Sentiamo parlare spesso di tantra, ma non sempre con cognizione di causa. Questo perché i media hanno talvolta riportato superficialmente notizie su questa disciplina spirituale, confondendola con il neo tantra e focalizzandosi su un solo aspetto: il sesso tantrico e la sessualità. Che in effetti nel neo tantra è preponderante, ma non si limita alla pratica lenta e durevole di cui ci si trova a favoleggiare senza la corretta informazione.

Esiste il tantra ed esiste il neo tantra: è la prima cosa che dobbiamo sapere. Quest’ultimo ha iniziato a diffondersi in particolare in Occidente, a partire dagli anni ’70-’80 e grazie alla diffusione della dottrina di Osho. Si tratta in entrambi i casi di una filosofia spirituale, all’interno della quale la sessualità rappresenterebbe solo una porzione, più o meno vasta.

La sessualità è infatti una componente di tantra e neo tantra, ma non è un fine specifico, fa parte di un tutto, della ricerca di un equilibrio che è al tempo stesso cosmico e interiore. Ma di cosa si tratta concretamente?

Cos’è il neo tantra?

Neo tantra
Fonte: Pixabay

Il neo tantra è una disciplina filosofica non codificata, basata sul tantra tradizionale e contaminata, nel tempo, da diverse influenze orientate verso l’erotismo e la ricerca del piacere. E, come spiega All Things Tantra, ci si riferisce al neo tantra anche come sessualità tantrica o sessualità sacra.

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Per capire meglio, si deve seguire una linea temporale. L’“invenzione” del neo tantra risale a circa un secolo fa, a opera di Alistair Crowley e Pierre Bernard, che avevano conoscenza ma non pratica del tantra. Nel tempo, queste idee furono messe in correlazione con il movimento di liberazione sessuale e con il femminismo, per poi giungere a Osho, che ne creò una versione popolare e diffusa.

Differenze dal tantra tradizionale

Come riporta Trusted Body Work, la traduzione di tantra significa intreccio: quest’intreccio rende tutto interconnesso, una struttura di substrato su tutto ciò che è. Il tantra tradizionale, che richiede impegno e dedizione, è una pratica iniziatica che si basa su una serie di tratti e che si studia con un guru: rituali, adorazione delle divinità, utilizzo dei mantra, rispetto del corpo che è considerato sacro.

Tra i rituali del tantra tradizionale inoltre ci sono alcune pratiche (molto poche, tante da essere contate sulle dita di una mano) che hanno a che fare con la sessualità, ma il sesso non è di per sé una pratica spirituale, almeno che non si giunga a uno stato di liberazione energetica. In generale, le differenze tra tantra e neo tantra sono:

  • negli obiettivi: il primo si propone l’illuminazione, il secondo il benessere e il raggiungimento del piacere;
  • nei metodi: il primo punta alla meditazione per coltivare la propria interiorità, il secondo a riconoscere il vero e il falso da sé;
  • nell’insegnamento: nel primo le pratiche sono individuali, nel secondo sono di gruppo;
  • nei testi: nel primo i testi sacri di riferimento cambiano da scuola a scuola (per esempio buddhista o indiana), mentre nel secondo i testi tradizionali si mescolano a discipline come psicologia e sessuologia.

Tecniche e metodi del neo tantra

Neo tantra
Fonte: Pixabay

Il neo tantra combina pratiche da fonti diverse, dalla danza alla psicologia. Una delle tecniche più conosciute, e che non ha origine nel tantra tradizionale, è il massaggio tantrico: si tratta di un momento molto intimo tra chi lo esegue e chi lo fruisce, per cui è richiesta una grossa dose di fiducia tra le parti. Gran parte degli esercizi che si eseguono mescola pratiche energetiche e sessuali.

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Il sesso neotantrico

La connessione, nel sesso neotantrico, avviene attraverso il tatto: è da qui che tutto parte per connettersi con il proprio partner e suscitare energia sessuale. Il sesso è in questo caso un insieme di pratiche energetiche volte all’armonia della coppia e alla ricerca del piacere: il nostro corpo è il canale attraverso cui si sprigiona questa energia, in modo da raggiungere consapevolezza e liberazione.

Il sesso dovrebbe essere sempre una questione di connessione tra persone. Non stiamo parlando necessariamente di sentimenti, ma del concentrarsi su un atto, dell’essere presenti a se stessi, cosa che non sempre avviene senza il tantra.

Essere connessi significa comprendere i punti di piacere l’uno dell’altro, condividere un momento che rappresenta appunto una fusione di energia, non solo di corpi. E il sesso neotantrico dà centralità al piacere e alla sua ricerca. Non c’è niente qui che sia un tabù: conta solo, appunto, ciò che è vero per se stessi. E la verità in questo caso equivale alla sensorialità del corpo.

Articolo originale pubblicato il Dicembre 14, 2020

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