Voyeurismo: cos'è, le cause e come si cura - Roba da Donne

Voyeurismo, un disturbo psichiatrico che va curato

Che cos'è davvero il voyeurismo, come si manifesta e perché, le cause del disturbo voyeuristico: ecco tutto quello che c'è da sapere.

Si fa presto a parlare di voyeurismo. Il termine viene utilizzato infatti talvolta a sproposito e con una connotazione consensuale. Il voyeurismo viene infatti confuso talvolta con pratiche sessuali come la triolagnia o candualismo, che comporta, all’interno di una coppia, che uno dei due abbia dei rapporti con una terza persona: la triolagnia è però sempre prevista con il consenso di tutte le parti, anche e soprattutto qualora la parte passiva di questo particolare menage sia presente in osservazione.

Analogamente, non è voyeurismo guardare video porno o leggere riviste hard, perché i soggetti ritratti sono consenzienti.

Voyeurismo: cos’è?

Voyeurismo
Fonte: I Simpson

Si tratta di una parafilia: questo significa che è una pratica non consensuale per almeno una delle parti in causa, ossia quella o quelle che vengono osservate.

Nel voyeurismo c’è una persona che guarda e una o più persone che vengono guardate. Coloro che vengono guardati non lo sanno, e l’osservazione avviene sempre in momenti decisamente intimi, come durante la svestizione, durante un rapporto sessuale o, per esempio, nel corso di una doccia, come molti film comico-erotici tra gli anni ’70 e ’80 ci hanno insegnato. La persona che guarda è mossa da una pulsione: guardando i momenti intimi di qualcun altro può trarre eccitazione o perfino piacere.

Le cause del voyeurismo

Il comportamento voyeuristico insorge di solito nella tarda adolescenza o nella prima età adulta. Gran parte dei voyeur sono uomini, ma il disturbo è in crescita anche tra le donne. È stato osservato come i voyeur si siano dimostrati timidi e riservati durante la loro adolescenza, ma secondo l’FBI potrebbero mostrare anche dei comportamenti violenti durante l’età adulta.

Il portale Albanesi spiega che il voyeurismo si potrebbe originare dall’osservazione accidentale di soggetti nudi o coppie in intimità, osservazione accidentale che si sia poi ripetuta nel tempo, fino a diventare abituale e infine a essere ricercata da chi è affetto da disturbo voyeuristico.

Voyeurismo e disturbo voyeuristico

C’è una differenza tra questi due concetti, come riporta il Manuale Msd:

Il voyeurismo comporta il raggiungimento dell’orgasmo guardando un’altra persona ignara, nuda, in procinto di spogliarsi o impegnata in un rapporto sessuale. Per disturbo voyeuristico si intende il comportamento mosso da pulsioni o fantasie voyeuristiche o la sofferenza o l’incapacità di svolgere le proprie attività a causa di tali pulsioni e fantasie.

In altre parole, si può essere dei voyeur senza avere un disturbo voyeuristico, tanto che, sempre secondo lo stesso manuale, la maggior parte dei voyeur non ha un disturbo voyeuristico. Quest’ultimo viene infatti diagnosticato quando il paziente presenti angoscia e incapacità a svolgere attività o abitudini quotidiane poiché ossessionato dalla sua pulsione. E soprattutto, si ha il disturbo voyeuristico quando l’osservazione diventa l’unico mezzo attraverso il quale qualcuno esprime la propria sessualità.

Voyeurismo: trattamento e terapia

Naturalmente, quando si guarda una persona (soprattutto in momenti intimi) senza il suo consenso, si potrebbero verificare dei problemi con la legge, che variano in base alla legislazione di ogni Paese. In alcuni casi, alla denuncia può seguire l’arresto e, con esso, l’obbligo a effettuare una terapia.

Solitamente, il voyeur viene obbligato dalla giustizia a effettuare psicoterapia, assumere antidepressivi (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina) e frequentare gruppi di supporto. A volte però terapie e farmaci non funzionano.

Se tali farmaci non risultano efficaci e il disturbo è grave – si legge ancora sul Manuale Msd – si può ricorrere a farmaci che riducono i livelli di testosterone, riducendo l’impulso sessuale. Tra questi farmaci ci sono il leuprolide e il medrossiprogesterone acetato. Il soggetto deve fornire il proprio consenso informato per l’uso di questi farmaci; il medico esegue periodicamente degli esami del sangue per controllare gli effetti dei farmaci sulla funzione epatica, e altre analisi (tra cui l’esame della densità ossea e le analisi del sangue per misurare i livelli di testosterone).

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Articolo originale pubblicato il Marzo 23, 2020

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