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Perché per noi uomini è così Difficile dire di Sì alla Convivenza

Ci sono alcuni aspetti della vita che vengono affrontati in modo radicalmente diverso dagli uomini e dalle donne. Uno di questi è la decisione di andare a vivere assieme. Perché mentre voi donne siete entusiaste e fate già progetti su come arredare casa, noi temporeggiamo, facciamo i vaghi, prendiamo tempo. Perché per noi non è così facile dire di sì, e questo per colpa della nostra dose di seghe mentali ( sì anche noi ce le facciamo).
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Volete mettere in crisi un uomo? Basta una domanda: “Andiamo a convivere?”

Il fatto è che una volta era più semplice. In passato si risolveva tutto con quel “Mi vuoi sposare?” che imbrigliava la vita lungo binari già prestabiliti, segnati dalle generazioni che ci hanno preceduto. Si trovava una ragazza, una brava ragazza, una di quelle che piacevano a mamma e papà, la si sposava, la si metteva incinta e la si teneva accanto per tutta la vita, mentre a volte, a piacere, ci si riservava qualche avventura extra-coniugale di contorno.

Certo: anche oggi gli uomini tradiscono, sono dei bastardi, degli stronzi e qualsiasi altro appellativo offensivo vi venga in mente; ma la realtà è che in passato lo eravamo di più. Alla faccia di chi si lamenta che non ci sono più gli uomini di una volta. Abbiamo alle nostre spalle società che si sono fatte progressivamente meno ipocrite, in cui la distanza tra “quello che si poteva dire” e “quello che in realtà si faceva” si è ridotta sempre più. Si sono così smascherati alcuni nostri vizi innati, ma allo stesso tempo li si sono mitigati.

Tutto questo per dire che, anche se oggi al matrimonio si può preferire la più blanda convivenza, le cose in realtà si sono fatte più impegnative rispetto al passato, perché, a dispetto di quello che di solito si pensa, avere più libertà di azione ci costringe e considerare le relazioni più seriamente.

Mettici il femminismo, la parità dei sessi e in generale il progresso civile, ma decidere di andare a convivere con una donna è ormai una scelta che ci impone un’attenta riflessione, che come tale, ha bisogno di tempo, un tempo spesso decisamente troppo lungo per voi donne. 

Prima che mi accusiate di maschilismo, è forse meglio chiarire che non sto rimpiangendo i tempi passati, non mi sto lamentando del ruolo attuale della donna, sto solo cercando di farvi capire perché per noi uomini è diventato così difficile dire di sì alla convivenza.

A pesare sulla decisione ci sono diversi fattori. Il primo è la monogamia.

Certo, anche da semplici fidanzati, la monogamia dovrebbe essere scontata, ma la decisione di andare a vivere assieme le conferisce un’aura di eternità che prima non aveva mai avuto. Perché rappresenta senza dubbio un salto di qualità per la relazione, si inizia cioè a far davvero sul serio. I “per sempre” iniziano a pesare fortemente, soprattutto quelli legati al sesso. Per chiarire forse è meglio precisare una cosa: noi uomini pensiamo costantemente alle altre donne. Chi vi dice il contrario mente. Non ad altre donne in particolare, ma a tutte quelle a cui stiamo potenzialmente rinunciando mentre abbiamo una relazione con voi (che, chiaro, potrebbero essere anche pari a zero, ma in generale su questo calcolo siamo incredibilmente ottimisti). Decidere di rinunciare definitivamente a quell’ingente numero di donne, per stare per sempre con voi, è quindi una scelta che non prendiamo certo alla leggera. Poi, ovvio, di definitivo in questo mondo non esiste nulla e la convivenza (così come un matrimonio) può essere più effimera di un abbonamento in palestra, ma così non ci appare nel momento della decisione.

Anche voi potreste avere gli stessi dubbi (e di sicuro il numero di uomini al quale dovreste rinunciare sarebbe più alto e più realistico del nostro). Il punto è che voi donne non ci pensate, se siete davvero innamorate l’intero universo maschile scompare, limitandosi a quell’unico esemplare pieno di problemi, del quale avete avuto la sfortuna di innamorarvi e che prima di dirvi “sì lo voglio”, vi farà sudare sette camicie. Questo perché voi siete in grado di entusiasmarvi a una relazione con una velocità nettamente superiore alla nostra. Non è che non vi amiamo, è che siamo lenti, in tutto, specialmente nell’amore.

A complicare ulteriormente le cose subentra anche un aspetto molto nostrano: la nostra natura mammona. Difatti, il più delle volte, andare a convivere significa abbandonare l’affettuoso abbraccio materno (donne di altri tempi) che ci hanno coccolato, viziato, adulato sin dalla nascita, per metterci in mano a forti, intraprendenti e indipendenti donne moderne, che a farci da cameriere non ci pensano minimamente (come è giusto che sia). La cosa è chiaramente infantile, ma in ogni caso abbastanza terrificante.

Questi sono dunque alcuni dei dubbi e preoccupazioni che inizieranno ad assillarci nel momento in cui dovremo decidere se fare questo importante passo. Lo ammetto: sono per lo più ossessioni assurde, ma anche noi abbiamo diritto alle nostra dose di seghe mentali, che, anche senza senso, ci tormenteranno lo stesso. Ecco perché dovrete solo avere pazienza di fronte al nostro temporeggiare. Se è quello giusto il “sì” arriverà. Diffidate invece dell’uomo che è pronto ad andare subito a convivere, perché non sta valutando tutti i rischi (veri o immaginari che siano) e se non lo fa significa che dà poco peso alla vostra storia.

Apprezzate invece quelli che, dopo avervi fatto aspettare, dopo i “non so”, i “vedremo”, i “più avanti, forse”, decidono finalmente di vivere con voi. Non fate l’errore di pensare “se mi amasse davvero dovrebbe essere sicuro di quello che vuole”, perché è proprio quando si ama qualcuno che le cose (almeno per noi) si fanno davvero confuse. Gli uomini che si prendono il loro tempo per rispondervi hanno valutato e hanno ben presente i pericoli e le responsabilità che dovranno affrontare, ma hanno comunque capito che voi valete bene il rischio. Impiegandoci senza dubbio troppo tempo, ma dopotutto, se fossimo svelti a capire queste cose, ci chiameremmo donne.