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Quel falso mito sull'orgasmo femminile e su quanto ci mettono le donne a "venire"

Non c'è un tempo standard per raggiungere l'orgasmo femminile. Ma il falso mito continua a esistere (anche grazie alla Rete).

L’orgasmo femminile è un argomento misterioso. Tanto misterioso che, se pure la scienza ne conosce tutti gli aspetti, non se ne scrive mai a sufficienza. Anche alcune donne subiscono il fascino di questo grande mistero. Sappiamo del ruolo del clitoride, sappiamo che esperienza e coinvolgimento hanno un ruolo. Ma come funziona la tempistica? E da cosa dipende? Suzannah Weiss ha scritto un lungo articolo su Medium per comprendere qualcosa in più a partire dai dati statistici.

Il primo dato statistico che viene citato: le donne impiegano in media 20 minuti per raggiungere l’orgasmo. Ma questo dato statistico, spiega Weiss, è in realtà privo di fonti. Così l’autrice del pezzo ha letto il contributo di Laurie Mintz dell’Università della Florida, che sostiene che le donne impieghino 4 minuti per l’orgasmo, come confermato pure dal pioniere della ricerca sessuale Alfred Kinsey nel volume del 1953, Sexual Behavior in the Human Female. Il climax però, secondo Mintz, presenta un gap tra uomini e donne – in base al quale gli uomini “vengono” prima – e questo gap non ha una base biologica ma culturale. Infatti la studiosa sospetta che il tempo si accorci quando la donna è con un partner di lungo corso, spiegando che fior fiore di studiosi sostengano la teoria. Ma ci chiediamo appunto se non sia un falso mito.

In pratica il successore di Kinsey Paul H. Gebhard ha realizzato delle interviste a un certo numero di donne alle quali è stato chiesto quanti rapporti sessuali avessero avuto e quanti climax avessero raggiunto, ma anche se avessero praticato prima dei preliminari (per un periodo ottimale di 21 minuti). Stabilendo poi che gran parte delle donne non riesca ad avere un orgasmo. Poi c’è la meta-analisi di Elisabeth Lloyd dell’Università dell’Indiana, che ha rilevato come solo una donna su quattro abbia un orgasmo durante il rapporto sessuale: tra queste solo una parte prova piacere con la penetrazione, mentre le altre ci riescono con la stimolazione del clitoride. L’autrice dell’articolo ha continuato le sue ricerche, ma in realtà è giunta a una conclusione: la tempistica dei 20 minuti è un’ipotesi assolutamente azzardata. Non solo non vale per tutte ma è una media che non poggia su base statistica. Inoltre sembra che sia tutto un pregiudizio di genere: gli uomini “vengono” prima? Può darsi, ma parliamo di rapporti sessuali.

Quando guardiamo alla masturbazione – scrive Weiss, che spiega come Kinsey veda nell’orgasmo ritardato una sorta di prolungamento quasi volontario dell’attività sessuale – le differenze di genere evaporano quasi del tutto. Kinsey ha scoperto che il 45% delle donne cisgender impiegava da 1 a 3 minuti per raggiungere l’orgasmo attraverso la masturbazione, il 25% da 4 a 5 minuti, il 19% da 6 a 10 minuti e solo il 12% più di 10.

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Una possibile conclusione circa una diversa tempistica tra l’orgasmo maschile e l’orgasmo femminile può essere dovuta a questo: le donne prolungano l’attesa del piacere perché è essa stessa piacere. Ma si tratta sempre di una supposizione, alla quale si aggiunge un grave retaggio maschilista: le donne si sentono in colpa per non riuscire a raggiungere il climax insieme all’uomo e il fenomeno è divenuto quasi un mito. Così come è un falso mito che il clitoride abbia più terminazioni nervose di un pene: è molto probabile che abbiano lo stesso numero di terminazioni nervose, ma la bufala si è diffusa rapidamente su Internet.

È come se la questione abbia assunto una dimensione enorme a causa del fatto che ci siano alcuni uomini che si sentono spaventati dalla figura femminile. Dall’essere diventata, lavorativamente parlando, manageriale e astratta proprio come un uomo. Dalla liberazione sessuale della donna. Ed è come se si stesse perdendo di vista qualcosa di davvero importante a letto. È una leggenda metropolitana quindi che le donne raggiungano il climax meno in fretta – non ci sono studi a riguardo – e questo non dovrebbe distoglierci dall’obiettivo reale: del buon sesso, quando, dove e come le donne di tutto il mondo lo desiderano (e ricordando sempre che il preservativo è il nostro migliore amico).

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