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Bdsm: quando il sesso o l'amore sono basati sull'umiliazione consensuale

La consensualità deve essere il fondamento del Bdsm, ma ci sono anche tante altre caratteristiche che sfuggono all'immaginario collettivo: ecco quali.

Il Bdsm raccoglie una serie di pratiche erotiche che possono essere più o meno conosciute anche in base all’immagine che ne viene fornita nei media. Forse la rappresentazione al momento più nota è quella contenuta in 50 Sfumature di Grigio e nei suoi sequel, sulla carta e sul grande schermo, ma non si tratta di una rappresentazione troppo calzante per chi è addentro a queste pratiche.

Ci si avvicina forse di più – con un’idea più stratificata e multiforme di consensualità e romanticismo – il film Secretary, in cui una segretaria interpretata da Maggie Gyllenhaal si dedica a queste pratiche con il suo boss, ingaggiando alla fine con lui una relazione d’amore. Più controverso potrebbe apparire a un primo sguardo Histoire d’O di Dominique Aury (che ha dato vita a un celeberrimo film con Corinne Clery), che nella finzione letteraria spiega la serenità della sottomissione sessuale e il sentimento che può accompagnare tali pratiche.

Vi sembrerà che l’amore sia un retroterra necessario per il Bdsm, ma non lo è. In generale, quando si fa sesso, lo si fa per svariate ragioni. Tra queste c’è il puro piacere, ma c’è anche l’essere legati da una relazione di coppia, ogni persona è mossa da diverse motivazioni. E forse la storia e la narrativa ci hanno tramandato storie del genere, che hanno contribuito al nostro immaginario collettivo sul tema.

Come la vicenda reale del creatore di Wonder Woman William Moulton Marston, che fu un poliamorista e un convinto femminista, che tra le quattro mura della sua casa si dedicava al bondage con la moglie e l’amante – ed è questa la ragione per cui Wonder Woman è spesso raffigurata in ceppi o in catene. Ciò che è fondamentale, come in qualunque pratica sessuale, è il consenso da entrambe le parti.

Ad aprile 2019, Netflix ha rilasciato una serie dal titolo Bonding, che racconta le avventure di una mistress e del suo migliore amico gay che la protegge durante le sessioni e che propone un’illustrazione calzante di cosa significhi davvero Bdsm.

Bdsm: cosa significa?

Bdsm
Fonte: Secretary

Bdsm è una sigla che racchiude diverse pratiche: bondage (cioè legare o essere legati) e disciplina, dominazione e sottomissione, sadismo (far male a qualcuno) e masochismo (subire il male da qualcuno). Sadomasochismo, in particolare, è un termine che proviene dal nome di due scrittori, il Marchese de Sade e Leopold von Sacher-Masoch, che nei loro scritti parlarono spesso di sadismo e masochismo. Sul piano della consensualità, nel 1984 fu coniata un’espressione fondamentale per comprendere il Bdsm, cioè Ssc, che sta per «sicuro, sano e consensuale». L’espressione fu superata nel 1999 da Rack (Risk Aware Consensual Kink) cioè «gioco erotico consensuale in cui si è consapevoli del rischio», perché probabilmente sarebbe ritenuto troppo utopistico che qualunque pratica Bdsm venga ritenuta completamente sicura. Tutti questi giochi devono essere approcciati da mani esperte, o quanto meno con estrema cautela soprattutto quando si è dei neofiti.

Il bondage è per esempio una pratica che prevede la privazione del movimento o di alcuni sensi da parte del sottomesso (o slave, cioè schiavo): se i nodi non vengono effettuati con perizia, potrebbero provocare dei danni anche permanenti su delle parti del corpo e in alcuni casi anche la morte, qualora non si permettesse una corretta respirazione al sottomesso per esempio. Per quanto riguarda dominazione e sottomissione, c’è un gergo che spiega le dinamiche: c’è un dominatore, che è il master o la mistress, e il sottomesso.
Ci sono però persone che potrebbero optare per entrambi i ruoli, che si chiamano switch. Quando gli switch sono in coppia o in gruppo possono essere dominatori e sottomessi nella stessa sessione se lo vogliono.

Sadismo e masochismo prevedono infine di infliggere e subire dolore, ma anche umiliazione in vari modi: si può chiedere al sottomesso di eseguire determinati compiti, di indossare certi indumenti o di non indossare nulla. Non è detto che tutte queste pratiche portino al sesso con penetrazione – anzi, alcune sono fondate sulla negazione dell’orgasmo – ma tutte sicuramente portano a dei momenti di tenerezza, anche per coloro i quali non sono insieme in una relazione – lo si fa per consentire al sottomesso di recuperare dopo il gioco di ruolo.

Gli accessori del Bdsm

Dimenticate tutto quello che sapete di Christian Grey: non tutti hanno una stanza rossa e costosi oggettini per il piacere-dolore. C’è chi è munito di frustini, anche acquistati in normalissimi sexy shop, ma c’è anche chi utilizza anche materiali di uso comune. Per esempio, se da un lato c’è chi, per le pratiche di negazione dell’orgasmo ricorre a dildo e vibratore, c’è chi usa invece le mani o le dita e al massimo uno spazzolino elettrico.

Oppure, nel caso del bondage, c’è chi utilizza le corde, ma anche chi preferisce ricorrere a foulard e sciarpe.
 Diciamo che la Croce di Sant’Andrea che vedete poco più su non è così diffusa se non tra i professionisti. I collarini sono invece di uso abbastanza comune, anche perché di facile reperibilità – si possono anche realizzare a partire da choker in pelle o finta pelle o anche in velluto che vi sono rimasti dagli anni ’90.

4 pratiche del Bdsm

Bdsm
Fonte: 50 Sfumature di Grigio

1. Bondage

Il bondage rappresenta una delle grandi macroaree del Bdsm. Consiste nel legare, nel bendare o nel privare degli altri sensi oltre alla vista il sottomesso. Ne esistono fondamentalmente due tipi, il bondage di tipo occidentale o lo shibari, che in realtà è una vera e propria arte asiatica della legatura.

2. Negazione dell’orgasmo

È una pratica molto diffusa e consiste nel negare ripetutamente il piacere al sottomesso, magari portandolo più volte sull’orlo dell’orgasmo. Perché anche l’orgasmo può essere una gentile concessione del master o della mistress.

3. Tickling

Il solletico rientra nel Bdsm soft e viene utilizzato anche come forma di disciplina nel sottomesso. Viene praticato solitamente abbinato al bondage.

4. Spanking

Anche questa pratica può essere abbinata al bondage, ma meno diffusamente del tickling. Consiste nel colpire le terga del sottomesso con le mani, con il frustino o soprattutto con una racchetta o simili.

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