Sesso asciutto: cos'è in due differenti accezioni | Roba da Donne

Le pratiche erotiche eterosessuali cambiano e si modificano nel tempo. Ma non solo. Cambiano e si modificano attraverso il globo: per alcune culture, per fare un esempio, pratiche che in Occidente sono normali e si prestano alle preferenze dell’individuo, come il sesso orale o il sesso anale, potrebbero essere invece tabù o addirittura fuorilegge.

Ci siamo riferiti alle relazioni eterosessuali, ma anche altri tipi di amori, fisici o sentimentali, in questi Paesi sono altrettanto tabù o fuorilegge di per sé. C’è un fenomeno particolare che, secondo noi, vale la pena di approfondire: il sesso asciutto, che viene chiamato anche con la locuzione inglese, di cui è calco linguistico, dry sex. Esso ha due diverse accezioni in alcune nazioni africane e in Occidente (o in generale nel cosiddetto “Nord del mondo”).

Il sesso asciutto nella pratica africana

Sesso asciutto
Fonte: Orange Is the New Black

Nell’Africa subsahariana si usa cercare di ridurre al minimo le secrezioni vaginali, in modo che la vulva sia asciutta (sia dal punto di vista della lubrificazione naturale, sia da quello dell’eventuale squirting dopo il primo orgasmo) durante i rapporti penetrativi.

L’effetto si ottiene con metodi fisici e chimici e ovviamente non prevede l’uso del preservativo, che, com’è noto, è cosparso di lubrificante per facilitare la penetrazione. La finalità della pratica non è solo accrescere il piacere maschile, ma mortificare la donna, che è vittima del pregiudizio legato al piacere sessuale (o anche solo allo stesso desiderio). L’immediato rischio della pratica è legato alle malattie sessualmente trasmissibili, dall’Aids all’epatite, la cui trasmissione è facilitata dal fatto che con il sesso asciutto si producono infiammazioni e lacerazioni (talvolta con sanguinamento) del canale vulvare durante il rapporto sessuale.

Sesso asciutto, cosa viene fatto alle donne

Un articolo di Vice spiega che l’“educazione” alle donne sul sesso asciutto avviene su base intergenerazionale: in altre parole, le madri spiegano alle figlie che si deve fare sesso in questo modo. Ma come si ottiene una vagina asciutta? Molto praticate sono le mutilazioni genitali (che sono diffuse tra le donne anche non di orientamento eterosessuale), che sono più economiche delle tecniche “chimiche”.

Per il resto, le donne subsahariane inseriscono nella loro vulva gesso, sabbia, pietre frantumate, erbe, carta o spugne prima di un rapporto, oppure si lavano con detergenti di natura caustica, antisettici, alcol o addirittura candeggina.

Non c’è attenzione da parte dei governi affinché si attuino politiche di tutela – ha spiegato Marlene Wassermann, medico della salute sessuale e avvocata, che crede ci sia la necessità di una rivoluzione culturale ed educativa su questo tema – È perché si tratta di vagine. Possiamo parlare di peni e circoncisioni, lo facciamo sempre, e il governo ha fatto leggi di tutela per questo. Ma osiamo parlare di vagine? Ho lavorato per 20 anni in radio e la sola volta che sono stata segnalata alla commissione per l’emittenza è stato quando ho parlato di vagine.

Sesso asciutto e dati della mortificazione femminile

Il sesso asciutto praticato nell’Africa subsahariana, come rimarca Vice, è legato inoltre al luogo comune che una vagina non sia abbastanza stretta dopo essere stata usata (e quindi dopo la perdita della verginità). E questo ci dà un’idea di quanto sia poca in questi Paesi l’informazione legata all’educazione sessuale.

Ma c’è uno studio, pubblicato su Ncbi, dal titolo The practice and prevalence of dry sex among men and women in South Africa: a risk factor for sexually transmitted infections?, che ci chiarisce un po’ di cose legate alla diffusione del sesso asciutto e alla conseguente diffusione delle malattie a trasmissione sessuale.

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Nello studio sono stati selezionati dei campioni random di donne e uomini tra i 16 e i 35 anni, che vivono nella provincia di Gauteng, in Sudafrica, cui è stato chiesto di rispondere a un questionario. È emerso che questa pratica interessa il 60% degli uomini e il 46% delle donne. Tra i giovani, quelli che lo fanno di meno sono quelli che hanno avuto più possibilità di istruzione (e ci fa capire che Wassermann ha ragione quando chiede più educazione sessuale), mentre tra gli intervistati più anziani non ci sono differenze significative.

Inoltre il 56% degli uomini che praticano il sesso asciutto ha contratto malattie sessualmente trasmissibili, contro il 41% di chi non lo pratica. Tra le donne le percentuali sono le stesse.

È chiaro che si tratti di una pratica terribile, volta a mortificare la donna non solo dal punto di vista fisico, ma anche mentale. In Occidente, però, il termine si riferisce a tutt’altra pratica.

Il sesso asciutto nella pratica occidentale

Sesso asciutto
Fonte: Bad Teacher

In Occidente, il sesso asciutto è un’altra cosa. Due film mainstream in particolare propongono altrettante scene in cui si mostra esattamente come avviene questo: The To Do List e Bad Teacher. In pratica si tratta di una sorta di petting spinto in cui entrambi i partner mantengono addosso la biancheria o addirittura tutti i vestiti. C’è un certo sfregamento e si finisce per secernere, reciprocamente, i propri fluidi sessuali, che tuttavia non vengono a contatto tra loro.

È, in un certo senso, il contrario dell’altra accezione, perché entrambe le persone impegnate nel rapporto riescono a raggiungere l’orgasmo e al tempo stesso non c’è pericolo di malattie a trasmissione sessuale.

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