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"Quando ho capito di essere bisessuale": il racconto di 6 donne

Pregiudizi e confusioni circondano la bisessualità: ma essere bisessuali è una questione di sesso e anche d'amore. Dipende solo da cosa si prova per la persona che si ha di fronte.

Essere bisessuale è una sfida per molte ragioni. Innanzitutto per una questione di etichette, etichette sessuali naturalmente, che sono limitanti e disgiuntive. La sessualità infatti non è bianca o nera. Non è neppure grigia se è per questo, ma ha tutti i toni dell’arcobaleno – come il simbolo e la bandiera del movimento Lgbtqai* – e le sue infinite sfumature, per questo rinchiuderla in una singola definizione è complicato.

Eppure, quando il mondo fatica a trovare un “posto” a coloro che non rispettano la norma, avere un’etichetta in cui identificarsi può aiutare a conoscere meglio se stessi. Tuttavia, l’etichetta di bisessuale deve fare i conti spesso con un brutto pregiudizio.

Nonostante il mondo stia cambiando molto e i  bisessuali non siano più invisibili come un tempo, ancora oggi sono vittime di discriminazioni, perfino all’interno della comunità Lgbtqai*. La confusione è tanta e non è facile da superare, perché a volte la gente non riesce a capire come si possa provare attrazione per entrambi i sessi. Anche in tempi recenti, alcune femministe hanno attaccato dei membri celebri della comunità bisessuale, come Miley Cyrus, che pur definendosi queer, ha sposato un uomo.

I bisessuali non sono né confusi, né timidi, né automaticamente promiscui, né indecisi. Ognuno a modo suo ha realizzato di essere quel che è, spesso attraversando conflitti interiori e incertezze, ma giungendo infine alla convinzione che non vi è nulla di sbagliato nel provare attrazione per entrambe le metà del cielo. Per questo vogliamo proporvi le storie di queste donne, affinché le loro esperienze possano aiutare a comprendere quanto la bisessualità sia una condizione normale, al pari di tutte le altre sessualità.

Kathryn

L’Huffington Post riporta una testimonianza interessante, a firma Kathryn Poe. La collaboratrice della testata esordisce raccontando di quando ha fatto il suo coming out con i propri genitori, quando ha capito di essere bisessuale. Per entrambi – soprattutto per il padre soldato, in quel momento lontano, in missione in Medio Oriente – non fu facile, ma è comunque una storia con il lieto fine: mamma e papà hanno capito immediatamente che la figlia restava la stessa che era prima, indipendentemente dalla persona di cui si sarebbe innamorata.

Il lavoro più grosso Kathryn l’ha dovuto però fare su se stessa. Fin dai tempi della scuola, per via del suo vestire mascolino, i compagni l’hanno apostrofata come lesbica, e alla fine si è convinta lei stessa di esserlo. Così le sue storie giovanili le ha vissute solo con donne, finché al college non ha rivisto un ragazzo, un suo vecchio amico, e si è innamorata, facendo così un viaggio dentro di sé e affrontando un faccia a faccia con la propria tendenza sessuale.

«Nessuno è il 100% di niente» mi ha detto un’amica a un incontro. «Eccetto essere umani, certo. O almeno lo spero – scrive Kathryn – In molti modi, il movimento Lgbtq ha fatto passi incredibili. Comunque, proprio come chiunque altro, le persone spesso provano a semplificare la sessualità umana in termini di base. Bianco o nero. Etero o gay. Maschio o femmina. […] In casi come il mio, la visibilità può avere un impatto con la vita reale. Mettere tutta la sessualità in termini di bianco o nero può far male, specialmente ai giovani.

Spingere una persona nell’«angolo gay» è stressante come essere spinta a essere «etero» perché si sta lasciando una parte di se stessi alle spalle. Per me, forse il genere ha avuto molto meno a che fare con l’amore di quanto pensassi. E va bene. […] In questo periodo esco con un ragazzo, ma potrebbe cambiare. Le persone contano molto più del genere. Recentemente, quando ho detto a un’amica intima che stavo vedendo un ragazzo, la sua risposta è stata comprensibile. «Stai vedendo un ragazzo? – ha rantolato – Che cosa è successo?». «Non è successo nulla – ho replicato – Ho solo trovato me stessa nel mezzo».

Kiera

La consapevolezza di essere bisessuale può giungere all’improvviso. E in alcuni casi può essere l’inizio di un lungo processo di auto-accettazione. Ma nel momento in cui non si è sole, è tutto più facile.

