Dirty talk: cos'è e come funziona - Roba da Donne

Dirty talk: cos'è e come funziona

C'è a chi piace e in una serie di situazioni fa anche bene: è il dirty talk, cioè la pratica di raccontare al partner volgarità prima o durante un rapporto sessuale.

Il dirty talk è una di quelle pratiche sessuali diffuse in situazioni differenti. C’è a chi piace in generale, durante l’atto sessuale, ma c’è anche chi lo pratica a distanza o per sperimentare qualcosa di nuovo.

Nel sesso le regole non sono mai scritte: ogni coppia – anche quando parliamo di partner occasionali – scrive le proprie. Per questa ragione, il dirty talk può essere una strada da percorrere quando si ravvisa una certa stanchezza o noia nell’intimità. Ci sono molte altre di queste strade, ma ora concentriamoci su questa.

Cos’è il dirty talk?

Dirty talk
Fonte: Un disastro di ragazza

Letteralmente, l’espressione anglofona significa, «chiacchiere sporche» o «chiacchiere erotiche». Si tratta di una pratica che consiste nel sussurrare al partner (o urlare, oppure semplicemente dire), prima o durante un rapporto sessuale, delle frasi volgari o immagini esplicite di ciò che gli/le si vorrebbe fare o ciò che si sta facendo.

Molti lo utilizzano come preliminare o anche in sostituzione del rapporto vero e proprio – cioè magari quando ci si trova lontani e si finisce per accorciare le distanze con il telefono o su Skype.

Il dirty talk può comprendere quindi fantasie erotiche che mai avranno una concretizzazione – per esempio ciò che non trova la consensualità fisica del partner ma per la quale non ci sono problemi a livello di fantasia. Sono incluse anche descrizioni anatomiche espresse in un linguaggio che solitamente non si utilizzerebbe. E naturalmente si parla anche di “comandi” su quello che si desidera che il partner faccia a noi o a se stesso nelle situazioni più intime.

Tra i libertini – scrive il Marchese De Sade – è comunemente accettato che le sensazioni più voluttuose siano trasmesse agli organi dell’udito.

I benefici del dirty talk

Questa pratica può essere molto utile per sciogliersi o “liberarsi”. Alcuni tra noi risentono di retaggi educativi o religiosi, e a volte a letto potrebbero avere problemi a esprimersi come invece vorrebbero. Naturalmente, la cosa può avvenire come un gioco, nei casi di chiusura più profonda: vanno benissimo le battute a tema erotico, così come le risate con determinate parole volgari che mai pronunceremo in altri contesti.

Inoltre, il dirty talk può essere utile per esplorare la propria sessualità ed esprimere, anche a mo’ di scherzo, le proprie fantasie al partner. Cosa che in effetti può anche portare a realizzarle, sempre se lo si desidera. Da non trascurare il fatto che anche l’intimità di coppia potrebbe beneficiarne. Ma anche per questa pratica, ci vogliono delle regole.

Dirty talk: 3 “regole” per non esagerare

Dirty talk
Fonte: Nudi e felici

1. Siate sempre d’accordo

La consensualità è fondamentale in qualsiasi ambito del sesso. Per questa ragione, è bene parlare prima con il partner per cercare di capire se il dirty talk è qualcosa che potete praticare o a una delle due parti non piace. Per qualcuno, infatti, il silenzio è d’oro.

2. Fissate i vostri paletti

Benché non sia una pratica che fa parte del Bdsm, si può pensare di concordare una safety word anche per il dirty talk, per evitare di andare troppo oltre. In generale, tuttavia, è bene comunque concordare con il partner di cosa si può parlare e di cosa no, quale tipo di linguaggio utilizzare o a quali fantasie ricorrere.

Significa che per voi, come coppia, questa pratica non è un tabù in sé, ma c’è bisogno di regole. Molto meglio che lanciarsi senza paracadute in un’esperienza che per alcuni può rivelarsi estremamente sgradevole.

3. Niente insulti

Può capitare che, in un momento di passione, ci si lasci andare e si dica qualcosa di inappropriato. Si può comprendere, si può giustificare. Però trascendere delle regole di comportamento potrebbe rappresentare uno di quei paletti cui accennavamo.

Gli insulti – soprattutto di carattere sessista – possono essere intollerabili anche in questi contesti. Ma è naturalmente tutto relativo: c’è invece chi li potrebbe trovare stuzzicanti o eccitanti.

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Articolo originale pubblicato il Dicembre 9, 2019

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