Orgasmo e Piacere - Gli Speciali di Roba da Donne

Orgasmo: quali tipi esistono, come funziona e soprattutto perché non dovremmo mai farcelo mancare.

Può essere intenso, breve, difficile, simulato e persino multiplo; c’è quello maschile e quello femminile, può essere anche anale e forzato; solo una cosa non può essere l’orgasmo: triste. L’apice del piacere che riusciamo a raggiungere durante i rapporti sessuali e la masturbazione rappresenta infatti un metodo infallibile per la felicità. Pensateci: vi siete forse mai pentite di aver raggiunto un orgasmo? Per quanto magari sia stato difficile arrivarci, soprattutto per noi donne, mai potremo infatti rinnegare l’incredibile sensazione di appagamento che ne ricaviamo. Dunque care amiche, meglio saperne il più possibile, così da non demordere mai dalla sua ricerca!

Orgasmo: quali tipi esistono, come funziona e soprattutto perché non dovremmo mai farcelo mancare.

Perché l’orgasmo?

Più ricercato del Santo Graal, l’orgasmo è, anatomicamente parlando, un complesso di reazioni neuro-muscolari involontarie che combaciano con il culmine del piacere sessuale. Nelle donne si manifesta con contrazioni perivaginali, mentre nell’uomo con l’eiaculazione.

Descrivendolo così pare però di ridurlo a uno dei tanti meccanismi involontari del corpo umano, così perfetti nella loro spietata efficenza, come fossero stati ideati da una mente fredda e calcolatrice, preoccupata unicamente della sopravvivenza e della riproduzione. Perché in effetti anche l’orgasmo ha una sua funzione nel quadro generale della continuazione della specie, ma, sinceramente, chi mai si ritrova a pensarlo in questo modo? Anzi, chi mai si ritrova a pensare a qualsiasi cosa mentre è in preda a un orgasmo?

Perché raggiungerlo significa innanzitutto abbandonarsi a un’estasi incontrollata, nella quale poco ci interessa come effettivamente si concretizza a livello fisico, perché l’unica cosa davvero importante in quel momento è il piacere che stiamo provando.

Come se non bastasse, l’orgasmo ci fa bene, molto bene. Libera endorfine, che aiutano a combattere la depressione, l’insonnia, lo stress e in generale promuovono il buon umore. Inoltre allevia il dolore, stimola il cervello, fa bene al cuore. Insomma, la vita di per sé non sarà facile, ma con l’orgasmo lo è un pochino di più.

Ecco perché è importante non sottovalutarlo, in special modo se facciamo fatica a raggiungerlo, e riconoscere la sua grande responsabilità non solo all’interno della vita di coppia, ma anche, e soprattutto, per il nostro personale benessere.

L’orgasmo femminile

Una delle principali differenze tra l’orgasmo femminile e maschile risiede nella durata. Difatti per i maschietti il picco di piacere può durare dai 3 ai 10 secondi, mentre noi possiamo arrivare ben oltre, ma prima di vantarci di questo beneficio è meglio ricordare che impieghiamo anche molto più tempo per raggiungerlo (circa 20-30 minuti), mentre agli uomini a volte ne basta anche troppo poco.

Il principale responsabile del nostro orgasmo è lui: il clitoride (ma di questa parte del corpo si può e si deve parlare anche e soprattutto al femminile). Si tratta della parte del corpo femminile che viene maggiormente associata al piacere, tanto che alcune culture prevedono l’aberrante pratica della sua rimozione, proprio per impedire alla donna di trarre godimento dal sesso. Questa associazione è ben fondata, in quanto la stimolazione della piccola protuberanza è alla base di ogni orgasmo femminile: contiene infatti ben il triplo delle terminazioni nervose che interessano il pene.

Dunque noi donne siamo in grado di raggiungere l’orgasmo senza bisogno della penetrazione, la quale può essere un’esperienza piacevolissima, ma che non ha un collegamento diretto con l’orgasmo. O meglio, in realtà esiste anche il cosiddetto orgasmo vaginale, ma ultimamente gli studiosi sono abbastanza concordi nel dichiarare che questo termine non sia del tutto corretto. Si tratterebbe del raggiungimento del piacere attraverso la stimolazione interna della vagina e non il clitoride. In realtà è sempre quest’ultimo ad avere un ruolo fondamentale, infatti la penetrazione riesce comunque a stimolarlo, attraverso per esempio la compressione esercitata dalle piccole labbra tirate dal pene, oppure internamente, quando il glande sfregando contro la parete della vagina riesce a stimolare la base del clitoride. Non è infatti un caso che siano davvero in poche le donne ad aver sperimentato questo tipo di orgasmo, lasciando quindi il primato a quello clitorideo.

