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Demisessualità: l’educazione sentimentale di chi non fa "solo sesso"

Parlare di demisessualità significa anche parlare di educazione sentimentale: ecco in che senso chi fa parte di quest'orientamento potrebbe avere qualcosa da insegnarci.

Gli orientamenti sessuali sono davvero tantissimi, ma parte di essi sono stati per molto tempo – o perché appartenenti a una minoranza della minoranza di persone o per bigottismo – ritenuti invisibili. Si tratta di un fenomeno molto comune, che si riflette anche nei media: ci sono degli orientamenti sessuali che si conoscono poco, che si confondono con scelte che hanno a che fare con la volontarietà (mentre l’orientamento sessuale è una condizione innata, che si comincia a rivelare nelle persone dopo il periodo della latenza infantile, non una scelta). Tra questi orientamenti che si conoscono poco e che generano confusione in chi si mantiene superficiale su questi argomenti c’è la demisessualità.

Cosa significa demisessuale

Bandiera dell’orgoglio Demisessuale

Demisessualità è un termine che contiene un prefisso di origine francese, «demi-». Questo prefisso è sinonimo di «semi-» ovvero mezzo, metà. La demisessualità riguarda persone che si sentono attratte da altri solo nel caso in cui nutrano dei sentimenti amorosi verso di loro, come spiega Wikisessualità. Tanto che si parla anche di orientamento demiromantico, come spiega FoxLife. Ovviamente non si deve confondere la demisessualità con la castità o con l’astinenza dal sesso – magari di matrice religiosa, in previsione del matrimonio. Niente di tutto ciò: il demisessuale fa l’amore, fa sesso, ha dei rapporti sessuali – sì, lo sappiamo che sono tutti sinonimi, era per rimarcare il concetto – con persone per le quali nutre un sentimento. Il che non esclude neppure i rapporti – almeno inizialmente – occasionali, dato che esistono persone capaci di innamorarsi a prima vista.

Demisessualità, come riconoscerla

Qualcuno potrebbe dire che il demisessuale risponda a una morale – spesso di tipo religioso – legata al sesso e alla sessualità. Per intenderci, sarebbero le “frigide”, quelle che con un termine gergale assai poco delicato “non la danno mai” o che, pensata al maschile, potrebbero essere additati come omosessuali solo perché non guardano il sedere alle ragazze per strada. Tutto ciò ovviamente è sbagliato (lo sarebbe a prescindere dall’orientamento sessuale dell’interessato), ma in questo caso lo è anche perché non rispetta la definizione di demisessualità.

Chi si riconosce come demisessuale  prova un’attrazione di tipo fisico solo in seguito a un’attrazione di tipo psichico. Quindi non è vero che non provino attrazione, semplicemente ciò che li “accende” non sono muscoli o seni, ma il feeling esistente con il partner.

Erroneamente si potrebbe pensare che i demisessuali siano quindi più portati per la monogamia, ma in realtà ci si può sempre innamorare di qualcun altro anche quando siamo in coppia, vale la pena ricordarlo. Vero è che, rispetto a chi demisessuale non è, è difficile che identifichino una preferenza per un canone fisico ideale (come bionda o bruna, alto o basso) in quanto l’aspetto fisico è un elemento secondario (ma non ininfluente) se confrontato con quello relazionale.

Il demisessuale e l’educazione sentimentale

Demisessualità
Fonte: Pixabay

Quello che caratterizza quindi il demisessuale è possedere un’educazione sentimentale molto più sviluppata di chi non lo è. È bello che nella nostra società il sesso sia più libero di quanto lo fosse in passato – ma non è ancora libero come dovrebbe esserlo, soprattutto per noi donne – tuttavia spesso, all’educazione sessuale spesso non fa seguito quella sentimentale. E quest’ultima non è solo il titolo di un meraviglioso libro di Gustave Flaubert. Il sesso implica sempre una serie di responsabilità. L’educazione sessuale ci permette di comprenderne alcune, come evitare gravidanze indesiderate o come evitare il contagio con le malattie sessualmente trasmissibili. Ma a volte non è abbastanza.

È l’educazione sentimentale quella che permette di gestire le implicazioni emotive che il sesso comporta. Mi chiamerà domani? C’è un futuro per noi? Racconterà a tutti quello che è accaduto? Sarà gentile con me? Sono alcune delle domande che potremmo esserci poste dopo il sesso occasionale con qualcuno per cui abbiamo provato attrazione senza prima aver basato il sesso su un sentimento. E abbiamo sofferto molto in alcuni casi – o a volte siamo state noi a far soffrire qualcun altro. In un rapporto tra demisessuali ciò non accadrebbe. Per loro è una positiva conseguenza della propria condizione, per noi potrebbe esserlo di un’eventuale precauzione.

Con questo non stiamo affatto dicendo che sarebbe meglio se tutti fossimo demisessuali. Ognuno deve avere il diritto di vivere la propria sessualità come meglio crede, nel rispetto degli altri e, soprattutto, non è una cosa che si può scegliere. Quello su cui vogliamo invece porre l’attenzione è ricordare che la sfera sessuale è composta da così tante sfumature che additare come frigida, gay, bigotta, perversa o strana una persona che semplicemente non rientra negli standard è, non solo eticamente sbagliato, ma anche logicamente scorretto. Possono esserci pro e contro di alcune condizioni, ma non esiste un giusto o uno sbagliato.

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