Pillola del giorno dopo: gli effetti del farmaco e la disinformazione

La pillola del giorno dopo ha sollevato, fin da subito, parecchie polemiche ancora irrisolte. Facciamo un po’ il punto della situazione.

La pillola del giorno dopo è un farmaco utilizzato come metodo di contraccezione post-coitale entro le 72 ore (3 giorni) successive a un rapporto sessuale. Esistono differenti tipi di pillole ma il principio attivo è lo stesso presente anche in altre pillole contraccetive, però impiegato con un dosaggio 10-15 volte maggiore rispetto al dosaggio giornaliero (1,5 mg). Questo principio blocca l’ovulazione. È stato inoltre riscontrato che può impedire la fecondazione inibendo il trasporto degli spermatozoi.

Sono sempre più giovani, anche 12 o 13 anni, le ragazze che ricorrono alla pillola del giorno dopo. Sono abbastanza sicura che esse non leggeranno questo articolo, ma semmai le loro madri lo faranno ed è a loro che mi rivolgo.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) la pillola del giorno dopo non è in grado di impedire né l’ingresso dello spermatozoo nell’ovulo, né l’annidamento dell’ovulo fecondato nell’utero. Per tale motivo tale pillola è stata catalogata come anti-ovulatorio.
Ci sono molti movimenti pro-life che, per queste ragioni, la accusano di avere effetti abortivi e pertanto hanno avviato una lotta contro di essa. Ma, d’altro canto, studi più recenti tengono a sottolineare che la pillola del giorno dopo non è un metodo abortivo.

L’efficacia di questa pillola dipende dalla tempestività con cui viene assunta dopo il rapporto sessuale a rischio. Secondo uno studio dell’OMS su 5000 donne, la sua assimilazione diminuisce le probabilità di rimanere incinta dal 60% al 90%. In generale, l’assunzione del farmaco entro le prime 24 ore dal rapporto a rischio garantisce un’efficacia del 95% e scende fino ad annullarsi nelle 72 ore.

Il ricorso frequente a questo farmaco, però, comporta un aumento dei suoi effetti collaterali, in particolare per quanto riguarda la regolarità del ciclo mestruale. Ad ogni modo, l’utilizzo ripetuto non presenta rischi conosciuti per la salute. In alcuni casi provoca effetti collaterali quali nausea, vomito, perdite ematiche, ecc. Bisogna anche sottolineare che non protegge dalle malattie sessualmente trasmissibili. In Italia la pillola del giorno dopo può essere venduta dietro prescrizione medica con ricetta non ripetibile. Per poter assumere il farmaco è quindi necessario rivolgersi a un consultorio, al proprio medico di famiglia, a un ginecologo o al pronto soccorso.

Ovviamente la Chiesa Cattolica ha mosso numerose obiezioni all’utilizzo di questo farmaco sostenendo che la sua commercializzazione come contraccettivo d’emergenza non sia corretta, poiché considera la pillola del giorno dopo come un aborto realizzato con mezzi chimici. Secondo la Chiesa, infatti, la gravidanza comincia dalla fecondazione, quindi tale pillola provocherebbe l’espulsione e la perdita dell’embrione. La Chiesa esorta tutti gli operatori del settore a mettere in atto un’obiezione di coscienza morale benché in molti paesi (tra cui l’Italia) l’obiezione di coscienza contro questo farmaco sia illegale.

Credo che ogni donna sia libera di agire come meglio crede, soprattutto in base alla singola realtà di vita di ognuna di noi. Ma credo anche che sia fondamentale sapere e conoscere prima di lodare o criticare.

Articolo originale pubblicato il Febbraio 11, 2013

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