Un altro fattore curioso legato al piacere delle donne è l’eiaculazione femminile, in quanto, ebbene sì, anche noi possiamo raggiungere il climax in quel modo. Forse, se il mondo pornografico non vi è del tutto estraneo, il termine squirting non vi suonerà nuovo. Si tratta dell’emissione di un liquido caldo e trasparente che può avvenire con il raggiungimento dell’orgasmo, in modo alquanto spettacolare (e parliamo di squirting) oppure in maniera più sobria (e allora si tratta di gushing). È bene dire sin da subito che si tratta di un fenomeno raro, che tra le pornostar può essere quasi scontato, ma tra le donne comuni si verifica difficilmente. Complice di questo, il fatto che le sensazioni per lo precedono sono simili allo stimolo di fare pipì, il che ovviamente può bloccare molte donne proprio sul più bello; ma soprattutto perché alla base di questa eiaculazione hanno un ruolo fondamentale delle ghiandole chiamate di Skene, che possono anche non essere presenti, quindi in questi casi possiamo provarci quanto vogliamo, ma lo squirting non si verificherà mai.

C’è da dire, però, che non tutte riescono a raggiungere l’apice del piacere, arrivando più volte a fingere l’orgasmo (e noi donne, si sa, sappiamo essere un po’ bugiarde su questo delicato argomento). Le motivazioni possono essere molteplici alcune delle quali direttamente legate al sesso (scarsi preliminari, rapporto troppo breve e poco intenso) altre invece più intime riferite al nostro stato emotivo.

L’orgasmo maschile

Passiamo ora ai maschietti e qui le cose si fanno decisamente meno misteriose e macchinose. Per l’uomo infatti l’orgasmo coincide con l’eiaculazione, raggiungibile attraverso la stimolazione del pene e delle zone erogene connesse, che avviene per lo più attraverso il continuo sfregamento da parte della vagina, dell’ano (nel caso del sesso anale) o della mano, valida sostituta in mancanza di alternative migliori.

Un uomo che non ha disfunzioni erettili raggiungerà quasi sicuramente il proprio orgasmo, il che coincide anche con la fine del rapporto sessuale, condannandoci così a dipendere dalle prestazioni del nostro partner. In realtà ciò è dovuto all’esistenza del cosiddetto periodo refrattario, ovvero quello che segue l’eiaculazione, in cui l’uomo non è in grado di avere un altro orgasmo e prova persino fastidio se la stimolazione continua. La durata di questo periodo varia da persona a persona e cambia anche in base all’età, ma in media può andare dai 3 minuti a qualche ora.

Tale lasso di tempo è anche alla base di alcune pratiche di sadomasochismo, con le quali si induce il partner ad avere orgasmi forzati, ovvero attraverso stimolazioni immediatamente successive a un orgasmo (e quindi nel pieno del periodo refrattario) che da un iniziale dolore porteranno poi nuovamente al piacere.

Anche noi abbiamo il nostro periodo refrattario, ma che dura decisamente meno, il che può garantirci il raggiungimento di più orgasmi ravvicinati, il cosiddetto orgasmo multiplo. Si tratta di un piacere che ormai è leggenda e molte donne lo cercheranno per tutta la vita, senza mai raggiungerlo. Questo perché è molto difficile poter avere più orgasmi consecutivi, non solo per le alte prestazioni che dovrebbe avere il nostro uomo, ma anche perché il clitoride dopo un orgasmo è così sensibile che difficilmente riuscirà a sopportare altre stimolazioni.

