Clitoride gonfia: cause e terapie possibili - Roba da Donne

Clitoride gonfia: un sintomo fastidioso di quale problema?

Quando la clitoride gonfia diventa un problema, è fondamentale risalire alla causa, perché è questa che detta la terapia.

La clitoride gonfia può essere il sintomo di diversi disturbi. Naturalmente, quando parliamo di clitoride gonfia, ci riferiamo al fatto che questa parte del nostro corpo ha una dimensione e un aspetto diversi da quelli consueti. Si possono verificare degli ingrandimenti temporanei dovuti all’eccitazione sessuale (perché aumenta l’afflusso di sangue ai genitali), ma la clitoride tornerà, di norma, alla solita dimensione dopo l’orgasmo.

Se il gonfiore dura invece oltre le sei ore, è meglio consultare un medico, come spiega Healthline, così come nel caso si avverta dolore, disagio o sanguinamento, che possono essere il sintomo di un’infezione vaginale o di una qualche condizione.

A Netdoctor si è rivolta una donna che si è anche sottoposta a varie visite specialistico-ginecologiche, senza trovare la ragione del suo disagio legato alla clitoride gonfia. La risposta dell’esperto indica che la clitoride gonfia, nel suo caso, potrebbe essere legata ad ansia o depressione, ma anche a un’allergia (perché la zona è delicata e reagisce a una vasta gamma di allergeni, a partire dalla carta igienica colorata fino all’ammorbidente).

Ma il suo è un caso specifico, le cause di una clitoride gonfia possono essere tante. L’importante è ricordare che qui ci limitiamo a dare indicazioni di massima e che è sempre meglio consultare un medico: non ci si fa le auto-diagnosi su Internet.

Clitoride gonfia: le possibili cause

Clitoride gonfio
Fonte: Pixabay

Il National Center of Biotechnology parla di priapismo della clitoride, associando quindi il gonfiore alla condizione che affligge il pene nota come priapismo. Ci sono infatti delle similarità profonde. Si tratta di una condizione rara associata alla prolungata erezione della clitoride, che porta a un ingorgo locale di tessuto e a dolore. Si ritiene che il disturbo sia legato all’utilizzo di alcune classi di farmaci, che alterano il flusso sanguigno della clitoride.

Per il resto, il rigonfiamento della clitoride (che si chiama anche clitoromegalia) può essere causato da: eccesso di ormoni androgeni, a volte legati a condizioni particolari come la sindrome dell’ovaio policistico; tumori ovarici; cambiamenti ormonali. Potrebbero esserci altri sintomi associati alla clitoride gonfia causato da squilibri ormonali, come per esempio un’eccessiva crescita di peli, l’acne, l’aumento di peso e l’abbassamento della voce.

Naturalmente non dobbiamo tralasciare che il rigonfiamento della clitoride può essere anche causato da determinate pratiche sessuali: la clitoride è delicata e può irritarsi, è bene non escludere nessuna possibilità.

Clitoride gonfia: rischi e conseguenze

La clitoride gonfia non mette a rischio di altre eventuali malattie, infezioni o disturbi. Però può essere fonte di angoscia, ansia o disagio. È fondamentale spiegare al proprio medico come ci si sente, anche se, lo sappiamo, in certi casi non è facile. Il pudore spesso è tanto, ma il nostro medico è lì per aiutarci e lo farà nel modo più professionale possibile.

Clitoride gonfia: rimedi e soluzioni

Clitoride gonfia
Fonte: Pixabay

Per quanto riguarda il succitato priapismo clitorideo, nessun regime terapeutico specifico ha dimostrato di essere efficace direttamente sul sintomo. Per cui si agisce alla base, eliminando o sostituendo, laddove possibile, l’assunzione dei farmaci che potrebbero averlo causato.

Se la clitoride gonfia dipende da una reazione allergica, vi sarà consigliato di smettere di usare una serie di prodotti e indossare indumenti di cotone e traspiranti. Potrebbero consigliarvi anche una pomata da banco a base di cortisone, per aiutarvi ad alleviare irritazione e prurito, oltre che lavande o creme topiche agli estrogeni.

Se la clitoride gonfia dipende da un’infezione fungina o batterica, il medico potrebbe prescrivervi dei farmaci da assumere per via orale, per eliminare l’infezione. In presenza di un disturbo endocrino, di solito si opta per una terapia ormonale, così come per il tumore ovarico, da associare a chemio, radioterapia o chirurgia (in base a ciò che si sta facendo per contrastare il tumore).

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Articolo originale pubblicato il Marzo 2, 2020

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