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Priapismo, quando l'erezione maschile diventa un problema

Erezioni prolungate e dolorose non sono sinonimo di piacere, ma anzi rappresentano l'input che forse si è affetti da priapismo. Ecco di cosa si tratta.

Il priapismo è una condizione legata al comportamento anomalo dei corpi cavernosi del pene. Il membro maschile contiene infatti tre corpi cavernosi, all’interno dei quali le arterie aumentano il proprio flusso quando si è eccitati: è dai corpi cavernosi che infatti parte l’erezione.

Con il priapismo, l’erezione avviene comunque, ma non per uno stimolo fisico o mentale, come avviene nella normale eccitazione. Anzi, appunto, il priapismo è un problema e quindi non è legato in maniera più assoluta al concetto di piacere – tanto più che è un problema in alcuni casi – e ora vedremo quali – molto doloroso. Ma di cosa si tratta e da cosa dipende? Scopriamolo insieme.

Priapismo, il significato

Priapismo
Fonte: Pixabay

L’etimologia della parola «priapismo» è legata alla mitologia greca e romana e quindi al dio Priapo, che era dotato di un enorme pene – come testimonia l’iconografia – e simboleggiava la fertilità e la potenza sessuale. Da qui la grande incomprensione secondo cui il priapismo sia legato al piacere o alla ricerca di esso e la conseguente confusione con la satiriasi. Priapo era però appunto un dio – figlio di Dioniso e Afrodite – e non un satiro, che è un essere mitologico ben diverso da un dio. E la satiriasi è qualcosa che coinvolge la psiche, non il corpo in senso stretto.

Priapismo, le cause

Partiamo dal fatto che esistono due tipi di priapismo: ischemico e non ischemico. Nel primo caso che, come indica Msd Manuals, è provocato dall’insufficienza del afflusso venoso, non c’è decongestionamento e durante o dopo quattro ore di erezione prolungata si viene colpiti da dolore intenso (anche perché ne sono interessate le vie urinarie). Se il problema non viene risolto, si può andare incontro a disfunzione erettile o addirittura cancrena.

Il secondo caso è provocato solitamente da una fistola arteriosa a seguito di un trauma (non fa male però e non ci sono le conseguenze terribili come nell’altro caso). Tra le cause, in generale, più frequenti del priapismo ci sono gli effetti collaterali di una terapia farmacologica per contrastare la disfunzione erettile. Altre cause negli adulti sono l’assunzione di cocaina o anfetamine, farmaci beta-bloccanti, medicine contro la coagulazione o l’ipertensione, antipsicotici. Altre cause sono disturbi ematologici come la talassemia, la leucemia e il linfoma, oppure anche il cancro alla prostata. La condizione può colpire anche i bambini a causa di disturbi ematologici.

Priapismo notturno e mattutino

Priapismo
Fonte: Pixabay

Alcuni uomini che vengano colpiti dal disturbo potrebbero riscontrare un priapismo nelle ore notturne o al mattino, in corrispondenza dell’erezione che avviene negli uomini durante la notte. È fondamentale in questi casi controllare la durata dell’erezione e, secondo Incontinenza Uomo, si può appoggiare del ghiaccio sul pene per ridurre la congestione dei corpi cavernosi. È consigliabile anche una lieve pressione, in contemporanea, sul perineo. Tuttavia il sito consiglia, se il problema dovesse persistere per più di sei ore, di rivolgersi al pronto soccorso. Ma quand’è in generale che si deve optare per il medico e quindi per una terapia?

Priapismo, la terapia

Intanto è abbastanza chiaro che il priapismo ischemico è più grave e richiede più attenzioni. In questi casi, è bene fare in fretta, tanto che si arriva in pronto soccorso in codice rosso, dato che il problema deve essere trattato in non più di 8 ore o si rischia di perdere per sempre la funzione erettile – o, trascurando tutto, come abbiamo accennato, andare incontro a necrosi o cancrena del pene. Il rischio è dovuto alla scarsa ossigenazione che potrebbe colpire i tessuti, ma comunque Humanitas consiglia di rivolgersi al medico per un’erezione prolungata di 4 ore. Solitamente il primo passo è un’iniezione di farmaci nel pene insieme con un drenaggio, ma si potrebbe rendere necessario anche un intervento chirurgico. Se il priapismo è collegato a un altro problema come l’anemia falciforme, occorre anche somministrare ossigeno durante la terapia oppure optare per una flebo per l’idratazione.

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