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Se si revoca un premio a un massaggiatore per vagina perché “osceno e indecente”

Un massaggiatore per vagine vince il premio Innovazione. Ma poi se lo vede ritirare. Il motivo? Osé è "osceno e indecente" per gli organizzatori dell'evento.

Premiato sì, ma solo per poche ore.

È quanto successo a Osé, il massaggiatore per vagina presentato dalla startup americana Lora DiCarlo, sede nell’Oregon, team in buon parte femminile, ma con qualche presenza maschile, e una fondatrice, Lora Haddock, che proprio non riesce a mandare giù lo scorno subito dal suo prodotto ai CES Innovation Award, la fiera che ogni anno premia i migliori oggetti di elettronica a livello internazionale, divisi in varie categorie.

Robotica e droni quella in cui gareggiava Osé, nome sicuramente esplicito e che definiva chiaramente che sull’utilizzo dell’oggetto la casa produttrice non aveva nulla da nascondere dietro ipocriti bigottismi. Il massaggiatore vaginale ha vinto, sbaragliando la concorrenza, per la filosofia innovativa alla base della sua costruzione, ma la gioia per la Lora DiCarlo è durata ben poco: il tempo che la Consumer Technology Association (Cta), organizzatrice dell’evento, decidesse di ritirare il premio con la motivazione che il prodotto non avrebbe dovuto essere accettato per l’Innovation Awards Program, poiché “non rientra in alcuna delle categorie esistenti di prodotti”.

 CES non ha una categoria per giocattoli sessuali, ho comunicato questa posizione a Lora DiCarlo quasi due mesi fa e noi ci siamo scusati con loro per il nostro errore.

Ha fatto sapere un portavoce, mentre Gary Shapiro, presidente e CEO di CTA, e Karen Chupka, Executive VP, ha spiegato che il prodotto era in realtà non idoneo per rientrare nella categoria “Robotica e droni”; peccato che però le testimonianze del recente passato, spiega Cosmopolitan, indichino tutto il contrario, dato che molti altri giocattoli sessuali sono stati esposti alla fiera senza particolari problemi. Forse il vero motivo sta nella prima spiegazione che il Cta ha fornito circa il ritiro del premio, ovvero che Osé èosceno”, definizione rafforzata anche dalla citazione di una regola che consentirebbe all’organizzazione di “squalificare io prodotti ritenuti immorali, osceni, indecenti o profani” (?).

Allora, vediamo nel dettaglio cos’è Osé e perché gli organizzatore del CES ne siano stati intimoriti al punto da sentirsi in dovere di riappropriarsi del premio che Lora DiCarlo aveva vinto.

Sviluppato in un laboratorio di robotica dell’Oregon State University (il 4 ° laboratorio di robotica nel paese ), con cinque brevetti in sospeso, Osé non è un vibratore, dato che è sufficiente indossarlo affinché funzioni, grazie alla microrobotica che permette di utilizzarlo senza manipolazione. La Lora DiCarlo spiega che il prodotto riesce a imitare tutte le sensazioni di una bocca, lingua e dita umane, per un’esperienza grazie alla quale sembra di avere un rapporto con un vero partner.

Un sex toy decisamente rivoluzionario, che però non è piaciuto agli organizzatori della fiera dell’elettronica, forse morsi da un eccesso improvviso di prudere. Di sicuro, la decisione non è andata giù a Lora Haddock, che ha protestato prima via social, poi con una lettera pubblicata sul sito ufficiale della startup.

Abbiamo vinto un premio e poi se lo sono ripresi – denuncia Lora su Twitter – Perché CES continua a escludere le donne?

La rabbia per l’esclusione prosegue anche nella lettera:

Tutto ciò che facciamo alla Lora DiCarlo nasce da sex-positivity e inclusione. Non nascondiamo nulla di ciò che facciamo e crediamo fermamente che le donne dovrebbero reclamare il proprio diritto al piacere e alla tecnologia […] Osé si adatta chiaramente alla categoria ‘Robotica e Drone’, come aveva stabilito la giuria. A maggior ragione se consideriamo che nelle precedenti edizioni della fiera era stato lanciato un robot femminile che ‘era letteralmente una bambola gonfiabile per uomini’.

La Haddock se la prende molto anche perché, in un evento in corso a Las Vegas, la Vr Porno, società di realtà virtuale per soli adulti, può esporre liberamente i suoi prodotti, “offrendo agli uomini pornografia pura in pubblico” tra gli stand. Per questo la startup ha lanciato l’accusa di sessismo al Cta, dichiarando:

La sessualità maschile può essere esplicita […] mentre quella femminile viene pesantemente zittita, se non messa al bando. Non puoi fingere di essere imparziale se permetti di mettere in mostra un robot sessuale per uomini, ma non un massaggiatore robotico per la vagina.

Proprio per rinforzare la protesta, è stato lanciato anche un hashtag sui social, #CesGenderBias, ovvero “il pregiudizio di genere del CES”, puntando quindi sulla discriminazione sessista alla base della scelta del ritiro del premio.

Sicuramente un ruolo importante lo ha giocato il moralismo, e il fatto che sul piacere sessuale femminile persistano ancora numerosi tabù, che evidentemente la società non è ancora pronta a sdoganare per tutto. Perlomeno, non partendo da una fiera dell’elettronica.

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