose in questo processo. Però c’è un discrimine rappresentato da trasparenza e consenso. Che cosa significa? Facciamo un esempio pratico. Si è in un matrimonio in cui le esigenze sessuali della coppia sono diverse, e quindi lui o lei mette in chiaro tutto dall’inizio e l’altra persona non ha nulla in contrario a che la persona con le esigenze le cerchi fuori. Naturalmente, questa informazione deve essere condivisa anche con la persona con cui si instaura la relazione “terza”, e che quindi così non rischia di essere un tradimento. Con i microtradimenti non cambiano le cose: se si sono messi determinati paletti in maniera consensuale, è solo al di fuori di essi che può venire a mancare la fiducia.
Anche nel ravvisare i segnali del microtradimento, questi segnali possono essere labili: in altre parole, non basta che il nostro partner o la nostra partner posino lo smartphone sempre a faccia in giù. Di solito il microtradimento si concretizza con un calo di attenzione o disponibilità verso la persona con cui si sta in una relazione consolidata, esattamente come in un tradimento “tradizionale”. Tuttavia non bisogna lasciarsi ossessionare dalla possibilità che il microtradimento (o il tradimento) stia avvenendo: ci si può sentire umiliatə, pensare di aver investito tempo e impegno in una relazione che non era degna di questo nome. Ma la nostra esistenza non si esaurisce solo in questo, e ci sono comunque delle soluzione, come per esempio abbracciare la terapia di coppia, se si vuole tornare a un “ripristino di sistema” della relazione, come faremmo dopo aver preso un virus sul computer.

Come detto, tutto parte dai paletti. La coppia che vuole fare sul serio deve sedersi a un tavolo e capire quali sono questi paletti (si possono risentire gli ex con cui si è rimasti in buoni rapporti? si può messaggiare con persone conosciute sui social e instaurare un rapporto di intimità che non si concretizzerà mai con un contatto fisico? si può flirtare con qualcuno che ci piace ma non più di questo? quali sono i confini dell’intimità emotiva?).
Nel momento in cui si pensa che il microtradimento sia avvenuto, bisogna affrontare l’altra persona con un atteggiamento assertivo. Bisogna spiegare cosa si è scoperto nella massima tranquillità e cercare di capire come uscirne. A volte si può salvare il salvabile, ma altre volte no, e la rottura è la cosa migliore che può capitarci.

Vorrei vivere in un incubo di David Lynch. #betweentwoworlds
Cosa ne pensi?