Dacché mi ricordo – racconta Kiera su Health – mi sono sorpresa a fissare le ragazze. All’inizio ho pensato che fosse una questione estetica. Ero attratta da volti e forme uniche. Ma se me lo aveste chiesto, ero etero. Finché non l’ho vista. Stava seduta dall’altra parte della stanza sul pavimento durante una lezione di danza contemporanea al college, a parlare con un’altra ragazza, ogni pochi minuti lei gettava la testa all’indietro e rideva. Sarei rimasta seduta a guardarla per ora e mi è parso di averlo fatto. Mi ha colpito come una tonnellata di mattoni: ero attratta da questa donna. Non è andata mai oltre, ma siamo diventate amiche e lei mi ha aiutato ad accettare la mia nuova identità.

Un’anonima ragazza indiana

Questo dualismo a tutti i costi porta però le persone bisessuali di fronte a grossi ostacoli, da sempre. Tanto che India Times riporta uno studio condotto da Per Institute che afferma che solo il 28% delle donne bisessuali fa coming out, a fronte del 71% delle lesbiche.

Ero solita fare sogni erotici sulle ragazze – narra una testimonianza anonima su India Times – Ero troppo giovane e un po’ spaventata ma stranamente mi godevo quei sogni. Ero confusa e credevo di essere lesbica ed ebbi una fidanzata durante i miei anni al college. Ma quando iniziai a lavorare, mi piacque parecchio la compagnia maschile. Sono uscita con pochi uomini per curiosità e ho realizzato di essere bisessuale. Al momento sono in analisi per capire come venire allo scoperto.

Michelle

La ragione del fenomeno potrebbe essere legata al fatto che magari alcune bisessuali trovano subito l’amore della loro vita e, se è uomo vengono “inserite d’ufficio” tra le eterosessuali, se è donna tra le lesbiche. Tra l’altro ci può essere un momento in cui esploriamo la nostra sessualità, in cui ci poniamo delle domande o ci potremmo sentire attratte da persone diverse, maschi e femmine.

Sapevo di essere bisessuale da quando avevo 15 anni – spiega su Cosmopolitan Michelle, 23 anni – Avevo pensieri curiosi sulle donne da anni, ma pensavo di voler solo essere loro amica. Tuttavia, quando ero più giovane, ero una grande fan di Glee, e lo show presentava un sacco di relazioni tra donne che non avevo visto prima. Penso che il solo essere avvicinata a quelle coppie davvero molto popolari mi ha fatto realizzare che volevo quello che stavo vedendo, ma ero al tempo stesso pazza per i ragazzi. Una volta che ho realizzato che volevo crearmi una famiglia con una ragazza, è stato quando ho davvero saputo di essere veramente bisessuale.

Christina

Non tutte peraltro hanno la fortuna di scoprirsi bisessuali da adolescenti. Però quando capita è un’esperienza davvero confortante, perché si ha molto più tempo per auto-analizzarsi e comprendersi.

A 24 anni ho incontrato una ragazza – racconta a Cosmo Christina, 33 anni – e mi sono ritrovata non solo a fantasticare di baciarla, ma anche di uscire davvero con lei. Sapete, tipo svegliarsi con lei al mattino, farsi le coccole sul divano, eccetera. Ricordo che stavo di fronte a lei e la guardavo parlare a un amico quando ho realizzato che non stavo facendo un’eccezione per lei, ero solo bisessuale.

Laurel

Viviamo tempi bui da un certo punto di vista, per quanto riguarda gli attacchi, fisici e psicologici, a singoli membri della comunità Lgbtqai*. Ma da un altro punto di vista, questi tempi sono grandiosi – basti pensare che proprio nel maggio 2019, la transessualità non è più ritenuta una malattia dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ognuna di noi non può (e non deve) fare altro che essere se stessa e decidere di abbracciare la propria sessualità.

Avevo probabilmente 12 anni – chiosa a Cosmopolitan Laurel, 24 anni – quando ho realizzato di provare sentimenti sia per uomini che per donne. Comunque non capivo che cosa fossero quei sentimenti. Sono sempre stata intimidita dalle altre ragazze della mia classe e non ho mai capito perché – ma guardando indietro, era perché ero attratta da loro. Tuttavia il mio ultimo anno al college, mi sono presa una grossa cotta per una delle mie amiche e mi è parso subito chiaro cosa significasse per me.

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