Se l’orgasmo multiplo femminile è leggenda, quello maschile è praticamente utopia. Difatti anche gli uomini potrebbero sperimentare tale tipo di piacere, dissociando quindi i due momenti, quello della eiaculazione e quello dell’orgasmo. Tale avvenimento è raggiungibile attraverso un’alta concentrazione ed è quello che si prefiggono le varie pratiche di sesso tantrico. L’orgasmo senza eiaculazione rimane comunque, per gli uomini, una meta quasi irraggiungibile. Diverso è il contrario invece, ovvero un’eiaculazione senza orgasmo, o meglio, con un orgasmo ridotto. Si tratta delle occasioni in cui il nostro partner si impegna a durare il più a lungo possibile, cercando di distogliere la mente dal rapporto sessuale, ma non riuscendo comunque a trattenersi, eiacula senza il relativo appagamento che di solito ne segue. Questo a conferma del grandissimo ruolo che gioca il cervello durante l’orgasmo e di cui parleremo più avanti.

L’orgasmo anale

Affrontiamo ora una pratica che molto spesso costituisce un tabù: il sesso anale. Molte donne lo vivono ancora con apprensione o totale rifiuto, ma quello che dovreste sapere è che anche attraverso quest’altra penetrazione è possibile il raggiungimento dell’orgasmo.

Potrebbe trattarsi del solito clitorideo, in quanto durante la penetrazione viene comunque stimolato il clitoride, oppure di un vero e proprio orgasmo anale, raggiungibile grazie alla spugna perineale, un tessuto erettile ricco di terminazioni nervose che si trova tra le pareti dell’ano e della vagina. È un tipo di appagamento non molto frequente, ma comunque decisamente piacevole.

E se per noi può essere gradevole, per un uomo deve essere davvero appagante. Perché, ebbene sì, anatomicamente parlando, il lato B dei maschietti è più predisposto a ricevere piacere rispetto a quello delle donne, e questo grazie alla presenza della prostata. Quest’ultima ha un ruolo molto importante per l’eiaculazione, in quanto immette nel pene il liquido che andrà a costituire lo sperma e per fare ciò è interessata da alcune pulsazioni. La sua stimolazione, attraverso per esempio un massaggio prostatico, riuscirà quindi a far provare all’uomo la stessa sensazione che solitamente precede un orgasmo, ma che durerà ben oltre i soliti 3 secondi.

Molti uomini eterosessuali non proveranno però mai tale appagamento, perché condizionati dalle influenze della società che prevedono (erroneamente) un’associazione automatica e obbligata tra la stimolazione anale e l’omosessualità e che quindi li dissuaderà dal provare. Paradossalmente non vige lo stesso preconcetto per le donne, anche se di fatto provano meno godimento, ma dopotutto la fisicità ha un ruolo importante per l’orgasmo, ma mai quanto il cervello. Quindi un uomo mentalmente non pronto a ricevere piacere in questo modo, non riuscirà mai a raggiungerlo, anche se anatomicamente avrebbe tutti i requisiti per farlo.

La zona più erogena di tutte: il cervello

Siamo infine arrivate al vero direttore d’orchestra di tutta la sinfonia dell’orgasmo. Perché i genitali e le zone erogene hanno il compito di ricevere le stimolazioni, ma il vero responsabile di tutta la magia è lui: il cervello. Non parliamo solo degli effetti che l’orgasmo ha a livello neuronale (per esempio la liberazione delle endorfine) ma della fase precedente, quella che lo precede, durante la quale se la mente non è coinvolta, nessun orgasmo potrà allietarci.

Questo vale in special modo per noi donne, che dobbiamo essere coinvolte con la testa per trarre davvero piacere da un rapporto sessuale e di sicuro non ci basta una mera azione meccanica. Ciò è anche il motivo per cui molte di noi fanno fatica ad avere orgasmi. Oltre a problemi quali infezioni o disfunzioni fisiche, sono soprattutto gli aspetti psicologici a imporre questa difficoltà. Donne con problemi di autostima o depressione, non coinvolte emotivamente o fisicamente dal partner, stress e ansia; tutto questo contribuisce a rendere la nostra mente inadatta all’orgasmo.

Ciò può tramutarsi in difficoltà serie se non si riesce a risolvere in tempi brevi e può trattarsi anche di anorgasmia. Quello che vi consigliamo è di non sottovalutare affatto la questione o di limitarvi a simulare l’orgasmo, così da soddisfare il vostro uomo, per poi però rimanere deluse voi. Come abbiamo detto, l’orgasmo rappresenta attimi di felicità che la vita ci regala gratuitamente e sarebbe stupido negarceli solo per negligenza, vergogna o noncuranza. La prima regola è parlarne con il partner, così da trovare assieme la soluzione e godervi (proprio in senso letterale) appieno la vostra vita di coppia.

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